GP Brasile 2019-Anteprima: Ferrari alla riscossa?

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GP Brasile 2019-Anteprima
Autodromo José Carlos Pace

GP Brasile 2019-Anteprima: Ferrari alla riscossa?


Oramai è tutto finito. Ok… detto cosi, su due piedi, forse risulta un po’ brusco. Ma se la matematica non è un’opinione, trattasi della pura verità. Sei sono i titoli piloti conquistati da Lewis Hamilton. Stesso numero quello dei mondiali costruttori assegnati a Mercedes. Ancora un volta,“i Grigi”, fanno piazza pulita. L’annata, per ora, comprende la bellezza di nove doppiette: record assoluto. Per ritoccarla c’è ancora tempo, visti i due round ancora da disputare. Il primo arriva questo fine settimana nell’autodromo José Carlos Pace, situato nel quartiere di Interlagos. Teatro di grandissime sfide passate e giudice supremo di diversi mondiali, la pista brasiliana potrebbe uscire dal calendario in favore di una nuova tracciato a Rio de Janeiro. Nel frattempo, godiamocela. 

Se l’implacabile Mercedes ha come obbiettivo quello di rimpinguare il già ricchissimo carniere, Ferrari non starà certo a guardare. La Rossa, immersa fina al collo nella rumorosa polemica sulla presunta illegalità del propulsore, cerca riscatto. L’ultima vittoria risale al Gran Premio di Singapore. Da lì in poi, solo pole. Tre per l’esattezza. Senza dubbio, anche per spazzare via le polemiche, è arrivato il momento di reagire. Vedremo. Dulcis in fundo ecco Red Bull. L’annata, ricca di alti e bassi, si può comunque definire molto positiva. Chiudere in bellezza la stagione lottando per la vittoria è l’obbiettivo della scuderia di Milton Keynes.


GP Brasile 2019-Anteprima: Orari Italiani

Venerdì 15 novembre: FP1 15.00-16.30 – FP2 19.00-20.30

Sabato 16 novembre: FP3 16.00-17.00 – Qualifiche 19.00 – 20.00

Domenica 17 novembre: Gara 18.10


GP Brasile 2019-Anteprima: Layout

L’autodromo José Carlos Pace è composto da 15 curve (5 a destra, 10 a sinistra) che si srotolano lungo un percorso di 4.309 km. Il circuito brasiliano, inaugurato nel lontanissimo 12 maggio 1940, è conosciuto anche come Interlagos. Il nome deriva dalla particolare ubicazione tra il laghi Guarapiranga e Billings. La sua collocazione è all’origine del “saliscendi” carioca, visto l’impossibilità di mantenere un asfalto ben livellato. Gli spunti, analizzando il layout, sono parecchi. Il primo tratto della pista prevede una dura frenata che immette nella famosa “S” di Senna, triplice cambio di direzione che sbocca in un rettilineo. In questa zona del circuito una vettura ben bilanciata permetterà di affrontare al meglio le curve in rapida successione.

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layout dell’autodromo José Carlos Pace

Più lento e tecnico il secondo settore del tracciato. Il giusto grado di carico aerodinamico sarà fondamentale per poter approcciare al meglio questo tratto di pista. Trazione meccanica e spinta verticale le “doti” importanti per essere competitivi nel T2. Senza dubbio, l’ultima parte del circuito è la più veloce. Uscire bene dalla mitica curva Junçao significa portare tanta velocità fino a tagliare il traguardo. In questo zona la potenza della power unit marca la differenza.


GP Brasile 2019-Anteprima: Aerodinamica e DRS

Il tracciato brasiliano prevede una configurazione aerodinamica da medio – medio/alto carico, dipendendo dalla downforce che le differenti vetture sanno produrre. Come sempre, il corretto bilanciamento dell’auto, capace di generare allo stesso tempo carico e velocità punta, sarà di cruciale importanza. Visto il tratto guidato che compone il secondo settore dell’autodromo José Carlo Pace, possedere la corretta quantità di spinta verticale risulterà necessario per essere rapidi. 

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sistema DRS Ferrari SF90

Allo stesso tempo, vista la presenza di due lunghi rettilinei, l’efficienza aerodinamica sarà importante nel generare tanta velocità per facilitare eventuali sorpassi in gara. Sotto questo aspetto, il delta di velocità prodotto con il sistema DRS si attesta attorno al valore di 15 km/h sulla linea del traguardo. Mentre, nell’altro rettifilo che collega curva 3 a curva 4, parliamo di una differenza di 13 km/h circa.


GP Brasile 2019-Anteprima: Power Unit

Non siamo ai livelli del Messico ma, comunque, la collocazione del circuito brasiliano a 800 metri sul livello del mare genera diverse problematiche alle monoposto. In questo caso, la perdita di potenza stimata (a causa dell’aria più rarefatta) si attesta attorno all’ 1,5%. Per questa ragione, per compensare la perdita prestazionale, il turbo compressore dovrà produrre una velocità di rotazione maggiore di circa 2.000 giri/min

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Power Unit Mercedes W10

Il motore endotermico delle differenti vetture di Formula Uno sarà messo piuttosto sotto torchio. I piloti, infatti, dovranno avvalersi della massima potenza generata dal propulsore per il 69% circa del giro. Nell’era moderna non possiamo certo dimenticare l’estrema importanza della parte ibrida anche se, in Brasile, l’influenza sul rendimento si attesta su valori molto bassi. Il recupero dell’energia cinetica e dell’entalpia dei gas di scarico in eccesso, ottenuta tramite il sistema MGU-H, ha un valore pari a 2.478 kj. Sommandoli ai 605 kj ottenuti dall’MGU-K si raggiunge un totale di 3083 kj per ogni tornata. In termini cronometrici l’energia prodotta fornisce un vantaggio di poco più di 2 secondi al giro, offrendo 15 chilometri in più nella velocità punta.


