L’equinozio di Binotto

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Le preoccupazioni future di Binotto
Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari

L’equinozio di Binotto


Il 23 settembre, per gli astronomi (e non solo) è una data importante: due volte l’anno, l’altra data è il 21 marzo, capita che sulla terra le ore di luce coincidano con quelle di oscurità. Infatti ,lunedì scorso era il noto equinozio d’autunno. In quella stessa data iniziava anche la settimana del GP russo, un GP molto atteso: dopo la splendida ed inattesa doppietta a Singapore, urgevano conferme… sia per la macchina e sia per il capitano della rossa.

Attualmente, in Ferrari, chi non ha bisogno di dare conferme dal punto di vista prestazionale è Leclerc che sabato ha fatto “filotto” come si suol dire, ed ha centrato la quarta pole consecutiva dell’anno: roba che non succedeva dai tempi di Schumacher. Lungi da me iniziare con scomodi paragoni (inutile esercizio che distoglie l’attenzione dalla realtà) e tanto meno affibbiare al ragazzo sciocchi nomignoli. Semplicemente, come ho ripetuto più volte su questa rubrica, il monegasco è in “zona wow” e pare inarrestabile.

La verità è che il giovane pilota ha dalla sua alcune prerogative, alcuni punti di forza che allo stato attuale lo rendono apparentemente invincibile. Innanzitutto, è affamato di vittorie. Egli sa perfettamente che l’opportunità che gli è stata data non si ripresenterà più. Quindi, se vuole che il suo status aumenti, deve farsi rispettare; e l’unico rispetto che conta su una pista di F1 è vincere. Del resto, il suo scomodo compagno di box, in passato, ha fatto la stessa cosa.

L’equinozio di Binotto
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Il secondo punto di forza è che ha, alle spalle, l’intera famiglia Todt e questa forse è anche più importante della prima. Vedete, in F1 non contano tanto i soldi che riesci a portare quanto le conoscenze su cui puoi fare affidamento. Valtteri Bottas è un esempio eclatante. Egli è “uomo di Wolff”. Ed infatti il finnico, nonostante la concorrenza spietata che vorrebbe prendere il suo posto e le prestazioni comunque altalenanti, rimane dov’è.

L’entourage di Leclerc è una garanzia, per il ragazzo, di riuscire a sfondare in un modo o nell’altro. Sia chiaro, non sto affermando che il monegasco sia un “raccomandato”. Charles i galloni sul campo se li sta meritando tutti: perché puoi avere tutte le conoscenze che vuoi in F1, tuttavia poi, se non porti i risultati, vai fuori velocemente cosi come sei entrato. La stella monegasca è esplosa all’improvviso. La sua orbita pareva fosse fissata, con traiettoria intorno all’altra stella, Vettel, indiscussa prima guida.

Il fatto è che, forse, nemmeno in Ferrari si aspettavano un’esplosione del genere, sebbene ne conoscessero fin troppo bene il valore; altrimenti il sedile non glielo avrebbero mai dato. Fatto sta che il monegasco ha iniziato a brillare di luce propria e se nella prima parte di campionato non ha fatto altro che apprendere il più velocemente possibile, dall’Austria in poi è stato indiscusso protagonista. Questo se da un lato è stato un bene, dall’altro non ha fatto altro che creare grattacapi al team principal.

Tali crucci sono esplosi definitivamente domenica scorsa, rendendo l’equinozio d’autunno di Binotto particolarmente caldo. Vettel, come giusto che sia, non ha intenzione di abdicare o, per rimanere in termini astronomici, non ha intenzione di collassare su se stesso e spegnersi all’ombra del ragazzo. La SF90 pare stia migliorando, e questo miglioramento è testimoniato dallo stesso Sebastian, il quale inizia nuovamente ad essere protagonista.

L’equinozio di Binotto
Sebastian Vettel, Scuderia Ferrari

Da qui, arrivano le conferme di cui parlavo. Il mio pensiero è che molto probabilmente il tedesco, oltre a sentire in meglio la vettura, abbia avuto anche uno scatto di orgoglio. Vettel non accetterà mai di fare il “secondo” al suo giovane e talentuoso compagno, che sebbene rappresenti il futuro della Rossa, è pur sempre un “signor nessuno” agli occhi del tedesco, dall’alto dei suoi quattro titoli. Ormai le carte sono state scoperte, il vaso è tracimato, in Ferrari ci sono due stelle ed entrambe vogliono annichilire l’altra con la propria luce.

Binotto avrà il suo bel da fare ed in futuro dovrà essere molto esplicito nel determinare eventuali strategie. Quello che abbiamo visto in partenza a Sochi, è solo l’inizio di uno spettacolo che rischia di creare parecchi grattacapi se non si interviene col pugno di ferro. Perché la Rossa non potrà permettersi di perdere punti, in futuro, per duelli fratricidi. In Mercedes (cosi come in Red Bull del resto), le cose sono molto più semplici ed i ruoli sono ben definiti. Bottas ha cercato, all’inizio dell’anno, di intimorire Lewis. Però l’inglese ha messo subito le cose in chiaro.

Allo stesso modo, nel 2016, il team di Brackley poteva permettersi uno scontro tutto in famiglia (con tanto di suicidio a Barcellona) perché le frecce d’argento non avevano concorrenza. La Ferrari di Binotto sembra aver imboccato la strada giusta, come detto, e l’exploit della SF90 fa ben sperare per il prossimo campionato. Solo che la concorrenza non resterà a guardare. Mercedes sarà sempre la squadra da battere e il riferimento per tutti. Red Bull non si accontenterà di fare da comparsa con qualche vittoria puntuale. E’ per questo che, soprattutto ora, (dove Ferrari ormai è tagliata fuori dal mondiale piloti e costruttori) Binotto dovrà cercare di capire come far quadrare questo lungo equinozio. A cominciare da quei presunti patti che vengono stipulati dopo le qualifiche, al fine di massimizzare il risultato. Sennò, di fatto, l’unica cosa che si massimizza è la bile che secerne il nostro fegato.

L’equinozio di Binotto
Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari, pensieroso al muretto box

I team radio durante il GP e le dichiarazioni post GP, soprattutto quelle di Binotto, sono chiare: Vettel non ha rispettato i patti presi e questo succede in un momento sportivo dove la Ferrari non ha nessuna possibilità di vincere alcun campionato. Chi ci dice allora che lo farà in futuro, caso mai l’anno prossimo la rossa sarà in grado di giocarsi il titolo? Per questo, a mio modesto giudizio, Binotto dovrà essere inamovibile e decidere le strategie e quindi, evidentemente il GP, già al sabato: chi si qualifica meglio, chi è stato più veloce e quindi più bravo avrà diritto alla scelta strategica migliore.

Ho sempre affermato che la coppia migliore ce l’ha Ferrari, solo che avere la coppia migliore, non significa avere la strada spianata. Dopo ogni equinozio, le ore di luce e di buio inevitabilmente ritornano l’una a sopraffare l’altra (in dipendenza dell’emisfero in cui si vive). L’equinozio di Binotto è appena iniziato, resta da capire quale luce brillerà di più.

Autore: Vito Quaranta@quaranta_vito

Foto: Ferrari

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