Analisi tecnica Mercedes W11: il diffusore è simile a quello Ferrari

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Test Barcellona 2020 Day 1 - Notizie dal paddock

Dopo la lunga pausa invernale finalmente si riparte con il mondiale di Formula 1 2020; tra le protagoniste sicuramente ci sarà la plurivincitrice scuderia Mercedes. Le frecce d’argento arrivano dall’ennesima annata strepitosa, avendo conquistato entrambi i mondiali iridati. La vettura che andrà alla ricerca del sesto costruttori consecutivo, in molti aspetti, è una chiara evoluzione della vettura 2019 mentre denota una certa discontinuità progettuale in altri. La W11 è una vettura che mantiene lo stesso concetto aerodinamico, a basso angolo di rake, della W10 2019.

L’evoluzione della parte posteriore ha portato i tecnici del Team anglo tedesco ad avvicinarsi molto alle idee nella zona esterna del diffusore (box bianco) dapprima portate in pista da RedBull e poi copiate anche dalla Ferrari la scorsa stagione. Concetti comunque ripresi da gran parte dei Team.

MERCEDES W11 – Giorno 1 test prestagione (Barcellona) – Foto FUnoAnalisiTecnica

Per generare maggior downforce è fondamentale aumentare il rapporto di espansione del diffusore ossia lavorare sul rapporto tra la sezione trasversale del diffusore e quella del fondo vettura. Per far ciò è cruciale riuscire ad espandere lateralmente il diffusore senza causare la separazione del flusso. Il problema dei vari progettisti è che man mano si cerca di espandere il flusso lateralmente, più ci si avvicina alla scia dello pneumatico posteriore, zona di bassa pressione ad alta turbolenza (quindi con alta dissipazione di energia che genera spesso separazione). Introdurre turbolenze in un flusso utile a generare carico aerodinamico significa inserire delle perdite (sotto forma di calore) e quindi avere una minor efficienza di generazione (minor downforce generata / maggior resistenza all’avanzamento). E’ fondamentale sia nella parte fondo piatto che in quella del diffusore mantenere il flusso il più possibile non turbolento minimizzando così le perdita di pressione e la turbolenza.

FERRARI SF1000 – Giorno 1 test prestagione (Barcellona) – Foto FUnoAnalisiTecnica

I Team vanno quindi a staccare dei vortici nelle parti esterne del diffusore per “spingere” il più lontano possibile dal diffusore la scia della ruota. Questo permette di aumentare il rapporto di espansione del diffusore senza provocare la separazione del flusso che causerebbe una duplice conseguenza: deleteria perdita di carico aerodinamico e conseguente aumento di resistenza all’avanzamento sul posteriore della vettura. Sulla W11 i profili esterni passano da tre a quattro, sulla falsariga delle soluzioni utilizzate da Ferrari e Red Bull la scorsa stagione e poco sviluppate sulle loro vettura viste in pista quest’oggi. Presente anche un rinforzo metallico utile a non far flettere in modo importante i componenti aerodinamici che comporterebbero incoerenze nel funzionamento.

Autore: PG Tech @smilextech

Foto: Alessandro Arcari@berrageizf1



1 commento

  1. “E’ fondamentale sia nella parte fondo piatto che in quella del diffusore mantenere il flusso il più possibile non turbolento minimizzando così le perdita di pressione e la turbolenza.”

    Questa affermazione è fondamentalmente falsa. Sebbene parliamo due turbolenze diverse (una chiaramente deleteria derivante dal tyre wake, l’altra una vorticosità cercata e controllata), forzare un flusso in regime turbolento aiuta proprio in questo senso: ad allontanare il punto di separazione ed aumentare quindi il rapporto di espansione effettivo.

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