“La congiura degli innocenti”: Il sogno svanito dell’Alfa Romeo degli anni settanta nel nuovo libro di Luca Dal Monte.

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“La congiura degli innocenti”: Il sogno svanito dell’Alfa Romeo degli anni settanta nel nuovo libro di Luca Dal Monte.
Luca Dal Monte durante la presentazione del libro: "La congiura degli Innocenti"

“La congiura degli innocenti”: Il sogno svanito dell’Alfa Romeo degli anni settanta nel nuovo libro di Luca Dal Monte.


La Formula Uno della seconda metà degli anni settanta, età ormai entrata nel mito delle corse, con particolare, anzi centrale interesse alla Brabham motorizzata Alfa Romeo e la quasi contemporanea Alfa-Alfa; il sogno “infranto” della casa di Arese di ridiventare un costruttore come era stata alle origini, quando aveva vinto ovunque si era cimentata. E poi l’Autodelta, Gordon Murray, Carlo Chiti, Bruno Giacomelli, Vittorio Brambilla, Carlos Reutemann, Niki Lauda, Bernie Ecclestone, Andrea de Adamich e tanti altri protagonisti, spesso misconosciuti.

Questi, alcuni degli ingredienti de “La congiura degli innocenti – dalla Brabham Alfa Romeo all’Alfa-Alfa” per i tipi della Giorgio Nada Editore-Giunti. Si tratta della nuova fatica letteraria di Luca Dal Monte, autore del pluripremiato e pluritradotto “Ferrari Rex”, la biografia che molti hanno definito, non a torto, definitiva, sulla figura di Enzo Ferrari.

Formula Uno Analisi Tecnica era presente all’anteprima nazionale, che si è tenuta martedì presso la suggestiva cornice dello show room milanese Forte_Forte, con la partecipazione straordinaria del campione di Formula Uno Bruno Giacomelli. La serata è stata condotta da Gigi Vignando con la presenza dell’autore, Luca Dal Monte, e con l’accompagnamento musicale, al pianoforte, del maestro Paolo Andreoli.

Il titolo dello libro è mutuato da quello, italiano, di un celebre e curioso film di Hitchcock,  ambientato nella provincia americana. Viene trovato un cadavere e ognuno incolpa l’altro, alcuni tra l’altro convinti di essere stati davvero loro gli omicidi, per scoprire poi che l’uomo, non molto amato, è morto per cause naturali. Il senso del titolo dato da Dal Monte è che, nel tentativo del ritorno in grande stile dell’Alfa Romeo nella massima competizione automobilistica, alla fine risoltosi in un fallimento, tutti sono un poco innocenti e colpevoli, alcuni più di altri, ed i meno colpevoli sono quelli che uno penserebbe i classici “cattivi”.

Si capisce alla fine che, soprattutto, le divisioni interne alla casa di Arese (controllata dallo Stato dagli anni ’30 sino a metà anni ‘80) sono le cause fondamentali che fanno naufragare il progetto con al centro, un gigante, Carlo Chiti (ex Ferrari, dal 1966 direttore del braccio sportivo dell’Alfa Romeo, l’Autodelta, scomparso nel 1994), che cerca in tutti i modi e con tutte le forze di realizzare il suo sogno sportivo in Formula Uno e porta la casa del Biscione a trionfare nel Campionato mondiale Marche (prototipi) del 1975 e del 1977.

“La congiura degli innocenti”: Il sogno svanito dell’Alfa Romeo degli anni settanta nel nuovo libro di Luca Dal Monte.
Luca Dal Monte durante la presentazione del libro: “La congiura degli Innocenti

Una ricostruzione meticolosa ma mai pedante, con il consueto ed inconfondibile stile “narrativo” di Luca Dal Monte, basato su una incredibile mole documentaria: interviste dirette ai protagonisti ancora in vita e parenti, il recupero di numeroso materiale giornalistico e soprattutto la preziosa possibilità di consultare senza limiti l’archivio storico Alfa Romeo di Arese.

A margine della serata, Dal Monte ha spiegato ai microfoni di FUnoAT: “Nessuno prima aveva parlato di questo periodo ricchissimo di notizie, soprattutto per gli anni che vanno dal ‘75 al ‘79 relativamente a Brabham, e Alfa Romeo. Si raccontano quegli anni soprattutto dal punto di vista della Ferrari. La domanda che mi sono posto è come mai nessuno abbia raccontato una collaborazione fra squadra inglese ed un motorista italiano e il successivo tentativo della casa italiana di non accontentarsi e di sviluppare, nonostante tante fazioni interne contrarie, una monoposto completa da sola; tra l’altro ci si dimentica che allora la squadra di Ecclestone era una squadra di vertice e che gli uomini dell’Alfa Romeo, perlomeno una parte, volevano davvero ritornare alle competizioni vuoi per il rilancio del marchio a livello pubblicitario, vuoi per la possibilità di sperimentare nuove tecnologie da portare poi sulla produzione di serie. E’ indubbio che a Chiti, ad esempio, interessava soprattutto la corsa in se”.

Emerge non solo Chiti, fra i “giganti” della storia che viene descritta, ma anche Bernie Ecclestone, ormai un “pensionato”, che Dal Monte ha intervistato in Inghilterra, un uomo che per “40 anni ha plasmato la storia della Formula Uno”, come lo definisce l’autore, che lo ritiene fra gli “innocenti”. Racconta infatti lo scrittore: “Bernie mi ha detto che quello che raccontiamo nel libro è un periodo meraviglioso della storia della Formula Uno. Una storia mai veramente raccontata e interessante da versanti differenti”

Sulla persona di Ecclestone, Dal Monte aggiunge: “Bernie in quegli anni vuole correre e vincere ed è stato anche un generoso. Tutto quello che ha fatto lo ha fatto per il bene della Formula Uno. Poi, certo, lo ha fatto anche per il suo tornaconto, che nessuno gli ha mai contestato. Ha unito sport e imprenditoria forse per la prima volta. Nel caso della motorizzazione Alfa Romeo, lui ci credeva sino in fondo al progetto; poi, come già detto, il problema è stato legato a tutta una serie di battaglie interne alla casa milanese dove, purtroppo, la componente politica era determinante”. Per saperne di più, non vi resta che comperare il libro: circa 400 pagine che si leggono tutte d’un fiato.

Autore e foto: Mariano Froldi  – @MarianoFroldi

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