Test Barcellona 2020 Day 3 – Notizie dal paddock

0
I dati che emergono dai test sono una miniera d'oro per la Mercedes
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000

Ultima seduta di lavoro per i team che chiudono la prima settimana di test catalani. Una giornata convulsa caratterizzata da diversi colpi di scena e da una monolitica constante: il DAS. Iniziamo.

Problema (G)rosso

10:30 circa, Curva 12. Ora e luogo del misfatto. La Ferrari Numero 5 si è ammutolita in quel terzo settore che poca fortuna aveva portato nel campionato scorso. A rompersi è stata la power unit, cosa che ha costretto i meccanici della Scuderia alla sostituzione dell’intera unità che sarà spedita, come sottolineato da Binotto in conferenza stampa, a Maranello per verifiche più approfondite. Un campanello d’allarme abbastanza serio che verrà dunque indagato a fondo nelle prossime ore, lontano dalla frenetica attività tipica dei test prestagionali. Il lavoro intorno alla SF1000 del tedesco si è protratto fino a tutta la pausa pranzo. Seb (qui la conferenza) ha ripreso la pista intorno alle 14:15 per cercare di recuperare il prezioso tempo perso in mattinata. Da annotare – e magari si tratta di una banalissima coincidenza – che il problema occorso alla monoposto n°5 si è verificato proprio quando aveva iniziato a spingere sulle velocità di punta (Seb era nella scia di Bottas, nda), come dimostra l’immagine in basso. La Ferrari, fino a ieri, era la monoposto che aveva ottenuto i risultati velocistici meno brillanti. Anche su questo frangente il team principal elvetico ha parlato di casualità nella rottura e non di correlazione con la sorprendente performance alla speed trap. Dopo la lunga pausa dovuta alla sostituzione del V6 ibirdo non è che il lavoro di Vettel sia filato poi così liscio. Nel pomeriggio la Rossa n°5 ha passato lunghi minuti ai box col cofano smontato e con i meccanici a protezione che provavano, senza riuscirci, a nascondere il continuo lavorio sugli accessori del propulsore. Seb chiude la sessione con un tempo molto alto ma con un totale di giri 100 percorsi che rappresentano un cospicuo bottino se consideriamo la sostituzione del motore e i continui stop pomeridiani.

Le velocità alla Speed Trap poco prima del verificarsi del problema alla Ferrari di Vettel.

A proposito di motore, da sottolineare che ieri, durante la pausa pranzo, gli uomini di Chris Horner avevano sostituito in via precauzionale la power unit che aveva registrato qualche valore anomalo. Quel motore è stato poi minuziosamente analizzato senza che emergessero problemi di sorta. Tant’è che è stato rimontato sulla vettura di Max Verstappen che ha svolto per intero e senza intoppi il programma di giornata.

Das irreplicabile

Naturalmente non potevamo non parlare anche oggi del DAS (qui l’articolo tecnico) che Mercedes ha continuato ad usare. E non solo nel rettilineo del traguardo, ma anche nell’abbrivio che conduce al terzo settore, con Bottas. Uno dei quesiti più gettonati tra gli addetti ai lavori durante questi test è quello che riconduce alla possibile replicabilità dell’aggeggio introdotto da James Allison. Di questo ha parlato il direttore tecnico della Racing Point, Andy Green, che non si è detto troppo ottimista su una rapida introduzione: “Il DAS non è così semplice da copiare, anche per un team che ha grandi risorse finanziarie. Introdurlo comporterebbe il rifacimento di tutta la parte anteriore, forse anche dello stesso telaio. Ecco perchè ritengo che anche un top team impiegherebbe almeno sei mesi. Il che significa che se il marchingegno funzionasse e la FIA non lo bandisse, la Mercedes avrebbe un vantaggio temporale enorme, incolmabile nell’arco della singola stagione. Ma attenzione che la diavoleria anglo-tedesca potrebbe non superare l’esame del regolamento 2021 che pare imponga al volante solo il movimento di rotazione, vietando di fatto gli spostamenti longitudinali. Sul tema dobbiamo evidenziare anche le parole di Mattia Binotto secondo cui, in caso di confermata regolarità, la Ferrari potrebbe sperimentare il controverso sistema già sul finale di questa stagione. Tutto è nelle mano della FIA.

