Analisi test pre stagione – il podio: Mercedes la favorita, poi…

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Analisi test pre stagione – il podio: Mercedes, la favorita, poi…


“Trarre troppe conclusioni dai test pre-stagionali è sempre una cosa pericolosa. Parole di Christian Horner, Team Principal di Red Bull. Ma grazie ai dati GPS fornitoci da un team di centro gruppo possiamo scrivere qualcosa che speriamo possa essere interessante per tutti. I dati in nostro possesso non prendono in esame i run effettuati con pneumatici C5 e danno un minor valore a quelli effettuati con pneumatici C4. Secondo chi ci ha fornito questi dati, la maggior parte dei team si concentrano sui dati GPS in uscita dai run con C2 e soprattutto C3, la miglior mescola per le condizioni del Montmelò durante i test prestagionali.

Analisi Gps: Mercedes al top ma con qualche pensiero di troppo

La W11 si presenterà a Melbourne come la vettura da battere. Un front-end molto solido, su cui si sono basati tutti gli ultimi progetti del team anglo tedesco, accoppiato ad un rear-end molto migliorato nell’arco delle quarantotto ore di test. La W11, per quanto visto a Barcellona, fa la differenza rispetto a tutte le altre vetture in curve come la Seat (5) o La Caixa (10). Ma anche in quelle con maggior angolo come la Banc Sabadell (12). Insomma, in curve tra i 90 km/h e i 150 km/h. Li il gap è molto ampio, soprattutto sul compound C3. In tutte queste curve, oltre a portare più velocità, la W11 riesce a percorrere anche meno strada, tenendo linee più interne e prendendo facilmente la corda. A conferma di un eccellente anteriore.

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Ma, e c’è un ma. C’era, sembrava essersene andata, è ricomparsa. Di cosa stiamo parlando? Di una importante preoccupazione legata all’affidabilità della Power Unit. C’era (sui banchi non era stata trovata la giusta affidabilità), con Mercedes che ha infatti utilizzato nella prima tre giorni di test delle mappature più spinte del solito a Barcellona. Con riscontri migliori del previsto sulle vetture ufficiali. Per questo “sembrava essersene andata”, la preoccupazione. Ritornata poi, durante la seconda settimana di test con un importante stop di Lewis Hamilton durante una simulazione di gara effettuata con la specifica di power unit con cui tutti i motorizzati Mercedes inizieranno (o almeno, era cosi fino a settimana scorsa) la stagione.

Preoccupazioni che hanno portato il team campione del mondo a prendere la decisione di utilizzare in funzionamento “ridotto” tutte e tre le sue power unit (Mercedes, Williams e Force India) nell’ultima giornata di test. “L’affidabilità della power unit è una preoccupazione? Sì, certo”, ha sottolineato a fine test Lewis Hamilton. “Normalmente terminiamo i test pre-stagionali con molta più fiducia nell’affidabilità, quest’anno non è andata cosi quindi non possiamo dire che i test sono stati perfetti per noi. Ma ho tutta la fiducia che i ragazzi tornino in fabbrica per analizzare e fare il meglio che possono nelle prossime due settimane per essere sicuri di iniziare la stagione con il piede giusto”. Anche il direttore tecnico della Racing Point ha voluto dir la sua riguardo a queste problematiche: “Penso che High Performance Powertrains sia a conoscenza dei problemi che si sono verificati nelle ultime settimane e sicuramente conoscono le giuste misure di contenimento dei problemi. Ci dicono che non sono preoccupati, per questo non lo siamo nemmeno noi”.

ANALISI GPS: RED BULL SECONDA FORZA, CON QUALCHE SPERANZA

Red Bull è sempre stato una team difficile da seguire durante il pre-stagione. Anche quest’anno non è da meno. Ma i dati in possesso ci aiutano sicuramente nell’analisi delle prestazioni della RB16. La macchina pensata dal reparto tecnico di cui fa ancora parte Adrian Newey è la vettura che più mediamente si avvicina alle prestazioni in curva di Mercedes. Almeno cosi è successo nella seconda parte di test al Montmelò. Terza forza nel lento, dietro a Mercedes e, udite udite, Renault, la RB16 ha dato filo da torcere alla W11 nelle curve di media velocità come la 1, la 2 e la 7 per poi arretrare nelle curve di alta velocità anche se durante i secondi test è stato fatto un leggero passo in avanti.

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Verstappen, con C4, avrebbe potuto far segnare il crono migliore dei secondi test se non avesse alzato chiaramente il piede a poche centinaia di metri dal traguardo. Una C4 più lenta della C5 di circa mezzo secondo che sommato al tempo volutamente perso sul rettilineo finale avrebbero messo il pilota olandese ben davanti ad un crono “normale” su C5 fatto segnare da Bottas. Con una W11 depotenziata però in modo importante. “Ciò che è stato più importante per noi è stato testare tutti i diversi setup e componenti sulla macchina, per capire cosa dobbiamo cambiare in macchina quando abbiamo sovrasterzo o sottosterzo per renderla più veloce o migliore. E semplicemente fare molti giri per vedere che ogni parte della vettura non ha problemi”, un Max Verstappen che si concentra più sul lavoro effettuato che sulla competitività della sua RB16 rispetto a Mercedes e Ferrari.

