Festa grigia e frattura rossa

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Festa grigia e frattura rossa
Ferrari SF90

Festa grigia e frattura rossa


E’ stata la solita festa grigia mentre là, lontano, c’era una Ferrari orribile e fratturata. Distante un abisso, rotta e parcheggiata, mentre arrivava il solito punto del giro veloce che ti viene in mente il meme con la faccia dell’attuale presidente della Rossa: “Però abbiamo fatto il giro veloce”. Festa bellissima e meritata per Lewis Sesto, terribile e funerea per tutti gli altri. Il giorno dei morti, con qualche ora di ritardo. Sono convinto che ogni volta che una Mercedes vince la Formula Uno perda qualche spettatore. Ma non perché non vince la Ferrari, cosa che a me piacerebbe, ma semplicemente perché questo dominio è talmente monotono, plumbeo, asfissiante… direi angosciante, senza avversari che siano lontanamente degni se si eccettua qualche vittoria di tappa o qualche spezzone di mondiale che sì, ti viene voglia di cambiare canale.

Non per Hamilton, campione delle sei meraviglie, ma proprio per la Mercedes. E, appunto, per la pochezza degli avversari tutti. Vettel vede spezzarsi gara e sogni di gloria assieme alla sospensione posteriore destra. Roba davvero brutta su cui indagare, e non per frasi di circostanza davanti ai microfoni. E’ fortunato e molto bravo a controllarla. Sembra per un attimo Villenueve padre, il funambolo. Ferrari. E’ una squadra spezzata, fratturata come quella sospensione in fibra di carbonio, non omogenea, male assortita. Divaricata fra la grandezza passata e le piccolezze odierne. Di quando, dall’inizio della stagione, continuano ad avere problemi con dadi e pistole per i pit stop e non li risolvono. Di quando non indovinano le strategie: praticamente sempre. Di quando fanno pole e prime file, ma perdono comunque. Inesorabilmente. C’è una monoposto veloce ma incostante, non affidabile (ma esiste un controllo qualità in Ferrari?)… e manca un team. Ti dicono che sono peccati di gioventù. Ma questa è, ormai, una gioventù vecchia. Che rimanda la sua maturità ad un futuro indefinito. Tanto le stradali si vendono come il pane, che ci frega!

Festa grigia e frattura rossa

Non c’è molto altro da dire. I tifosi meritano altro. Il blasone merita altro. L’onore e la storia meritano altro. Compleanno amaro per Mattia Binotto, riportato brutalmente alla realtà di un’eterna incompiuta.

Rossa e opaca di vergogna. 

Tutte quelle pole e appena tre vittorie sono la risata amara del clown, che fa la battuta che non fa ridere. Mancano due gare. Che si cerchi almeno una vittoria di tappa. Per l’onore, la gloria, il blasone. Poi in inverno si ridiventerà campioni del mondo del niente. E appena cominciato il mondiale… mah. Chissà. Vedremo. Lewis Sesto. Voto: campione assoluto. La gara di ieri, in cui ha gestito magistralmente le gomme hard, ti fa capire la grandezza del pilota.  Al di là della formidabile W10. Tutti in piedi ad applaudire il re. Ti viene solo la tristezza a pensare che il record di Michael è la, ad un tiro di schioppo. E che la Ferrari gliel’ha resa così semplice… d’altronde, i record sono fatti per essere battuti.

Bottas. Voto: contentino. Mi è toccato tifarlo e sperare nel sorpasso. Più che altro per avere un soprassalto ad una gara soporifera. Un buon pilota. Il perfetto gregario, che ogni tanto merita qualche soddisfazione.

Festa grigia e frattura rossa

Vettel. Voto: miracolato. Non si può dire nulla, gara finita anzitempo e primi giri in cui lui (e noi davanti alla tv) capisce che qualcosa non va. Il resto lo sapete.

Leclerc. Voto: di più non si poteva. Non ha avuto modo di fare il set up ottimale per il motore fumante nelle FP3. Montata pu vecchia.  E monoposto che sembrava d’Ungheria.

Decisione di montare PU Ferrari Spec 2. Voto: Mah.  Non è certo la PU il problema Ferrari (se non per l’affidabilità… e dici poco…). Vista la situazione, pagando pegno e in ottica ultimi due gran premi, non aveva senso montare una PU fresca? Anche perché, se il motore fumante non potrà essere recuperato, pagherai pegno comunque…

Pit stop Ferrari. Voto: ancora, di nuovo, ancora, di nuovo, ancora, di nuovo…

Dichiarazioni di Binotto prima della gara (“Invertiamo la tendenza”). Voto: troppo facile fare la battuta.

Verstappen. Voto: impotente. Poteva fare di più? Mi pare altamente improbabile.

Dichiarazioni di Verstappen (dopo la gara) su presunta irregolarità PU Ferrari. Voto: Max è il ventriloquo di Marko. Non so chi sia “peggio” fra Helmut e Jos…

Mercedes. Voto: abbiamo finito gli aggettivi (sia negativi che positivi). 

Pirelli. Voto: “delicate…”. Cannata completamente la previsione delle strategie di gara e sull’usura degli pneumatici. E non è la prima volta. Per quanto tempo ancora avremo un fornitore che non riesce a garantire un prodotto costante e meno “sensibile”? Gli pneumatici sono importanti, ma non sono la Formula Uno.

Festa grigia e frattura rossa

Autore: Mariano Froldi@Mariano Froldi

Si ringraziano come sempre @FormulaHumour e la pagina Facebook “Le cordiali gufate di Gianfranco Mazzoni”

1 commento

  1. “in cui ha gestito magistralmente le gomme hard, ti fa capire la grandezza del pilota.”
    Ricciardo ha fatto più giri con le hard con una Renault, che dobbiamo fare?

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