Mattia Binotto: “La nostra prima missione è alimentare il mito della Ferrari”

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Mattia Binotto:
Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari

Mattia Binotto: “La nostra prima missione è alimentare il mito della Ferrari”


Un Mattia Binotto a tutto tondo quello che traspare dalla lunga intervista ai microfoni di Sky nel venerdì di Yas Marina. Il team principal della Scuderia Ferrari interviene in merito ai temi fondamentali che hanno tenuto banco nel corso di questa lunga e difficoltosa stagione esponendo il proprio punto di vista con semplicità e chiarezza. La proverbiale pacatezza di Binotto emerge anche quando si tratta di affrontare le questioni più spinose, come quelle che riguardano il “flop” della Ferrari o il capitolo piloti. “Siamo un flop? Se questo è il giudizio della gente è giusto. Perché la Ferrari deve vincere e questo è il primo obiettivo.

“Siamo arrivati secondi in campionato, abbiamo fatto tante pole, ci sono state delle mancate vittorie. Complessivamente non è stata una stagione da buttare, tutt’altro. Eppure siamo anche noi delusi, perché siamo anche noi tifosi“. Mattia Binotto non si arrampica sugli specchi e non cerca scuse. La Ferrari deve vincere, quello è il suo target. Le aspettative dei tifosi vanno in quella direzione e logicamente un secondo posto nel campionato costruttori non può che rappresentare una delusione cocente. In fondo, come ci tiene a sottolineare il team principal del Cavallino:

Mattia Binotto: "La nostra prima missione è alimentare il mito della Ferrari"
Charles Leclerc, Mattia Binotto e Sebastian Vettel

La nostra prima missione è alimentare il mito della Ferrari. Ci sono stati piloti come Gilles che, pur non avendo mai vinto il titolo, hanno rappresentato lo spirito della nostra squadra. Quindi le sensazioni che offre la Ferrari in un certo senso sono indipendenti dalla vittoria. Ad esempio, vedendo le immagini di Monza, noto che quello spirito è superiore a qualsiasi emozione. Naturalmente non dico che questo possa valere più di un campionato, poiché non lo possiamo pensare, ma è stata una gara bellissima e indimenticabile.”

Alimentare il mito Ferrari. Un’ambizione non da poco, che naturalmente riguarda anche i piloti. Entrambi orgogliosi di far parte di un team storico e iconico come quello del Cavallino, entrambi pronti a dare tutto per vincere. Mattia Binotto ci tiene a chiarire:

Siamo fortunati ad avere i piloti che abbiamo. Uno giovane e talentuoso cresciuto con noi e che rappresenta per noi un investimento. Sono sicuro che scriverà bellissime pagine della nostra storia nel corso dei prossimi anni. In parte lo ha già fatto quest’anno. il più giovane a vincere con la Ferrari, a fare pole e giro veloce con la Ferrari. Risultati così non si vedevano dai tempi di Michael. Da un lato c’è Charles, dall’altro Sebastian che è cresciuto nel corso della stagione. Credo che lo stimolo di Leclerc gli abbia fatto bene e sono contento di averli entrambi. Se mi guardo attorno penso di essere il team principal più fortunato in questo senso.

Mattia Binotto: "La nostra prima missione è alimentare il mito della Ferrari"
Sebastian Vettel e Charles Leclerc

Un Binotto soddisfatto, che elogia i suoi piloti e riesce a dribblare qualche domanda scomoda sulla convivenza tra i due driver riguardo all’arcinota ‘questione brasiliana’: “Non pensiamo al futuro e per ora rimaniamo concentrati su quest’anno. Questa era la prima stagione di Charles con noi. Ora ha un anno di esperienza sulle spalle nel quale ha dimostrato di essere veloce e di fare bene. Naturalmente credo che entrambi i piloti partano con l’ambizione di poter vincere il campionato. E di questo dobbiamo tenerne conto. Ma ne parleremo in modo trasparente con loro quando sarà il momento.

Mattia Binotto dimostra di credere nell’affiatamento della coppia e nel valore del singolo. Esprime anche un giudizio a proposito dei suoi piloti: “La qualità fondamentale di Charles è la sua fame di vittorie, è un pilota a cui piace vincere e credo che questo sia essenziale. Entra in macchina per essere davanti a tutti. E questo indipendentemente che sia venerdì o sabato, che siano libere, qualifiche o gara. Nel suo weekend migliore è stato sempre davanti. Sebastian è un gran campione veloce, dalla grande esperienza anche sul passo gara. Per quanto riguarda la gestione della gomma sulla distanza ha ancora molto da insegnare.

Mattia Binotto: "La nostra prima missione è alimentare il mito della Ferrari"
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Due drivers fenomenali che si compensano, con i quali andare all’attacco fin dalla prima gara della prossima stagione. Ottimismo e realismo fanno da sempre parte della disamina di Mattia Binotto. Una punta di rammarico per il terzo posto non ancora conquistato in classifica piloti, perché, come rimarca, “con una stagione come questa e con una vettura come questa è giusto che il terzo posto ci sia“. Si ha il dovere di crederci fino in fondo, sebbene la pista di Yas Marina, come da tradizione, si dimostri ostica per la SF90:

I piloti stanno cercando di capire l’auto e di trovare il limite. Sono errori del venerdì, possono capitare [In riferimento al testacoda di Vettel e all’errore di Leclerc in curva 19 n.d.r]. Sabato e domenica la situazione sarà diversa. Dobbiamo concentrarci sulla vettura e sull’assetto. In questa tipologia di curve stiamo lottando per portare l’auto al limite. Gli altri sono molto veloci su di una pista che li ha sempre favoriti. C’è comunque un po’di margine di miglioramento. Il weekend non sarà scontato.

Binotto analizza come sempre in modo lucido e sintetico ogni situazione. Archivia le polemiche, elogia il lavoro dei piloti e rassicura la tifoseria in vista del 2020. Per quanto riguarda Abu Dhabi invece si ha l’impressione che la strada sia tutta in salita, com’era logico aspettarsi, date le caratteristiche del tracciato. Ma mai dire mai, perché, con questa Ferrari, nel bene o nel male, le sorprese sono dietro l’angolo.

Autore: Veronica Vesco@veronicafunoat

Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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