ANALISI GPS: FERRARI TERZA FORZA, LA SF1000 NON ECCELLE IN NESSUNA AREA

In casa Ferrari complessivamente non sono delusi dall’andamento dei test. Lo erano dopo la prima tre giorni. Con dei dati uscenti dalla pista che purtroppo non combaciavano con quanto di meglio visto in fabbrica. Questo ha comportato lo slittamento nell’introduzione di un pacchetto aerodinamico pensato per l’inizio di stagione. Ma l’ottimo lavoro di miglioramento del setup effettuato in pista ha estratto del buon potenziale. È stato fatto un enorme lavoro sul miglioramento dell’assetto meccanico legato a varie impostazioni nelle altezze da terra ed è stato trovato un buon bilanciamento con un’altezza posteriore meno spinta (meno rake quindi). Nella seconda tre giorni di test doveva esordire una nuova specifica di fondo che avrebbe molto probabilmente aiutato nella comprensione di un rake più elevato e che avrebbe permesso di togliere qualche grado alle ali, riducendo di conseguenza una parte del drag che “frena” la SF1000 sui rettilinei.

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Quella che durante i primi test era una vettura “né carne, né pesce“, che andava più forte nel lento (ma non a livello di Mercedes e Red Bull) che nel veloce, e piuttosto piano nel medio è divenuta una vettura che ha migliorato il medio ed il veloce mantenendo le decenti sensazioni nelle parti lente della pista. Detto questo, e guardando i riscontri dei dati GPS in nostro possesso, la SF1000 non eccelle in nessuna area. Abbiamo scritto “decenti sensazioni nelle parti lente” perché il gap nei confronti di Mercedes in curve come la 5 o la 10 è ancora importante. Almeno, a Barcellona e con le condizioni climatiche che c’erano al Montmelò lo era. È importante sottolineare ciò perché è vero che è stato centrato l’obiettivo di carico, nelle curve strette c’è più grip e la SF1000 va più forte della SF90 ma questo sembra ancora non bastare.

Da qui le sincere dichiarazioni di Mattia Binotto, team principal: “Al momento non siamo sufficientemente veloci. La stagione comunque è ancora lunga. Siamo più veloci in curva, ma questo non ci rende i più veloci in assoluto. Non siamo nella posizione di giocarci vittorie ad inizio stagione”. Anche perché in questo inizio di stagione 2020 ci sarà anche una power unit che Ferrari stessa non si aspetta essere il punto di riferimento del lotto in termini di potenza massima (lo era invece lo scorso anno). Con questa prima specifica 2020 si sta lavorando innanzitutto sull’affidabilità, nella prima specifica evoluzione ci si concentrerà molto anche sulle performance.

ANALISI PASSI GARA: MERCEDES DAVANTI MA IL GAP NON è COSI VERITIERO

Se andiamo ad analizzare le prestazioni nei long run dei tre team possiamo notare come Lewis Hamilton sia stato il pilota che è riuscito a completare la simulazione di gara con il miglior tempo. Simulazione di gara che è stata fatta nella mattinata del secondo giorno di test. Questo deve fare alzare bene le antenne a tutti poiché il Montmelò è un circuito piuttosto sensibile al calore ed è solitamente molto più veloce al mattino rispetto al pomeriggio. Nelle prime ore pomeridiane infatti c’è il rischio di portare le temperature fuori range di temperatura, in overheating per dirla con un termine inglese.

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Quindi i quasi 7 decimi al giro di passo tra Hamilton e Leclerc non possono essere considerati reali. Più reale il confronto tra la simulazione di gara di Leclerc e quella di Bottas. Tenendo però presente che il finlandese ha avuto un importante problema meccanico nelle ultime fasi che gli è costato una decina di secondi. Questo metterebbe Mercedes davanti a Ferrari, in termini di passo gara, di circa 2 decimi. E Red Bull? Anche la simulazione effettuata da Max Verstappen è da prendere con le dovute cautele poiché arrivata nella prima tre giorni di test dove la sua RB16 non aveva montato il pacchetto aerodinamico EVO che, secondo le informazioni provenienti dal team anglo austriaco, avrebbe garantito un salto in avanti di 2 decimi al giro che porterebbe la RB16 appena davanti alla SF1000.  

CONCLUSIONI: MERCEDES FAVORITA MA SENZA LA GIUSTA AFFIDABILITÀ O SENZA LA GIUSTA POTENZA…

Per quest’anno non ci va di giocare ai decimi che separano i tre team. Ci limitiamo a sottolineare come Mercedes arrivi in Australia da favorita ma, e c’è un ma piuttosto importante, se saranno costretti a girare depotenziati dovranno temere soprattutto Red Bull da quanto si è mostrato durante le quarantotto ore di test prestagionali. La power unit Honda sembra essere cresciuta molto sia a livello di potenza che di affidabilità e questo lascia ben sperare gli anglo austriaci per la prima parte di mondiale 2020. Ferrari comunque è li, non così lontana dai primi due team, tanto da non farci credere ad una Racing Point come terza forza in pista in Australia. La SF1000 sembra essere migliorata in curva rispetto alla SF90 ma non è ancora riuscita ancora ad eguagliare Mercedes e Red Bull, rallentando nel suo punto di forza della passata stagione che erano i rettilinei.

Autore: PG@smilextech / Cristiano Sponton@spontonc

Foto: Alessandro Arcari@berrageizf1

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