GP Messico 2019-Analisi Libere: Ferrari prenota la pole position

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GP Messico 2019-Analisi Libere
Sebastian Vettel in azione durante le FP2 in Messico
GP Messico 2019-Analisi Libere: Ferrari prenota la pole position

La Ferrari, grazie al miglior tempo realizzato da Sebastian Vettel, si candida al ruolo di favorita per la pole position e per la vittoria. Inseguono la Red Bull di Verstappen e la Mercedes che ha confermato, ancora una volta, i problemi sul giro singolo. 

La vettura italiana, dopo gli sviluppi di Singapore, sembra una monoposto completamente trasformata. Anche qui in Messico, almeno di colpi di scena, sarà la vettura da battere. Vettel, dopo una prima sessione piuttosto complicata, è riuscito ad ottenere il miglior tempo staccando di 115 millesimi la RB15 di Max Verstappen. Solo terzo tempo per Leclerc con una SF90 con problemi di bilanciamento specialmente al retrotreno, che verranno risolti grazie al lavoro di setup che verrà fatto sulla Rossa del pilota monegasco. Le due Mercedes di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton hanno accusato un gap piuttosto importante. 6 sono i decimi beccati dal finlandese,  addirittura 9 quelli presi dal campione del mondo in carica.

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Se analizziamo i singoli settori possiamo notare che, Vettel, ha costruito il suo miglior tempo nella prima parte della pista, dove ha rifilato distacchi davvero pesanti a tutti i suoi competitors. La SF90, ancora una volta, ha fatto la differenza sui tratti rettilinei, ottenendo una velocità massima superiore di 18 km/h rispetto alla Mercedes. Nei settori guidati, caratterizzati da curve medio lente, la vettura italiana si è comunque difesa egregiamente. In questi tratti del circuito, Verstappen, è stato il più rapido, anche se non è riuscito a recuperare il gap accusato nel settore 1. Helmut Marko, al termine delle libere, ha ammesso che sarà molto difficile competere con la Ferrari in qualifica. Secondo il consigliere della Red Bull,la differenza di potenza tra la power unit di Maranello e quella nipponica della Honda è ancora troppo elevata.

Mercedes, nonostante sia la vettura con la maggior downforce, continua ad avere grossi problemi su questa tipologia di pista. In Messico, tutti i team, utilizzano pacchetti aerodinamici da alto carico. Per questa ragione il vantaggio della W10 è sicuramente inferiore rispetto ad altre piste. La problematica principale deriva dai problemi di raffreddamento della Power Unit che gli anglo-tedeschi stanno accusando da inizio stagione, aggravati, in questo caso, dalla particolare ubicazione del circuito messicano.  La power unit  soffre maggiormente rispetto ad altri motori le gare in altura per l’utilizzo di un gruppo turbo – compressore più grande. Renault, per esempio, si è sempre trovato a suo agio su questa pista perché utilizza un turbocompressore più piccolo.

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Sebastian Vettel in azione durante le FP2 del Gran Premio del Messico

GP Messico 2019-Analisi Libere: I top team proveranno a qualificarsi in Q2 con le medie?

Le Soft, soprattutto durante la simulazione passo gara, hanno creato parecchi problemi a Ferrari e Mercedes, visto la fastidiosa formazione di graining sugli pneumatici anteriori. Tale fenomeno si manifesta, di solito, quando la pista è ancora “sporca”, o comunque non gommata. Il risultato è l’abrasione della superficie dello pneumatico con la presenza delle tipiche “bench mark”. Se le condizioni della pista non dovessero migliorare è molto probabile che, Ferrari e Mercedes, proveranno a qualificarsi in Q2 utilizzando i compound medi che, durante i long run di ieri, hanno dato problemi minori rispetto alle soft. La Red Bull, al contrappor delle altre scuderie, non ha avuto invece grossi problemi. La RB15 infatti è sembrata essere particolarmente a suo agio con tutti i tipi di mescola che Pirelli ha portato in pista in questo fine settimana.

GP Messico 2019-Analisi Libere: Bene Red Bull sui long run

La Red Bull ha dimostrato di essere la migliore con le gomme morbide. Tuttavia, dando un’occhiata alla velocità della SF90 sul dritto, la vettura austriaca non rappresenta un pericolo per il team di Maranello nel caso in cui, oggi, ottenesse la pole position. A parità di gomma, Bottas, è stato leggermente più lento rispetto al pilota olandese mentre, Leclerc, con la mescola “rossa” ha avuto molti problemi. Il ritmo del monegasco è stato davvero molto elevato, soffrendo soprattutto con il posteriore della sua macchina. Hamilton, ha simulato la prima parte di gara con le medie, ottenendo degli ottimi riscontri. Proprio per questo le coperture a banda “gialla” sembrano essere il compound corretto per iniziare la corsa.

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Nel secondo stint, i due piloti della Ferrari sono stati i più veloci. Dobbiamo comunque tenere in conto che i giri effettuati dai ferraristi sono stati veramente pochi se confrontati con quelli di Mercedes e Red Bull. In questo senso, la disputa delle FP3, potrebbe regalarci qualche elemento di giudizio in più. Positivo il long run di Bottas che, con il compound hard, ha girato sugli stessi tempi di Verstappen.

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GP Messico 2019-Analisi Libere: Conclusioni

Da quello che abbiamo potuto vedere analizzando la seconda sessione di prove libere, è innegabile che Ferrari sembra essere la favorita. Sia per la pole position che per la vittoria in gara. Red Bull sarà sicuramente nelle posizioni di testa, ma il distacco di 115 millesimi accusato nella giornata di ieri sembra destinato a crescere in qualifica.  La ragione è sempre la solita. Honda è solita spingere il motore al venerdì molto più di quanto non facciano Ferrari e Mercedes. Il gap reale, quindi, almeno nella sessione classificatoria sarà maggiore. Detto questo, in gara, la RB15 potrebbe essere più che pericolosa.

Autore e grafici: Cristiano Sponton – @spontonc

Foto: Ferrari

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