Leclerc: “fondamentale capire la vettura”

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Charles Leclerc: “fondamentale capire la vettura”


Leclerc debutta a sorpresa sulla nuova SF1000. In quel di Barcellona, per la prima giornata di test, era atteso Sebastian Vettel, ma al Montmelò prende le redini il monegasco. Nessuna congiura, nessuna ipotetica gerarchia da leggere tra le righe. Semplicemente, il tedesco non sta bene. Nulla è trapelato riguardo all’entità del malessere, che s’indovina lieve e passeggero, forse una sindrome influenzale, quanto basta per rimetterlo in pista già dal pomeriggio di domani, secondo l’ultimo aggiornamento dei programmi.

Nel frattempo Leclerc si è dato da fare, portando a termine 131 giri, un numero inferiore a quello registrato dallo stacanovista odierno, ovvero Max Verstappen, a quota 168. Il duo Mercedes in tandem ne ha portati a termine 173, equamente suddivisi. Mentre Sergio Perez ha fatto il terzo incomodo firmando un tempo da exploit e da ultimo gradino del podio. In questa fase acerba, logicamente, è prematuro sbilanciarsi. E Charles ha imparato la lezione. Infatti, commentando un tempo non propriamente impressionante, dichiara:

Abbastanza difficile per ora commentare le performance. In questa fase stiamo cercando di capire la macchina al meglio delle nostre possibilità. Sicuramente questa è un’evoluzione della nostra vettura, ma è presto per dire a che punto ci troviamo. Rispetto all’anno scorso abbiamo cambiato leggermente l’approccio nei test. Nel 2019 andarono alla grande, ma, nel corso della prima gara le cose non funzionarono altrettanto bene. Per questo preferiamo concentrarci sulla comprensione del mezzo in luogo di cercare subito il tempo. Quest’anno abbiamo cercato maggiore flessibilità nell’assetto della monoposto, in modo tale che la vettura possa adattarsi allo stile di entrambi i piloti.”

Molta cautela, un profilo basso volto alla comprensione. Nessun proclama altisonante, nessuna voglia di impressionare. La parola chiave, letta tra le righe, sembra essere ‘equilibrio‘. Non impressionare attraverso mirabolanti velocità di punta, non accontentarsi di un tempo prodotto a uso e consumo di una stampa da titoloni. Solo e soltanto la voglia di comprendere e di utilizzare al meglio l’esiguo tempo concesso per affinare la confidenza con la vettura. Leclerc continua la sua disamina sincera:

Ho saputo di dover guidare al posto di Sebastian alle 6:45, mentre stavo ancora dormendo. Era molto presto! Però poco è cambiato rispetto al programma originale. Il problema maggiore l’hanno riscontrato i meccanici, che hanno dovuto cambiare il sedile quando non era previsto. Un’operazione che richiede sempre un po’ di tempo.” Semplice e diretto, Charles ha fatto chiarezza anche riguardo a un altro punto largamente dibattuto:

Credo che la maggior flessibilità di assetto non sia necessaria per adattare la macchina al mio stile o a quello di Sebastian. La ragione principale per cui i tecnici sono andati in questa direzione è da ricercarsi nel fatto che la vettura aveva prestazioni altalenanti: in alcune gare molto veloce, in altre lenta. Dobbiamo essere in grado di adattare l’assetto in tutte le piste. Questo significa essere flessibili ed è la cosa che ci aiuterà davvero. Difficile anche dire se l’auto nuova ha più carico rispetto alla precedente. Mi sono sentito abbastanza veloce in alcune curve, ma non posso fare paragoni. Il vero metro di valutazione sarà la gara. La downforce ha effetto sulle gomme, e se queste, come oggi, non lavorano nella giusta finestra, non aiutano a capire correttamente gli elementi raccolti. In Australia la temperatura sarà ideale.”

Leclerc continua: “Oggi è stata una giornata positiva, abbiamo svolto tutto il programma previsto. Per quanto riguarda la performance è difficile dire dove siamo. Abbiamo usato un approccio diverso, mirato a conoscere telaio, motore e aerodinamica prima di spingere tutto al limite. Abbiamo imparato dallo scorso anno che conta prepararsi passo dopo passo in vista della prima gara. I numeri dicono che c’è più carico aerodinamico. in termini di feeling abbiamo fatto qualche prova positiva e vedremo nei prossimi giorni. C’è tanto margine di miglioramento sia per noi che per gli altri. Ma ovviamente ci concentriamo su di noi, senza badare troppo alle altre vetture.

Una Ferrari determinata e concreta, che sceglie il profilo basso. Leclerc difatti sottolinea: “L’obiettivo odierno non era la performance, né la ricerca del feeling con la vettura. Volevamo piuttosto verificare la correlazione tra i dati emersi dalla pista e quanto fatto in fabbrica. Questo è fondamentale, poiché tutto il lavoro sull’auto nuova viene fatto a casa. Se i dati non fossero correlati sarebbe un grande problema. Le sensazioni tra il primo giorno dell’anno scorso e oggi sono diverse. Nel 2019 trovammo subito la performance, quest’anno stiamo lavorando gradualmente. In ogni caso è stato un test positivo.”

Charles Leclerc è obiettivo e molto diretto. Non illude, cerca piuttosto di fare chiarezza. Ribadisce che l’importante non è qui, non è ora, ma si tratta di una partita lunga che si giocherà nel corso di un’interminabile stagione. Oggi non è il giorno del trionfo, delle fanfare, degli abbagli. Si tratta piuttosto di lavoro ordinario, necessario per mettersi in regola, per migliorarsi, per prendere coscienza delle proprie debolezze e dei punti di forza. Con l’obiettivo di raccogliere punti e vittorie, ma soprattutto di non deludere sogni e speranze.

Autore: Veronica Vesco@veronicafunoat

Foto: Stefano Arcari – Andrea Lorenzina

Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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