Hamilton e i segreti per essere sempre al top

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Lewis Hamilton impegnato in un selfie con il pubblico di Yas Marina

Hamilton e i segreti per essere sempre al top


Lewis Hamilton non è soltanto famoso per via delle innumerevoli vittorie e per i sei titoli mondiali conquistati. Il pilota britannico di certo non passa inosservato anche a motori spenti. Molto presente sui social, nemmeno una settimana fa, sulla sua pagina Instagram aveva dichiarato: Quest’anno sarò una macchina, mi porterò ad un livello mai visto prima! Che è stata essenzialmente la risposta (se vuoi ne parliamo anche qui) alle dichiarazioni rilasciate dal compagno e rivale Valtteri Bottas, il quale attraverso i finlandesi di ‘MTV’ aveva lanciato, per primo, il guanto di sfida:Ho trovato nuova forza ed energia per quest’anno. La mia performance non ha ancora raggiunto il suo apice, posso migliorare. Per il 2020 c’è e ci sarà più slancio di prima. Non c’è dubbio”.

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Stretta di mano tra Lewis Hamilton e Valtteri Bottas

Non vale la pena iniziare una battaglia psicologica nei confronti del pluricampione del mondo. È tempo sprecato. Terreno battuto a lungo da Nico Rosberg negli anni di convivenza in Mercedes (nel 2016 il tedesco è riuscito ad avere la meglio in pista, ma non a causa di un calo mentale da parte del britannico) e da Sebastian Vettel nel 2018, entrambi con scarsissimi risultati. Dal punto di vista mentale, e non solo, Lewis è una roccia e se decidi di attaccarlo su questo piano, il rischio è che la cosa possa tornarti indietro come un boomerang e di farti molto male.

Il fronte che più inizia a preoccupare Lewis Hamilton è la forma fisica, dato che dopo Kimi Raikkonen (40 anni) sarà il pilota più vecchio dello schieramento quest’anno (Il britannico ha compiuto 35 anni lo scorso 7 gennaio): “Sarò il secondo pilota più vecchio in pista? Dovrò iniziare a pagare Kimi per restare. Fortunatamente, penso che continuerà. Non mi sento affatto vecchio. Mi sento più giovane che mai. Mi sento in forma, più in forma che mai” ha detto in un’intervista rilasciata a ‘GQ Hype’. “Adesso tutto funziona al meglio, grazie anche all’esperienza che ho. Non penso nemmeno che sia più difficile rimanere fisicamente in forma, anche se sono sicuro che inevitabilmente il corpo cederà ad un certo punto.

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Austin 2018. A fine gara Lewis Hamilton si congratula con Kimi Raikkonen per la grande vittoria del finlandese

Nessuno è eterno e questo Lewis lo sa bene. In Formula1 ci sono molti esempi di longevità agonistica. Raikkonen è ancora in forma nonostante i suoi 40 anni, mentre Michael Schumacher è riuscito a correre fino a 43. A chi gli chiede se stia pensando di prendere come esempio Michael e lo stile di vita che gli ha permesso di restare al top per così tanto tempo, Hamilton risponde: È diverso per tutti noi. Ciò che ha funzionato per Michael probabilmente non funziona su di me. Devi sempre trovare la tua strada. Puoi facilmente sovraccaricarti mentalmente e il lato mentale è la chiave. Le auto stanno diventando sempre più veloci e stiamo battendo record. Ciò significa, con il carico G che riescono a generare, che le auto stanno diventando più fisiche. Tuttavia portare una palestra in pista non funziona per me. Non mi alleno durante i fine settimana di gara, non mi fa bene, ci ho provato in passato”.

La forma fisica, come fa notare il pilota Mercedes, non è solo questione di allenamento, ma anche di alimentazione, ed è qui che ci spiega come l’esser diventato vegano abbia avuto un forte impatto sulle sue performance: “Per me è importante avere il 100 percento di energia durante tutto il weekend di gara. L’obiettivo è sentirsi bene. Vuoi essere forte e costante. Di certo non vuoi che ci siano oscillazioni: alti e bassi nei tuoi livelli di energia. Il veganismo ha corretto tutto questo”. Ora a prescindere dal fatto che uno possa essere vegano o meno, tema che ha fatto e continua a far discutere, la cosa importante è l’evoluzione di una persona. Mi spiego meglio. Come detto precedentemente dal pilota, il trucco non risiede tanto nell’esser diventato vegano…

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Lewis Hamilton nel paddock del Messico

La chiave, per Hamilton, è stata l’esser riuscito a trovare ciò che più si adatta al suo corpo e gli permette così di funzionare al meglio. Cosa che, a sentire il britannico ha richiesto un bel po’ di sperimentazioni: Guardo sempre a come posso migliorare. La mia vista può essere migliore? Le mie reazioni possono essere migliorate? Ci sono nuovi modi per testare le mie reazioni? L’ergonomia in macchina… Come posso semplificare tutto? C’è una moltitudine di cose e cerco sempre di alzare l’asticella. Una delle cose che con il tempo ho migliorato è stato il modo di dormire. Poi ho notato che non mi sentivo bene a livello di stomaco. L’intestino è il tuo secondo cervello. Ci viene insegnato a bere latte e mangiare carne per avere il giusto quantitativo di proteine ​​e ho iniziato ad esaminare altre aree di ricerca intorno a tutto questo. Il primo punto è stato: cosa accade agli animali? Poi: che impatto può avere questo sul nostro corpo. Essere vegano è un vantaggio gratuito che mi sono preso. Se nessun altro lo vuole, beh, che lo perdano.”

Un’altra dote appartenente al sei volte campione del mondo è senz’altro quella di essere un ottimo influencer… Dico questo perché anche Vettel ha ammesso di aver tentato la dieta vegana per un periodo (sei settimane nel 2018). È normale che in un’attività agonistica, gli sfidanti cerchino di osservare lo stile di vita di chi eccelle per tentare, prima di eguagliarlo e poi successivamente di superarlo. Con Vettel non ha funzionato, nonostante abbia ammesso di aver appreso molto da quel periodo scegliendo poi di percorrere altre strade…

Non posso fare a meno di notare però, quanto tutto questo non faccia altro che girare a favore di Lewis. Al quale sembra, e forse è così, andare bene qualsiasi cosa faccia al momento, con gli altri che invece non sanno più cos’altro inventarsi.

Autore: Marco Sassara@marcofunoat

Foto: Mercedes – F1

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