Bomba dall’Inghilterra: Alfa Romeo potrebbe lasciare la F1 a fine 2020

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La nuova avventura dell’Alfa Romeo in Formula Uno si deve alla lungimiranza e alla capacità visionaria di Sergio Marchionne che, prima della sua scomparsa, aveva provveduto ad incastrare ogni tassello per trasformare una partenership commerciale in un legame più solido, fondato anche su una più completa connessione tecnico-sportivo con la Sauber. In quest’ottica va letto il “trasloco” di Simone Resta dalla Ferrari alla scuderia elvetica. Così come il percorso inverso di Charles Leclerc da Hinwil a Maranello.

A inizio anno i lasciti dell’ex Amministratore Delegato del Gruppo FCA avevano sortito effetti positivi con una C38 impostasi come sorpresa tecnica dell’anno. Poi una serie di prestazioni deludenti coincise, guarda caso, con il gardening di Resta che è stato richiamato alla base da Mattia Binotto che ne conosce bene doti e virtù. Un secondo scorcio di 2019 non positivo anche a causa di un Raikkonen divenuto improvvisamente apatico e avaro di risultati. In un contesto di generale mestizia arriva un’indiscrezione che ha del clamoroso e che potrebbe addirittura mettere in discussione il futuro dell’ex Sauber.

Bomba dall'Inghilterra: Alfa Romeo potrebbe lasciare la F1 a fine 2020
Kimi Raikkonen in azione tra i guard rail di Montecarlo

La bomba è stata sganciata da Joe Saward, decano del giornalismo del motorsport inglese: il 2020 potrebbe essere l’ultimo anno dell’Alfa in Formula Uno. Una fonte autorevole poichè è stato proprio Saward ad anticipare, tre le altre cose, il matrimonio tra Mercedes e McLaren in chiave 2021 dopo che erano arrivate smentite ufficiali dalle parti in causa. Ma perchè i vertici FCA starebbero pensando ad un disimpegno?I risultati del team sono stati abbastanza deludenti – ha sottolineato il giornalista – Anche se davanti alle telecamere si dissimula serenità, le relazioni tra i membri dello staff tecnico sono conflittuali. Il disappunto partirebbe dal fatto che molti in seno alla squadra non sono contenti di essere diventati un team satellite della Ferrari. Questo perchè la vecchia dirigenza della Sauber stava trattando un accordo con la Honda che negli ultimi tempi sta fornendo motori molto competitivi a Red Bull e Toro Rosso“.

E se Sauber dovesse essere mollata dal gruppo FCA e restare senza power unit Ferrari quali prospettive vi sarebbero? Saward ha un’idea anche su questo aspetto: “Il passaggio della McLaren alla Mercedes complica i piani per gli svizzeri. E’ vero che Vasseur è molto vicino a Toto Wolff e che è spesso insieme a lui, ma non è pensabile che i V6 della Stella possano equipaggiare le vetture svizzere nel prossimo futuro. Rimarrebbe solo l’opzione Honda che potrebbe essere interessata ad aiutare la Sauber in cambio della possibilità che qualche pilota nipponico emergente, negli anni a venire, possa accomodarsi sulle vetture elvetiche. Ovviamente non si tratterebbe dello stesso tipo di legame che il team ha attualmente con la Ferrari“.

Bomba dall'Inghilterra: Alfa Romeo potrebbe lasciare la F1 a fine 2020
Sergio Marchionne, ex amministratore delegato del Gruppo FCA

Ma potrebbero esserci ragioni più elementari e di natura utilitaristica alla base di un divorzio possibile. E stavolta non ci si riferisce alle alle parole del giornalista britannico. Basta dare uno sguardo all’andamento delle vendite commerciali della casa di Arese. Il marchio italiano non attraversa un buon momento. Dopo anni di crescita si assiste ad una fase di decrescita dovuta anche ad un parco auto relativamente vetusto: Giulietta e Mito decisamente attempate anche nel design, una 4C che si pone come vettura di nicchia, una Giulia che non è mai stata seriamente in grado di contrastare lo strapotere commerciale delle berline dell’agguerritissima concorrenza tedesca, una Stelvio che paga il continuo rinnovarsi delle concorrenti nipponiche ed europee e un mercato statunitense che, dopo un avvio incoraggiante, non ha risposto come nei programmi dei vertici FCA. Il SUV compatto Tonale è chiamato a far recuperare quote di mercato allo storico marchio fondato dal napoletano Ing. Romeo. Ma è difficile che, da solo, il nuovo modello assemblato nello stabilimento di Pomigliano D’Arco possa far invertire un trend di vendite molto negativo raccontato dai dati ufficiali degli ultimi trimestri.

In questo quadro, un ripensamento su una collaborazione che si è fatta molto fitta nel campionato in corso potrebbe avere delle concrete basi di veridicità. Probabilmente la stagione prossima potrebbe essere determinante per la definitiva decisione. Una replica del campionato 2019 non gioverebbe certamente alla liaison, specie in un contesto di vendite blando e mancando un piano industriale di medio-lungo periodo atto a rilanciare massicciamente il Biscione sul mercato mondiale. La sensazione è che un investimento così economicamente importante in F1 non sia giustificato a fronte della reale fetta di mercato che Alfa Romeo ha a livello planetario. E se, in chiusura, la partnership con Sauber non porta frutti maturi alla stessa attività in pista della Ferrari è comprensibile che possa essere in corso più di una valutazione sull’immediato futuro del matrimonio Sauber – Alfa.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto:
– Alessandro Arcari – @berrageizf1
– Alfa Romeo

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