GP Giappone 2019-Analisi FP2: Ferrari soffre sul passo gara

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Un posto in prima fila
Charles Leclerc durante le Fp2 del Gran Premio del Giappone

GP Giappone 2019-Analisi FP2

Il team Mercedes, malgrado l’uno-due di Sochi, non era certo soddisfatto della performance. Senza l’effetto domino creato dalla centralina della vettura numero 5, le due SF90 avrebbero molto probabilmente ottenuto un’altra doppietta. Il fine settimana di Suzuka, visto l’arrivo del tifone Hagibis, ha inevitabilmente cambiato il programma della giornata. La direzione gara, dopo aver posticipato le qualifiche alla domenica mattina ha comunicato, in caso di peggioramenti improvvisi, che i risultati delle FP2 determinerebbero la griglia di partenza del Gran Premio del Giappone.

Per questa semplice ragione, alla quale va sommata la probabilissima cancellazione delle FP3, l’azione in pista è stata da subito molto concitata. La scuderia italiana su tutti ha cercato di sfruttare il più possibile il tempo a disposizione, trascurando le prove di qualifiche in favore del passo gara. Dopo mezz’ora infatti, le due monoposto di Maranello si presentano in pista con i serbatoi pieni, seguite da Renault.


GP Giappone 2019-Analisi FP2: – Simulazione di qualifica: Mercedes fa la differenza nel primo e secondo settore

Le simulazioni di qualifica ci hanno mostrato una Mercedes veramente competitiva. Sicuramente i nuovi aggiornamenti hanno influito nella performance della vettura anglo-tedesca ma, il layout del circuito, è stato sicuramente determinante visto che, va ad esaltare tutte le doti della W10. Questo lo si nota principalmente nel primo e secondo settore dove, Bottas ed Hamilton, hanno fatto la differenza nei confronti di Ferrari e Mercedes

Se analizziamo nel dettaglio questi tratti di pista possiamo notare il solco che i due piloti del team anglo-tedesco hanno costruito rispetto ai rivali grazie alle grandi doti di inserimento in curva della W10. Nel primo settore, Hamilton, ha rifilato oltre 2 decimi a Leclerc, Verstappen, Vettel e ben 3 decimi a Bottas e Albon. Molto strano il distacco rimediato dal finlandese ma, probabilmente, è dovuto al giro outlap troppo lento fatto da Bottas che non gli ha permesso di portare nel giusto range di temperatura gli pneumatici anteriori. 

Nel secondo settore, Bottas, ha rimediato al primo settore lento ed ha inflitto oltre 3 decimi ad Hamilton. Anche Red Bull e Ferrari hanno accusato distacchi pesanti superiori ai 2 decimi di secondo. Per Hamilton, questo secondo settore, è poco veritiero, in quanto, nel suo best lap, ha incontrato del traffico che non gli ha permesso di mostrare il suo reale potenziale. 

Anche il terzo settore, piuttosto corto, è marchiato dalla Mercedes di Bottas che è stato leggermente più veloce rispetto ad Hamilton (69 millesimi). Verstappen e Leclerc hanno rimediato 1 decimo mentre, Vettel, causa traffico si è fermato a 2 decimi da Bottas

Gp Suzuka Telemetria Bottas e Leclerc

GP Giappone 2019-Analisi FP2. Simulazione passo gara: Mercedes la più veloce con entrambe le mescole 

In simulazione di gara il gap visto tra la Mercedes e tutti gli altri è stato maggiore rispetto a quello della simulazione qualifica. Hamilton e Bottas hanno dimostrato di essere veloci e costanti sia con le soft che con le medie mentre, Ferrari, specialmente con Vettel ha sofferto molto con le “gialle”. 

Nel primo stint, tutti i piloti analizzati, ad eccezione del pilota tedesco della Ferrari, hanno iniziato la simulazione di gara con le soft mentre, la vettura numero 5, è scesa in pista con le medie. 

GP Giappone 2019: Analisi FP2

Se analizziamo i tempi delle due Ferrari possiamo notare che, il giro di attacco, non è stato all’altezza di Mercedes e Red Bull ma, quello che deve preoccupare maggiormente, è la mancanza di costanza visto che, Vettel, dopo 5 giri ha avuto un preoccupante innalzamento dei tempi. Stessa cosa si nota nel grafico di Leclerc che dopo 4 giri piuttosto costanti ha accusato un degrado anomalo degli pneumatici che lo ha costretto ad alzare il ritmo. Lo stesso andamento lo vediamo anche nei tempi di Verstappen che, dopo 3 giri costanti, ha accusato un brusco aumento dei tempi sul giro. 

Se osserviamo i tempi di Hamilton, invece, notiamo un comportamento opposto visto che ha realizzato il “best time” dello stint nel suo ultimo giro lanciato prima di rientrare ai box. 

Nel secondo stint, la Ferrari, ha fatto solo un giro cronometrato con Vettel (gomme soft) ma il suo tempo di attacco, pur con gomme più prestazionali, non è stato al livello di Mercedes. Con gomme medie, lo stint di Bottas, è stato piuttosto costante e dopo 8 giri cronometrati non si sono visti innalzamenti dei tempi sul giro. 

GP Giappone 2019: Analisi FP2

Se analizziamo il ritmo dei due stint notiamo che, Mercedes, è stata la più veloce sia nel primo che nel secondo. Con gomme soft, Bottas, è stato il più rapido con un ritmo migliore rispetto ad Hamilton di 2 decimi scarsi. Più staccata la Red Bull di Verstappen (1 s) e la Ferrari di Leclerc (1s). Vettel, con gomma meno performante, ha accusato un ritardo piuttosto elevato. 

Nel secondo stint, Hamilton è stato il più veloce precedendo Verstappen e Bottas rispettivamente di 2 e 3 decimi. Non teniamo conto del tempo realizzato da Vettel visto che, come scritto in precedenza, ha effettuato un solo giro lanciato. 

Per le qualifiche di domenica mattina, Mercedes, parte sicuramente favorita ma si è convinti che, Ferrari, sarà più vicina rispetto a quello che abbiamo visto oggi. Gli ingegneri di Maranello lavoreranno molto sul setup e potranno sfruttare al massimo la potenza del ICE 3 che oggi non è stata sicuramente sfruttata al 100%. Alcuni team che hanno accusato un forte degrado con le soft potranno optare per qualificarsi in Q2 con le gomme medie per usare le rosse solo nell’ultima parte di gara quando la vettura sarà meno pesante. Il delta stimato da Pirelli è di circa 7 decimi tra soft e medie e di 8-9 decimi tra medie e hard. 

Autore e grafici: Cristiano Sponton @csponton

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