La F1 fra nuovi potenziali team e la possibile uscita di altri

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Jean Todt, presidente FIA

La F1 fra nuovi potenziali team e la possibile uscita di altri

Mai fare il passo più lungo della gamba, recita un vecchio adagio. E così, la FIA guidata da Jean Todt ha già fato sapere più volte che non sta negoziando con nessun nuovo team per l’anno zero della Formula Uno, il 2021 così lontano (perché ancora non si quale, esattamente, sarà il regolamento tecnico) ma così vicino. E’ pur vero che qualcosa si muove e che ci sono ipotesi di nuovi team come, d’altro canto, alcune squadre presenti nel Circus stanno prendendo seriamente in considerazione la fine o il ridimensionamento della loro esperienza in Formula Uno.

E’ ovviamente tutto sotto-traccia. E non potrebbe essere diversamente proprio perché nulla ancora si sa, anche se dovrebbe essere definito entro fine mese, di questo benedetto o maledetto regolamento diventato la causa di tutti i mali o, al contrario, la panacea medicale. Tra l’altro, c’è il problema dei soldi. Eh si, il “vile denaro” che regola tutto in Formula Uno, e lo ha sempre fatto. Più squadre significa distribuire denaro dai diritti commerciali fra più “attori”. E c’è poi un altro problema; già ora fra le squadre di prima e seconda fascia c’è un grande divario, mentre all’interno delle due “fasce” c’è un certo equilibrio. Una nuova serie di team rischierebbe di essere in un’ipotetica terza fascia con un divario ancora maggiore.

La F1 fra nuovi potenziali team e la possibile uscita di altri
Jean Todt e Chase Carey

Ma, se da una parte c’è il “problema” delle nuove scuderie, dall’altro almeno tre team sono in forte crisi, secondo Joe Saward, uno dei guru della stampa britannica di Formula Uno. Un quadro soprattutto pessimista sul futuro di Sauber, oggi Alfa Romeo. Il progetto Alfa Romeo, sostanzialmente una sponsorizzazione con motori Ferrari rimarchiati, una sorta di junior team per Maranello, progetto di Marchionne, dopo i non buoni risultati commerciali della casa del biscione potrebbe essere dismesso alla fine del 2020. Non è l’unica squadra che ha difficoltà. C’è Williams, ovviamente, ma ci sono anche molte incognite sul futuro della Renault.

E ovviamente c’è Haas, che quest’anno è ben al di sotto delle aspettative. È vero, l’auto di quest’anno non aiuta, ma anche i piloti ci hanno messo del loro. Haas ha capito che ha bisogno di più budget. La sua formula operativa basata sulla partnership con Ferrari ha funzionato, ma sembra aver raggiunto il limite massimo. E nel frattempo altri team come McLaren, Renault e Racing Point sono cresciuti. Non manca poi la Honda che, a fronte di ingentissimi investimenti, solo quest’anno ha visto arrivare la vittoria con Red Bull. E’ chiaro che, in questa situazione, FIA e Liberty Media desiderano avere la certezza che tutto resti abbastanza stabile, prima di avere eventuali nuovi team.

Insomma, ancora una volta, a farla da padrone sopra il Circus, è tanta, tanta confusione.

Autore: Mariano Froldi @MarianoFroldi

Foto: F1

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