Analisi Tecnica Alfa Romeo Racing: la C39 esaspera l’effetto outwash

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Alfa Romeo Racing

Analisi Tecnica Alfa Romeo Racing: la C39 esaspera l’effetto outwash


La nuova Alfa Romeo Racing è scesa in pista per la prima volta ieri a Fiorano, durante lo shake down nella pista emiliana. Come per la passata stagione, la livrea è stata abilmente camuffata per “sviare le indagini”. Senza dubbio, la perdita di Simone Resta tornato in Ferrari dopo una breve parentesi, è stato un duro colpo per il team con sede a Hinwill. Malgrado ciò, l’obbiettivo del team svizzero è chiaro: cercare una rivincita dopo un’annata, quella 2019, che tanto prometteva ma poco ha convinto.

Analisi Tecnica Alfa Romeo Racing

Iniziamo l’analisi tecnica notando come la filosofia all’anteriore della C39 resta esattamente la stessa. Osservando l’immagine precedente possiamo notare come l’ala anteriore esasperi l’effetto outwash, con l’ultimo piano che addirittura non arriva neanche a collegarsi con l’endplate. Indirizzare il flusso d’aria esternamente agli pneumatici anteriori è di vitale importanza per il progetto svizzero. Il muso conferma una configurazione a quattro canali. Quello centrale però cambia forma, trasformandosi in una mezzaluna rovesciata. La sospensione push rod, come abbiamo analizzato in altre vetture 2020, è stata leggermente rivista. Lo schema POU (pushrod on up right), utile a diminuire il sottosterzo nelle zone più lente dei vari tracciati, prevede ora i triangoli sensibilmente rialzati. Il montante s’infulcra nella scocca all’altezza del S-Duct, con la scomparsa dei 4 profili aerodinamici collocati proprio appena sopra il sistema sospensivo.

Analisi Tecnica Alfa Romeo Racing

La parte centrale della vettura svizzera non sembra aver subito forti cambiamenti, adottando una configurazione molto simile allo scorso anno. Creando una svasatura nella parte bassa della monoposto, l’ingresso di raffreddamento dei radiatori continua ad essere collocato in alto, generando un effetto downwash in grado di migliorare sensibilmente l’aerodinamica al posteriore. Deviatori laterali e a ponte sono di chiara scuola Red Bull.

Anche i retrovisori prevedono una configurazione differente rispetto alla vettura dell’anno passato. Ormai famosi, gli wing mirror sono stati adottati, in versione Mercedes, anche dall’Alfa Romeo. “Carenati” e collegati per due estremità (cockpit e deviatore a ponte), garantiscono stabilità oltre un lavoro aerodinamico indirizzando i flussi prevenienti dall’avantreno. La struttura dell’airbox cambia configurazione. La forma principale, ora triangolare, è contornata da due orecchie, con il compito di raffreddare batterie, sistemi ibridi e cambio dell’auto.

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La zona dei bargeboard è stata ridisegnata, presentando una configurazione molto curata nei dettagli. La sospensione posteriore della C39 a schema pull rod è molto simile a quella della monoposto di Maranello, abbinata ad un retrotreno piuttosto rastremato grazie al nuovo cambio miniaturizzato della Ferrari

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La pinna dell’Alfa Romeo Sauber ha dimensioni maggiorate grazie al “rigonfiamento” del cofano motore che prevede, nella parte finale, una T-Wing a due piani. L’ala posteriore monta una versione a cucchiaio con il segmento del main plane piuttosto lungo, sostenuto da una configurazione a doppio pilone scuola Ferrari, con la valvola wastegate posizionata sopra lo scarico.

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La prossima settimana, durante i test prestagionali, l’Alfa Romeo Racing dovrebbe presentare alcune novità. Attendiamo…

Autore: Alessandro Arcari@berrageizf1

Foto: Federico Basile FB-Photoimages

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