Todt esalta Leclerc: “E’ il pilota giusto per riportare il mondiale a Maranello”

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Il rodeo regolamentare
Jean Todt, presidente FIA

Per certi versi Charles Leclerc è la sorpresa di questa stagione 2019. Non tutti credevano che il monegasco avrebbe fatto centro al primo colpo avendo accanto un compagno di squadra plurititolato e che lavora per la Ferrari da ben cinque anni. Invece le prestazioni dell’ex Sauber sono state convincenti sin da subito. Nessun problema d’adattamento, nessuno shock a duellare con un manico come Sebastian Vettel, gestione della pressione da pilota scafato. Insomma, la scelta che fu di Sergio Marchionne ha pagato con due vittorie e sei pole position ottenute con una vettura che è diventata efficace molto in ritardo rispetto alla Mercedes mattatrice della prima metà di campionato.

Dell’annata di Leclerc ha parlato Jean Todt, gran capo della Federazione Internazionale dell’Automobile. Uno molto addentrato nell’ambiente di Maranello e che conosce alla perfezione il pilota che è gestito da figlio Nicholas. L’ex team principal della Ferrari dei record (eguagliati ieri dalla Mercedes) ha concesso un’intervista a La Repubblica e si è soffermato sul quasi ventiduenne (dopodomani, nda) che, va detto, esce da un tutt’altro che esaltante week end nipponico: beffato in qualifica da Seb, partito male in gara e pluri-penalizzato dopo le operazioni in pista per una serie di infrazioni che, alla fine, lo hanno relegato ad una modesta settima posizione. Ma gare come quella di Suzuka contribuiscono alla crescita e alla maturazione di un ragazzo che, alla seconda annata, ha già mostrato le stimmate del campione.

Todt esalta Leclerc: "E' il pilota giusto per riportare il mondiale a Maranello"
Charles Leclerc sale sulla sua SF90

Un pilota normale non fa d’improvviso quattro pole position consecutive” ha esordito il numero uno della FIA. “Quando Charles avrà la vettura giusta arriveranno i risultati e la cosa è confermata dal fatto che ha iniziato a fare grandi cose quando la Ferrari è diventata molto forte. Per vincere, in Formula Uno, serve un mix di situazioni: un grande pilota, una grande squadra e una grande macchina. Ma anche un po’ di fortuna” ha chiosato sardonicamente Todt.

Proprio a proposito della forza del team, una delle condizioni basilari per arrivare al vertice, il dirigete francese ha sottolineato quanto la Ferrari abbia la forza per dare a Leclerc un prodotto vincente: “Quando fui assunto, nel luglio del 1993, a Maranello non c’era niente. Il telaio veniva prodotto in Inghilterra. Quando andai via, nel 2008, c’era un sistema di alto livello alla cui creazione non ho contribuito solo io. Da quel momento la Ferrari è stata sempre protagonista, non è mai scesa al di sotto del terzo posto nel campionato costruttori“. In effetti, se guardiamo la parabola dei team che si sono imposti negli anni in cui Todt costruiva un team da record, ci accorgiamo che né McLaren Williams hanno avuto la medesima costanza della Scuderia. Il lascito di Todt, quindi, dà tuttora i suoi frutti.

Todt esalta Leclerc: "E' il pilota giusto per riportare il mondiale a Maranello"
Charles Leclerc esulta dopo la pole di Monza 2019

La chiacchierata si sposta nuovamente su Leclerc e sul suo management che potrebbe far storcere il naso a qualcuno per via di un possibile conflitto d’interesse: “Per Nicholas è complicato essere mio figlio operando entrambi nello stesso ambiente. Ma sono molto orgoglioso si lui perchè ha creduto in un ragazzo (Leclerc, nda) che all’inizio non aveva i mezzi economici per proseguire la sua carriera. E invece ha dimostrato di essere uno dei migliori piloti del lotto. Ha avuto perseveranza perchè lo ha finanziato si dai kart“. In chiusura un piccolo aneddoto su Bianchi che era anch’egli gestito da Nicholas: “Jules fu scoperto da mio figlio e fu il primo a parlargli di Charles“. Fatto che conferma ancora una volta di quanto fosse saldo il rapporto tra il monegasco e il francese tragicamente scomparso a Nizza dopo il fatale incidente nel GP del Giappone del 2014.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: FIA, Ferrari

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