GP Giappone 2019-Analisi Ferrari: che succede alla SF90 ?

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GP Giappone 2019-Analisi Ferrari SF90
Charles Leclerc sfreccia a Marina Bay con la sua Ferrari SF90

GP Giappone 2019-Analisi Ferrari: che succede alla SF90 ?


Tripudio, quello della prima vittoria stagionale a Spa. Liberazione, quella provata a Monza dopo 9 anni di astinenza. Sorpresa, gustata il più possibile lungo le stradine di Singapore. Consapevolezza, sperimentata a Sochi malgrado il risultato inatteso.

Che bel quadro d’insieme eh? Degno di un vero ferrarista d’annata. D.O.P o chilometro zero come si usa dire adesso. La SF90 però, di strada ne ha fatta, eccome. Male, all’inizio, poi via via migliorando. Dopo l’Ungheria la svolta. Storicamente parlando, perlomeno nell’ultima decade, il team di Maranello ha sempre sofferto i “secondi tempi”. Non nel 2019. Non la SF90. Una situazione “stravolta” grazie alla grande rimonta tecnica capeggiata da Binotto

Lo svizzero, per nulla neutrale in questo caso, sfodera l’ascia di guerra. Arriva cosi il nuovo pacchetto aerodinamico, “sudore e lacrime” di molti mesi di lavoro. Modifiche di poco conto a prima vista. Qualche deviatore di flusso in più sul fondo ed una paratia per chiudere le bocche del nosecone. Tutto qui? Beh…per generare ulteriore carico all’avantreno, cosi come più stabilità al posteriore, l’idea funziona. Tanto da trasformare la vettura italiana in quella di riferimento.

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Sebastian Vettel entra nella sua SF90

Del motore ed i suoi segreti, cuore pulsante del progetto low drag della SF90, ne abbiamo già parlato. Abbondantemente (click qui). Noi come Mattia (click qui). Resta solo da vedere, capire ed analizzare una cosa…

GP Giappone 2019-Analisi Ferrari: Reazione Mercedes 

Giappone. Round numero diciassette del mondale 2019. Il tracciato nipponico, l’unico del calendario ad “intrecciare” il proprio percorso, richiede una vettura molto ben bilanciata. Le diverse caratteristiche della pista, suddivise nei 3 settori che lo compongono, fanno di Suzuka una sfida al top. Fondamentale il compromesso aerodinamico. Spinta verticale, per le difficili staccate in contropendenza, e tanta velocità da sfruttare nei due lunghi rettilinei.

Interprete leggiadra ecco la Mercedes W10 capace, nonostante l’oramai presunta favorita Ferrari, di chiarire i fatti. Fermi tutti però, stavamo dimenticando qualcosa. Facciamo il necessario passo indietro. A nessuno piace perdere, figuriamoci a chi le vittorie le porta nel proprio DNA. Assurda, quasi “scocciante” la superiorità delle frecce d‘argento durante le ultime stagioni, messa troppo poco in discussione dagli avversari. D’altronde, quando qualcuno ci prova, il team di Brackley reagisce. Il caso attuale, esempio lampante della questione, snocciola perfettamente il mio pensiero.

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Valtteri Bottas durante le prove libere del Gran Premio del Giappone

Malgrado siano 4 gli appuntamenti al termine del campionato, peraltro con i due mondiali già in tasca, Mercedes non ci sta. Alza la voce. Da un pugno sul tavolo facendo la voce grossa. Il nuovo record, sei vittorie consecutive in F1, è oramai alle porte. I “grigi”però non sono mai domi. L’importante step evolutivo montato sulla W10 a Suzuka ne è la chiara dimostrazione. La correzione del pacchetto aero proposto in Germania sembra funzionare, anche meglio del previsto.

Allo scopo di migliorare il flusso d’aria diretto verso il posteriore della vettura, ecco un nuovo sistema di bargeboard e deviatori di flusso. Le altre novità riguardano l’endplate ala anteriore ed il diffusore. Dopo le libere due, più affaccendate del solito per via dell’arrivo dell’amico “Hagibis”, Ferrari non capisce. Soffre. Corre ai ripari.

GP Giappone 2019-Analisi Ferrari SF90: Pure la Red Bull davanti?

Dopo la consueta analisi delle FP2 però (click qui per saperne di più), notiamo come anche Red Bull abbia fatto un balzo in avanti. L’arma in più, che va a completare l’ingresso dell’ultima fase dell’endotermico nipponico, è un nuovo carburante. Gli sviluppi legati alle benzine sono molto più importanti di quello che si possa pensare.

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Red Bull RB15

I miglioramenti a livello di prestazione possono esser davvero sorprendenti, risultando, a volte, più effettivi che le modifiche aerodinamiche. In questo caso, “i bibitari”, fanno centro. L’incremento di performance si produce massimizzando il carburante, riducendone la densità si ottiene infatti un valore energetico superiore, utilizzando lo stesso quantitativo imbarcato. Exxon Mobil ha le idee chiare. Il passo in avanti, secondo fonti ufficiose, parla di 15cv in più a disposizione delle RB15. La spinta, molto importante a livello cronometrico, fa capire l’importanza di questa tematica.

GP Giappone 2019-Analisi Ferrari: che succede alla SF90 ?

Dicevamo. Ferrari non capisce. Soffre. Corre ai ripari. Le conferme arriveranno domani. Nel frattempo, noi, possiamo solo ragionare sul comportamento della vettura italiana in pista. Il pacchetto di Singapore ha “stravolto” la vettura italiana anche se, perlomeno ad oggi, sembrerebbe non aver tuttavia risolto risolto alcune “pecche” del progetto 2019.

GP Giappone 2019-Analisi Ferrari SF90

La spinta verticale ritrovata giova nella gestione degli pneumatici, regalando alla Rossa una buona maneggevolezza nelle parti guidate. L’inserimento in curva invece, “pezzo forte” della W10, genera ancora qualche perplessità ai tecnici del Cavallino. Resta comunque da considerare l’arma Power Unit. Ferrari, nelle libere di ieri, non ha usato la potenza al 100%. Domani mattina, in qualifica, lo farà. La grossa mano a Vettel e Leclerc arriverà. Non tanto nella velocità massima che, da qualche gara a questa parte, è in linea con quella della Mercedes ma nell’erogazione. Questo dato, specialmente a Monza e Sochi, ha fatto davvero la differenza. 

La velocità massima della SF90, dopo l’introduzione del nuovo pacchetto aerodinamico, non ha più spiccato come in precedenza. “L’esasperazione” dell’assetto rake (posteriore alzato) ha generato un incremento di carico. Allo stesso tempo però ecco un livello di resistenza all’avanzamento più alto.

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Ferrari SF90

Detto questo, nonostante il sabato in pista non sia di fatto esistito, il lavoro al simulatore, fattore sempre più importante nella Formula Uno moderna, continua. I piloti, aldilà delle dichiarazioni di facciata ci credono. I tecnici pure. Vedremo domani…

Autore: Alessandro Arcari@berrageizf1

Co-autori: Cristiano Sponton @cspontonPJ@smilextech

Foto: Ferrari

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