GP Brasile 2019-Anteprima: Carburanti e trasmissione 

Analizzando la conformazione del tracciato brasiliano, possiamo definire Interlagos come un circuito dai consumi molto contenuti. Per questa ragione le differenti scuderie non dovranno risparmiare benzina durante l’arco della gara, lasciando liberi i piloti di “tirare” sino alla fine. Secondo i dati in arrivo dalle simulazioni di Magneti Marelli, sarebbero 96 i kg di carburante necessari per completare il Gran Premio del Brasile, percorrendo i 305.909 km spalmati sui 71 giri previsti per l’evento.

Se calcoliamo che 10kg di carburante in Brasile valgono circa un decimo e mezzo, il conto è preso fatto. Chi “rischierà”, imbarcando un quantitativo minore di carburante avrà, soprattutto nelle prime fasi del Gran Premio, un valido vantaggio prestazionale. Le 3.050 cambiate necessarie per disputare l’intera gara non mettono comunque sotto particolare stress il sistema di trasmissione delle monoposto. Analizzando la telemetria notiamo che, per il 30% del giro di Interlagos, le vetture girano con l’ottava marcia inserita.

GP Brasile 2019-Anteprima:  Impianto frenante

Delle 7 frenate dell’Autódromo José Carlos Pace, due sono classificate dai tecnici Brembo come impegnative per i freni, 2 sono di media difficoltà e le restanti 3 sono light. La più impegnativa in assoluto è la frenata alla prima curva perché le monoposto vi arrivano dopo un’accelerazione senza sosta di 17-18 secondi. Grazie ad essa si presentano alla staccata a 346 km/h e frenano per 2,32 secondi durante i quali percorrono 135 metri

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sistemi frenanti Brembo

Per raggiungere i 131 km/h a cui impostare la curva, i piloti sono chiamati ad un carico sul pedale del freno di 168 kg e subiscono una decelerazione di 5,6 g. Una forza g elevata (5,2 g) si presenta anche alla curva 4, ma la frenata è molto corta: 1,52 secondi e 103 metri perché la velocità di percorrenza della curva è di 178 km/h, quasi 170 km/h in meno di quella a cui le auto arrivano. Servono oltre un paio di secondi di frenata anche alle curve 8 e 10, le più lente del tracciato con i loro 100 km/h e 99 km/h. Le Formula 1 però vi arrivano a velocità inferiori a 260 km/h e di conseguenza per le due frenate bastano 96-100 metri.  

GP Brasile 2019-Anteprima: Previsioni

Partiamo dalla Ferrari. I dubbi sulla regolarità della power unit italiana, da parte delle altre scuderie (e non solo), ci sono eccome. La prestazione incolore nel Gran Premio del Stati Uniti ha fomentato queste incertezze. Sembrerebbe che tutti aspettino al varco la Rossa, vogliosi di coglierla sul fatto. Al momento però, fino a prova contraria, non possiamo incolpare la scuderia italiana di nessuna illegalità. La performance sottotono sfoderata nell’ultimo round mondiale non deve essere vista a tutti i costi come una prova di “colpevolezza”. La SF90 versione Austin montava un’ala posteriore con un’incidenza stile “Monaco”. Questo fattore spiegherebbe, in parte, l’ottima competitività della Ferrari nel T1 e la perdita continua di tempo nel T2, settore più rapido della pista. 

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Charles Leclerc a bordo della “contestatissima” Ferrari SF90

Il layout del circuito brasiliano prevede un T3 molto rapido, dove la forza della power unit fa la differenza. Vedremo come si comporterà la Rossa in questa parte della pista. Sulla carta, volendo fare una previsione, possiamo dire che la SF90, se ben bilanciata, lotterà sicuramente per la pole. Mentre in gara, considerando anche la scelta di Pirelli di portare le mescole più dure del lotto, il team di Brackley dovrebbe godere ancora di un vantaggio sul passo. La vettura di Leclerc verra penalizzata per l’utilizzo del quarto motore stagionale. Binotto, nelle ultime dichiarazioni, fa sapere che sostituiranno il propulsore aspettandosi di tornare ai consueti livelli di performance, per confermare la bontà del lavoro dei tecnici italiani in visita della pausa invernale. La volontà del team di Maranello, con un netto colpo di spugna, e quella di cancellare la brutta prestazione statunitense, mettendo altresì a tacere le “malelingue”. L’obbiettivo dichiarato, per il fine settimana brasiliano, è solo uno: vincere.

Come detto in precedenza, anche l’autodromo José Carlos Pace è ubicato sulle alture. In questo caso, però, sono “solo” 800 i metri sul livello del mare. Red Bull, malgrado possa sicuramente godere di un piccolo vantaggio, vista l’incidenza dell’altitudine sulle power unit e sull’aerodinamica delle vetture, non sembrerebbe capace di lottare per la pole. Per quanto riguarda il passo gara però, la RB15 si è dimostrata molto abile nel gestire le mescole dure. Se i piloti della scuderia austriaca troveranno il perfetto bilanciamento della vettura potranno certamente dire la loro inserendosi, domenica, nella battaglia per il podio.

Autore e foto: Alessandro Arcari@berrageizf1

Foto: Jerry AndrèFerrariMercedes

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