Regole 2021 e Patto della Concordia: la Ferrari va al contrattacco

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La Ferrari tra carico smarrito e regole 2021
Mattia Binotto, team principal Ferrari

Novantadue all’alba. Tanti sono i giorni che mancano all’accensione del semaforo verde del primo turno di libere del Gran Premio d’Australia. Molto dovrà accadere in questi mesi, a partire dalla presentazione delle nuove monoposto (a proposito, la nuova Ferrari sarà svelata l’11 febbraio, notizia odierna) per finire alla sei giorni di test di Barcellona che dovrebbe riconsegnarci un primo quadro, ovviamente approssimativo, dei valori in campo. Saranno dunque settimane in cui i team lavoreranno alacremente nelle proprie fabbriche per farsi trovare pronti per il 18 febbraio. Ma c’è un altro fronte caldo in questa pausa invernale. Ed è quello riferibile alla politica del motorsport. Che non va mai in letargo. Anzi, se possibile, si riaccende in tutto il suo vigore proprio quando i campi di gara sono deserti e silenziosi.

Dopo che le dieci squadre, all’unanimità (leggi qui), hanno stabilito che nell’anno venturo si continuerà a puntare sulle gomme usate nel mondiale appena terminato, restano aperte ancora due grandi partite: la prima è quella relativa al Patto della Concordia; la seconda è quella che vede la puntuale definizione del nuovo pacchetto di regole tecnico-sportive. L’attenzione dei dirigenti delle compagini coinvolte è quindi proiettato al 2021. E’ chiara la sensazione che un po’ tutti vivano il 2020 come un’annata di transizione e in questa chiave va letto il congelamento degli pneumatici Pirelli. Probabilmente le risorse, prima dell’introduzione del budget cap che agita i top team, saranno dirottate più allo sviluppo delle monoposto della nuova era che impiegate per affinare le macchine dell’anno prossimo che saranno sicuramente un’evoluzione di quelle che hanno solcato le piste fino a due settimane fa.

Regole 2021 e Patto della Concordia: la Ferrari va al contrattacco
Rendering vettura Formula Uno 2021

L’accordo relativo al nuovo Patto della Concordia è lungi dall’esser stato raggiunto. La Mercedes è la prima grande oppositrice, non ritenendosi soddisfatta dell’ammontare dei dividendi economici che le spetterebbero (leggi qua). Red Bull è sulla medesima lunghezza d’onda e delle perplessità sono state manifestate anche dalla Ferrari che, qualche settimana fa, sembrava invece essere tra le fautrici di un nuovo accordo. Il problema è sempre pecuniario. “Le norme finanziarie di cui si discute sono molto complesse – ha riferito Mattia BinottoIn questa fase le stiamo testando per capire come applicarle. Se le regole ci imporranno di ridurre il nostro personale sarà un problema perchè in Italia è più difficili farlo rispetto all’estero. Non abbiamo intenzione di mandare a casa i lavoratori, quindi dobbiamo operare degli spostamenti interni. I nostri dipendenti saranno dirottati al dipartimento GT piuttosto che alla produzione stradale. In previsione di questo cambiamento abbiamo assunto e reso operativo un gruppo di lavoro che ha il compito di ottimizzare la procedura. Il 2020 sarà quindi un anno chiave in questo senso“.

Parole molte chiare che lasciano pochi spazi ad interpretazioni: la Ferrari ritiene di operare in un contesto lavorativo particolare come quello italiano e pertanto fa capire che ha bisogno di risorse suppletive oltre a quelle ingenti che ha già ottenuto. Chiaramente i competitor non rimarranno col cerino in mano visto che si sono già dichiarati altamente insoddisfatti del sistema delle spartizioni economiche che si è paventato. Una partita che si gioca da mesi e che sicuramente caratterizzerà tutto l’anno venturo in cui, va sottolineato, una soluzione bisogna trovarla. L’attuale Patto della Concordia scade tra dodici mesi e non è pensabile avviare la stagione 2021 senza l’accordo principale che regola i rapporti tra i team. Una bella gatta da pelare che terrà banco nelle aule del potere. E non solo.

Ma, come si diceva in apertura, c’è un altro “fronte bellico” oltre a quello dell’accordo comune ed è quello delle regole tecnico-sportive per il 2021 che hanno trovato una prima definizione nell’ultimo Consiglio Mondiale della FIA tenutosi nella sede di Parigi. Ricordiamo che il processo che ha portato all’accettazione del nuovo corpus normativo è stato travagliato. Un percorso ad ostacoli che ad un certo punto ha rischiato di azzoppare il puledro ma che poi è giunto al termine grazie alla mediazione di Ross Brawn che ha sagacemente fatto accettare una soluzione di compromesso a tutte le parti in causa, dai team a Liberty Media che spingeva per una maggiore standardizzazione di alcune parti della monoposto.

È bene ricordare che la Ferrari, esclusiva depositaria della facoltà di veto, era l’unico team presente alla riunione. Maranello ha accettato le nuove regole anche perchè non v’è stata l’opposizione degli altri nove partecipanti al mondiale di F1. Ma, successivamente, ha fatto capire che qualcosa va cambiata. Ed è facile far pressione sui decisori quando hai facoltà di far crollare il castello con una semplice alzata di mano. Che non è arrivata ancora. Per ora la scuderia italiana si limita a lanciare messaggi più o meno criptici che suonano come antifone. “Abbiamo votato a favore – ha spiegato il team principal elvetico ad AMuS anche se il pacchetto delle regole non ci convince appieno. Abbiamo fatto capire chiaramente che l’approccio corretto è quello di far sviluppare le cose mano mano visto che anche gli altri team non si sono opposti all’unanimità. E’ evidente che siano necessari dei cambiamenti. In Ferrari riteniamo alcuni aspetti positivi sono presenti, come ad esempio la mancata standardizzazione delle trasmissioni e dei sistemi frenanti e una maggiore libertà in materia aerodinamica. L’ultimo pacchetto di regole è sicuramente migliore del precedente, anche se del lavoro va fatto“.

https://www.f1analisitecnica.com/2019/11/patto-della-concordia-mercedes-contro-ferrari.html
Ross Brawn

Quello della definizione puntuale delle direttive 2021 è quindi un percorso “liquido” nel quale gli attori protagonisti stanno mettendo in campo tutto l’armamento diplomatico di cui dispongono. Dichiarazioni come quelle di Binotto saranno la consuetudine nei mesi a venire, è il gioco delle parti. Naturalmente da questo estenuante processo non potrà emergere un solo vincitore. “Compromesso” è come sempre la parola chiave. E verso questa soluzione, ancora una volta, i vertici della FIA e di Liberty Media devono andare per trovare la sintesi che non può essere un dettaglio essendo essa elemento vincolante. Il tempo c’è, ma non si può procrastinare ulteriormente alcune decisioni perchè i team hanno già pronte ed operative le equipe che stanno lavorando sulle vetture che vedremo in pista tra due anni. La partita è in pieno svolgimento e noi saremo qua, come sempre, a raccontarla.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Ferrari

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