GP Giappone 2019-Analisi Gara: La SF90 poteva vincere…

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Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

GP Giappone 2019-Analisi Gara: La SF90 poteva vincere…


La storia è qui. Mercedes vince ancora, e lo fa alla grande. Quando tuttavia mancano 4 gare al completamento del campionato di Formula Uno 2019. Lo strapotere dei “grigi” non conosce limite. La vittoria numero 99 nell’era ibrida deve far riflettere. La Ferrari c’è. Sul giuro secco è la più rapida. In gara però, il passo dimostrato dalle frecce d’argento, è nettamente migliore. Tutto troppo facile per il team di Brackley. Un’altra domenica in discesa. Il regalo dei ferraristi è francamente innecessario. Le riflessioni a Maranello urgono al più presto visto che, ancora una volta, le potenzialità per lottare c’erano.

Differente il giudizio sulla Red Bull. La scuderia di Milton Keynes non partiva con i favori del pronostico eppure, durante la prima parte del campionato, si è fatta spesso preferire alla Ferrari. Sebbene Honda stia realizzando un un grande lavoro, il gap motoristico c’è. Esiste eccome. Malgrado i proclami di Marko per la per il prossimo mondiale, il deficit della Power Unit nipponica, sarà difficilmente colmatile a breve.

Detto questo, facciamolo un passo indietro. Al sabato. Ci aiuterà a capire meglio la situazione.

Analisi qualifiche: Quinta pole consecutiva per la Rossa

Ferrari, dopo la quinta pole consecutiva, è da considerarsi come la vettura da battere al sabato. Dopo un venerdì problematico per problemi di bilanciamento a Maranello, specialmente al simulatore, hanno fatto un ottimo lavoro e la SF90, nelle qualifiche disputate domenica mattina, ha letteralmente volato monopolizzando tutta la prima fila. Una vettura italiana che, rispetto alle FP2, ha scaricato l’ala posteriore e di questo ne ha beneficiato anche l’inserimento in curva, infatti, è stata la più veloce sia nel primo che nel secondo settore. 

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Anche la Power Unit è stata un’arma determinante visto che, in tutti i tratti rettilinei, la SF90 ha fatto guadagnare decimi preziosi sulla W10. Quello che è stato appena scritto lo possiamo evidenziare grazie all’analisi telemetrica. Da notare la differenza fatta sul dritto che, venerdì, durante le FP2, non era così evidente. 

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GP Giappone 2019-Analisi Gara: Ferrari sbaglia la partenza e Mercedes ne approfitta

Il momento chiave che ha deciso l’andamento di questo Gp del Giappone è stata senza dubbio la partenza. Vettel si è messo con leggero anticipo e, successivamente, ha bloccato la sua SF90. Questo gli ha impedito di avere un buono scatto allo spegnimento dei semafori e Bottas, dalla terza posizione, lo ha fulminato girando in testa alla prima curva. Vettel è stato messo sotto investigazione dai commissari per una possibile violazione dell’articolo 36.13, lettera a) del regolamento sportivo di Formula Uno. Dopo un’attenta analisi non è stata inflitta nessuna penalità al pilota tedesco perché il movimento fatto dalla sua SF90 rientra all’interno di una certa tolleranza ed è per questo che il sensore “annegato” sull’asfalto non ha rilevato nessun jump start da parte di Sebastian.

Leclerc, distratto da questo movimento anomalo del compagno di squadra è partito anche lui a rilento e, in curva 1, ha avuto un contatto con Verstappen che gli ha provocato un danneggiamento dell’ala anteriore estromettendolo dalla lotta per il podio. Di tutto questo ne ha approfittato la Mercedes che si è portata al comando con Bottas e al terzo posto con Hamilton. Leclerc, a fine gara, ha ricevuto una doppia penalità. La prima, di 5 secondi in classifica + 2 punti sulla patente, per il contatto al via con Verstappen. La seconda, di 10 secondi (25.000 € al team), per non essere rientrato subito per sostituire l’ala anteriore danneggiata e questo ha creato grossi pericoli agli altri piloti. Infatti, quando Leclerc ha perso una sezione dell’ala anteriore, il pezzo ha urtato la W10 di Hamilton procurandogli la rottura dello specchietto retrovisore di destra

La Ferrari aveva il passo per vincere la corsa?

La SF90 ha confermato, in gara, l’impressione avuta durante i long run di venerdì. Il ritmo della vettura italiana non era allo stesso livello della Mercedes, e nemmeno la gestione degli pneumatici è stata ottimale. Vettel, sia con le soft che con le medie, ha accusato un degrado maggiore rispetto a quello riscontrato sulle vetture di Bottas ed Hamilton. In ogni caso, come dimostrano anche gli ultimi giri (duello con Hamilton), se Vettel avesse girato in testa alla prima curva aveva grosse chance di vincere questa gara. La W10, seppur più veloce nel ritmo, non aveva la velocità sul dritto per infastidire la Ferrari. Hamilton, a fine gara, con gomme soft appena montate non è stato in grado di attaccare Vettel che, in quel momento, stava girando con le medie. 

