Gp Brasile 2019-Analisi Fp2: La Rossa è un fulmine ma resta da sistemare il passo gara

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Sebastian Vettel durante le Fp2 del Gran Premio del Brasile

Gp Brasile 2019-Analisi Fp2: La Rossa è un fulmine ma resta da sistemare il passo gara


La prima giornata di prove libere del Gran Premio del Brasile è andata. Le FP1 con pista bagnata, per niente rilevanti a livello cronometrico, hanno comunque offerto la possibilità, a diverse scuderie, di realizzare differenti prove aerodinamiche. Per il resto poco da dire…escursioni escursioni fuori pista parte. La più grande quella di Albon che, dopo aver perso il controllo della sua RB15 alla curva Juncao, va a sbattere contro le barriere rompendo la sospensione anteriore destra. Al contrario molto intensa la seconda sessione dove, l’inattività della prima, ha chiaramente spinto tutti in pista sin dalle prime battute delle FP2. Da segnalare il doppio ritiro delle due Toro Rosso per guai alla power unit Honda. Secondo le ultime news nessuna delle due STR14 montava l’ultima evo del motore nipponico ma bensì “vecchi propulsori” a fine ciclo. Brutta la botta di Robert Kubica contro le barriere all’uscita della “S” di Senna. Per fortuna il pilota polacco ne esce illeso.


Gp Brasile 2019-Analisi Fp2-Qualifica: in 2 decimi ben 5 piloti…

Se nelle qualifiche le prestazioni delle vetture saranno quelle viste oggi, lo spettacolo è assicurato. I top 5 sono molto ravvicinati come tempi sul giro e questo è dovuto alla competitività di Ferrari, Mercedes e Red Bull ma anche dalla pista che è piuttosto corta. 

La Rossa, nonostante le direttive tecniche emanate dalla FIA, conferma di essere la miglior vettura nei tratti rettilei. Nel primo settore, Vettel, è stato il più veloce e nell’ultimo solo Verstappen, grazie ad una scia piuttosto importante, è riuscito a stare davanti al duo di Maranello. Se analizziamo le velocità nei punti di rilevamento possiamo notare che, Vettel, è stato più rapido di Bottas di 7 km/h in S1, 4 km/h in S2 e 9 km/h sul traguardo

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La SF90 ha sorpreso nel tratto guidato dove è riuscita ad essere più veloce delle Mercedes ed ha pagato un solo decimo nei confronti della Red Bull di Verstappen. Le Mercedes, durante la simulazione di qualifica, non hanno brillato. Ma la cosa è stata dovuta principalmente al traffico più che alla mancanza di competitività della W10. Hamilton, nei suoi primi due giri lanciati, è stato ostacolato prima da Bottas e successivamente da Gasly. È riuscito ad ottenere il proprio best lap al terzo giro lanciato quando la gomma soft aveva ormai perso il suo massimo potenziale.  


Gp Brasile 2019-Analisi Fp2-Passo gara: Mercedes davanti a Red Bull e Ferrari

Nella simulazione di gara si sono stravolte le performance viste durante la simulazione di qualifica, in quanto, Mercedes è stata la più performante davanti a Red Bull e Ferrari

In casa Mercedes, entrambi i piloti, hanno iniziato la loro simulazione di gara con le gomme soft. La W10 di Hamilton e Bottas si è dimostrata molto veloce e le gomme, nei giri effettuati, non ha dimostrato di avere un degrado eccessivo. Sicuramente la pista fresca ha aiutato nella gestione degli pneumatici e, l’innalzamento termico previsto nei prossimi giorni, potrebbe creare qualche grattacapo in più ai team con questo compound visto che dovranno tenere sotto controllo le temperature degli pneumatici posteriori che potrebbe accusare dell’overheating

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A parità di gomma, Verstappen, si è dimostrato molto competitivo anche se non ha dimostrato di avere il ritmo visto sulla Mercedes di Hamilton. Ferrari, invece, ha diversificato il lavoro tra i due piloti facendo due stint piuttosto lunghi. Vettel si è concentrato nel raccogliere dati con le soft mentre, Leclerc, ha girato con le medie. Se osserviamo il passo gara la differenza a favore di Vettel è di solo 1 decimo nonostante che, dalle simulazioni Pirelli, la soft sia più performante rispetto alle medie di circa mezzo secondo al giro. Vista la penalità. Leclerc, potrebbe decidere di qualificarsi con la “gialla” per utilizzare nell’ultima parte di gara la “rossa”.

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In casa Ferrari non è stato fatto nessun secondo stint di gara cosa che, invece, è stata provata da Mercedes e Red Bull. Mercedes, tra i top team, è stata l’unica a raccogliere dati con le hard grazie ai giri realizzati da Bottas. La hard, nella giornata odierna, non è sembrata essere la gomma giusta viste le temperature piuttosto basse ma potrebbe risultare determinante in gara se le termiche si alzeranno. 

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A parità di gomma (media), Verstappen e Hamilton, in un long run di soli 2 giri lanciati, hanno girato su tempi piuttosto simili con il pilota olandese che è stato leggermente più veloce rispetto al neo sei volte campione del mondo. 


Solo oggi, durante la terza sessione di prove libere di Interlagos, avremo un quadro più chiaro della situazione. I due ferraristi, seppur contenti dell’approccio al weekend, hanno entrambi ammesso un ritardo nel passo gara rispetto a Mercedes e Red Bull. Il solito lavoro al simulatore nella notte di ieri, sommato ai dati raccolti durante le FP3 di oggi, dovrebbero aiutare i tecnici di Maranello a bilanciare perfettamente la vettura. L’obbiettivo, qualifica a parte, è quello di poter gestire al meglio i compound durante la gara. Mercedes, invece, è sempre il team da battere. D’altronde, non per niente, ha conquistato il sesto titolo iridato consecutivo. Al momento, le due W10 di Hamilton e Bottas, sembrano ancora le favorite. Sul fronte Red Bull occhio a Verstappen. L’olandese in questa pista è sempre molto veloce e se, come sembrerebbe, la vettura lo supporta, Max diventa davvero incontenibile.

Autore e grafici: Cristiano Sponton@csponton

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