Il dossier della Racing Point sulla Renault agita la F1

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La Renault F1 non se la passa bene. Con un campionato che ormai volge al termine è possibile fare un bilancio quasi definitivo. E ciò che quest’anno la Losanga ha fatto vedere non è per nulla un qualcosa di esaltante. Il team si barcamena tra prestazioni discrete e discese nel baratro; la classifica non sorride visto che la distanza dai tre top team è siderale. In più c’è lo smacco di accusare un distacco notevole anche dalla McLaren che sta disputando un’annata molto convincente se si considera che la vettura di Woking è al secondo anno col V6 transalpino. Sul fronte piloti lo scenario non pare essere più roseo: Ricciardo, arrivato per risollevare le prestazioni della squadra, non incide più di tanto visto che è di un’inezia avanti al giubilato Nico Hulkenberg. Insomma, è un clima abbastanza mesto quello che si respira ad Enstone e che stride con le aspettative per il mondiale 2019 che erano decisamente più alte ad ascoltare certi proclami di Abiteboul.

Il dossier della Racing Point sulla Renault agita la F1
Nico Hulkenberg in azione con la sua RS-18

Sul futuro della Losanga si allungano ombre sinistre: sono sempre più insistenti le voci che vorrebbero un disimpegno dalla Formula Uno. Nulla di ufficiale, solo spifferi. Ma l’accordo recente tra McLaren e Mercedes in chiave 2021 toglierebbe una fonte di introiti dalla casa francese che non avrebbe alcun team al quale fornire le power unit. E tra due anni non v’è possibilità che altre compagini entrino a rimpinguare le fila della F1. A complicare le cose, nell’immediato, arriva anche una pesante accusa dalla Racing Point che in classifica segue i transalpini a poco più di venti lunghezze. Il dossier che il team di Lawrence Stroll ha presentato ai preposti alla verifica della conformità al regolamento è scottante.

Un documento di dodici pagine ricco di dettagli e di prove spiegherebbe che la R.S. 19 sfrutta un sistema che gestisce la ripartizione della frenata sui due assi in base alla posizione della monoposto sui diversi punti di un circuito. Un espediente palesemente vietato dal regolamento tecnico che, se confermato esistere, metterebbe nei guai una squadra che ne uscirebbe anche mediaticamente con le ossa rotte: un meccanismo del genere avrebbe dovuto conferire ben altre prestazioni ad una vettura che, al di là di qualche sporadico exploit, è stata mediamente deludente.

Il dossier della Racing Point sulla Renault agita la F1
Sergio Perez

Su questa spinosissima questione, che esporrebbe tutto il movimento della F1 a un scandalo di cui nessuno sente la necessità, si è espresso Ralf Schumacher ai microfoni di Sky Deutschland: “Il pilota è l’unico responsabile del bilanciamento del sistema frenante. Se la ripartizione avviene in maniera automatica, tramite un sistema GPS, chi guida può frenare all’ultimo istante portando più velocità in curva. Sarebbe un vantaggio enorme perchè un sistema elettronico regolerebbe più velocemente e meglio l’impianto frenante rispetto ad un essere umano“.

Il sospetto degli uomini della Racing Point – ha aggiunto l’ex Williams deve essere fondato. Esiste, infatti, un sorta di regola non scritta secondo cui un team può mettere in stato d’accusa un’altra squadra solo se c’è la certezza pressoché totale che abbia commesso un illecito. Se verrà appurata l’irregolarità sarà una specie di catastrofe per la Renault che ha già attirato l’attenzione in questo campionato (Ricciardo è stato sanzionato nelle qualifiche del GP di Singapore per un MGU-K irregolare, nda). La FIA – ha concluso Schumacher deve essere completamente sicura prima di sanzionare la Renault perchè la decisione comporta grandi responsabilità. Il timore è che per decidere su cose semplici hanno dimostrato di andare in confusione, figuriamoci per vicende così complesse. Ecco perchè ora serve la massima attenzione“.

Il dossier della Racing Point sulla Renault agita la F1
Rafl Schumacher

Una storia che potrebbe assumere caratteri scabrosi e che rischia pertanto di minare alla base il programma F1 della Lonsaga che potrebbe conoscere un brusco stop qualora la scure della FIA si abbattesse sui francesi. Il dossier, in questi giorni, è sotto la lente d’ingrandimento dei commissari che stanno prendendo informazioni sul sistema incriminato della R.S. 19. Il team anglo-francese, dal canto suo, sta raccogliendo elementi per dimostrare la sua innocenza. Ormai la guerra politica e tecnica è deflagrata, in palio c’è un quinto posto nel mondiale che significa, specie per Racing Point, prestigio e, soprattutto, danaro.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Renault, Racing Point

4 Commenti

  1. Articolo molto bello,
    ma ci sono due errori;il primo, nella didascalia della foto dell’rs19 avete messo una rs18 (e chiamiamolo di distrazione).
    Il secondo è quello relativo alla Mclaren. Se la memoria non mi inganna, questo è il secondo anno con i motori Renault

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