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Lewis Hamilton all’inseguimento di Sebastian VettelGran Premio del Giappone 2019

Mercedes, ancora una volta, ha dimostrato la sua forza in gara. Questa W10 non sembra irresistibile sul giro secco ma, con tanto carburante a bordo, è ancora la monoposto di riferimento di questa Formula Uno. Proprio per interrompere il dominio Ferrari si sono presentati a Suzuka con un importante step evolutivo che è andato a correggere alcune componenti portate in posta in Germania che non funzionava secondo le aspettative degli aerodinamici di Brackley

Allo scopo di migliorare il flusso d’aria diretto verso il posteriore della vettura, sono stati introdotti sulla W10 dei nuovi bargeboard con alcune modifiche anche nella parte iniziale del fondo, un nuovo estrattore e l’aggiunta di un piccolo profilo nella zona degli endplate dell’ala anteriore. Queste novità hanno sicuramente funzionato ma non sono state sufficienti per competere con la Ferrari in qualifica. La differenza di potenza della Power Unit sta facendo la differenza per Ferrari e questo gap sarà impossibile da recuperare in questo 2019 per i motoristi anglo-tedeschi.

In condizioni di gara, specialmente a pista libera, la W10 si comporta benissimo sia in termini di velocità che nella gestione degli pneumatici. Bottas, passato in testa alla prima curva, ha allungato subito nei confronti di Vettel costruendosi un vantaggio che gli ha permesso di gestire piuttosto agevolmente la corsa. 

Vettel, come potete osservare dal grafico in alto, in tutto il primo stint non è mai stato più veloce rispetto al pilota finlandese. Anzi, il gap tra i due, è andato ad aumentare giro dopo giro proprio per il maggior degrado gomme soft accusato dalla Ferrari. Anche Hamilton, una volta liberatosi da Leclerc, è stato costantemente più rapido rispetto al pilota tedesco della Ferrari

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Nel secondo stint di gara, Mercedes e Ferrari, hanno girato con compound diversi. La Rossa ha preferito utilizzare un treno di soft nuove mentre, Bottas ed Hamilton, hanno utilizzato le medie. 

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Nonostante gomme più prestazionali, Vettel è stato raramente più veloce rispetto a Bottas ed Hamilton. Anche con questo set di pneumatici, Mercedes, è riuscita a fare un’ottima gestione mentre, Sebastian, specialmente negli ultimi giri (27-30) ha avuto un innalzamento dei tempi sul giro. 

Il pilota inglese per cercare di vincere questa corsa aveva solo una chance: cercare di effettuare una sola sosta. L’obiettivo iniziale era quello ma il primo stint, causa crollo prestazionale, è stato troppo corto. La possibilità per cercare di arrivare al termine con un solo pit c’era ma il team anglo-tedesco non ha voluto correre rischi ed ha richiamato Lewis ai box negli ultimi 10 giri di gara. È stata una decisione che è stata presa anche per premiare Bottas che, più volte, in questi ultimi anni, ha aiutato il team ed Hamilton. Hamilton è saldamente in testa alla classifica piloti e nel prossimo Gp, in Messico, avrà la possibilità di diventare campione per la sesta volta in carriera. 

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Nel terzo stint, Bottas ed Hamilton, hanno utilizzato le soft mentre, Vettel, ha optato per le medie. Con questo compound Mercedes è stata velocissima. Hamilton è riuscito ad ottenere il giro più veloce battendo anche il record della pista. 

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Il passo della Ferrari è stato altalenante ma, nonostante questo, Vettel è riuscito a mantenere la seconda posizione tenendosi alle sue spalle il cinque volte campione del mondo che era nettamente più rapido. 

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Visto le considerazioni fatte precedentemente, sull’estrema velocità in rettilineo della rossa, il rammarico per i ferraristi aumenta. L’umore di Binotto, nelle consuete interviste del dopo gara, fotografa la situazione. Lo svizzero sa bene che senza la sbavatura iniziale le possibilità di vittoria erano molto alte. Pazienza…

Autore e grafici: Cristiano Sponton @csponton

Foto: FerrariMercedes

1 commento

  1. Impossibile vincere a meno di partenza indovinata e super tappo di Leclerc fino al primo stint, poi dopo il primo undercut strada libera per andare a caccia di vettel e passarlo al secondo stint. Troppo lente sul passo gara e un pit stop di troppo per potersi difendere

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