Test Barcellona 2020 Day 3 – Notizie dal paddock
Racing Point RP20

Anche i ricchi piangono

Qualche preoccupazione si è registrata anche nel mondo Mercedes. Nell’ultima ora della sessione mattutina la vettura di Nicholas Latifi, in pieno rettilineo, ha sbuffato un sinistro fumo bianco rallentando vistosamente. Il canadese ha parcheggiato la monoposto all’uscita della pit lane tornando ai box a piedi. Il ritorno in pista della monoposto inglese si è avuto nel pomeriggio inoltrato: evidentemente le operazioni di sostituzione della power unit hanno richiesto più tempo – e forse più indagini – del necessario.

DAS, il ritorno

Sempre interessanti le dichiarazioni sul DAS (non sono sarcastico) che arrivano dai diretti interessati. Stavolta è stato il turno di Valtteri Bottas che non ha celato la soddisfazione data dall’utilizzare il congegno. “Il dispositivo dice chiaramente quanto la squadra sia avanti in termini di capacità di innovare. Lo avevamo già testato in fabbrica, a Barcellona è la prima volta che lo proviamo fattivamente. Avremo bisogno di altri test su diverse piste per mettere appunto un qualcosa che ha richiesto lunghissimi tempi di progettazione. Ho sentito che Seb ha detto che è strano utilizzarlo. Non sono d’accordo, l’ho trovato davvero semplice. Lo metto in azione solo laddove serve. Tutti parlano della legalità del DAS. Non siamo certi che sia tutto ok; sono gli altri che dovranno valutarne l’introduzione“. Il finlandese, mentre argomentava le sue tesi, sprizzava felicità dai suoi occhi che per una volta sono sembrati meno di ghiaccio. Evidentemente, dopo tre giorni di prove, la messa a punto del congegno sta iniziando a dare i suoi frutti. E il tempo di 1’15”732 stampato stamattina (il migliore dei tre giorni, nda) sta là a dimostrarlo.

Test Barcellona 2020 Day 3 – Notizie dal paddock
Lewis Hamilton a bordo della Mercedes W11

Haas a singhiozzo

Giornata di test magra per il team statunitense. Al mattino Romain Grosjean ha collezionato 48 giri. Non un grandissimo bottino condito da prestazioni che non rimarranno negli annali. Al pomeriggio il singhiozzo si trasforma in uno stop definitivo. Kevin Magnussen, che aveva preso il posto del francese, dopo appena quattro giri, va in testacoda in Curva 8 andando ad impattare contro le barriere. Risultato: sospensione rotta e sessione chiusa anzitempo con i meccanici costretti ad abbassare mestamente la saracinesca. Steiner avrà un diavolo per capello

Arrivederci Barcellona

La luce del semaforo rosso si riflette sull’asfalto della griglia di partenza avvolta nella calma di un paddock che diventa sempre più silenzioso e meno frenetico. La prima sessione di test va in archivio lasciando irrisolti tanti interrogativi che, forse, troveranno risposta nei secondi tre giorni che scatteranno mercoledì prossimo. Poi si farà sul serio perchè in palio ci saranno punti e trofei. L’unica certezza che questi primi giorni di attività ci danno come lascito, nemmeno a dirlo, è la montagna di polemiche che si sono fatte – e che si continueranno a fare – intorno al Dual Axis Steering. Perchè ogni stagione ha il suo concetto chiave. O la sua croce, fate voi.

Autore: Diego Catalano @diegocat1977

Foto:
Alessandro Arcari@berrageizf1
Ferrari

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui