Binotto tuona: “Non temiamo per il reclamo, il nostro motore è regolare”

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Binotto tuona:
Mattia Binotto, team principal Scuderia Ferrari

Il campionato di Formula Uno 2019 si sta avviando alle sue battute conclusive. Ormai i risultati sono acquisiti: la Mercedes è ancora una volta campione del mondo, Hamilton attende di ottenere gli ultimi quattro punticini per accaparrarsi la sesta corona della sua carriera. Se il proverbiale malato si svegliasse ora dallo stato comatoso e leggesse le classifiche dei due mondiali percepirebbe che quello della Stella a Tre Punte è stato un dominio incontrastato. In effetti i numeri dicono questo, ma c’è un settore nel quale gli anglo-tedeschi hanno faticato ed è quello relativo alla power unit. La sensazione è ormai confermata da dati più o meno ufficiali: il V6 ibirdo Ferrari, in termini di potenza pura, dà la paga al corrispettivo di Brixworth. Su come gli ingegneri di Maranello coordinati da Mattia Binotto abbiano, negli ultimi tempi, agganciato e superato nelle prestazioni la power unit della Mercedes è un fatto di cui tanti hanno dibattuto e che, proprio su Formula Uno Analisi Tecnica, abbiamo spiegato, in anteprima, con dovizia di particolari qualche settimana fa (leggi qui).

Mille congetture mediatiche si sono fatte, specie dalla Germania, sulla presunta irregolarità di un motore che, nella sua terza specifica presentata a Monza, ha decisamente messo in scacco la concorrenza, con Mercedes distaccata nonostante l’introduzione della power unit “fase tre” che ha fatto il suo debutto tra i boschi delle Ardenne in occasione del GP del Belgio. Ma non sono solo i media a fare illazioni. Minacce di denuncia (poi concretizzatesi) agli organi preposti sono arrivate anche dalla concorrenza diretta. Se gli uomini Mercedes, da Toto Wolff a Lewis Hamilton, si sono limitati a parlare di anomalie e di prestazioni velocistiche innaturali senza agitare il rischio di illegalità, da qualche altro ambiente, vedi Red Bull, è arrivata la sciabolata.

Binotto tuona: "Non temiamo per il reclamo, il nostro motore è regolare"
power unit, Ferrari SF90

La mostruose velocità di punta – e la capacità di raggiungerle più in fretta in virtù di una trazione disumana – sono anche frutto di un concetto low drag che caratterizza la SF90. Quanto questa supremazia dipende dalla filosofia aerodinamica? E quanto è frutto della smodata potenza del V6 progettato dall’equipe diretta da Corrado Iotti? Molto probabilmente si tratta di un mix delle due cose. Un qualcosa che, ad ogni modo, ha attirato le attenzioni morbose della concorrenza che, non riuscendo a raggiungere l’uva, sostiene che sia acerba. E pure irregolare. A questa serie di accuse incrociate, reiterate e pure fastidiosamente insistenti, ha risposto Mattia Binotto che ha perso un po’ il suo canonico aplomb e ha risposto per le rime, ai taccuini di Motorsport, a chi brandisce come una spada l’ipotesi di fare un reclamo ufficiale ai commissari preposti alle verifiche tecniche. Perchè una richiesta di chiarimento è ufficialmente pervenuta alla FIA dalla Red Bull, anche se Nicholas Tombazis non ha ancora risposto nel merito. Quindi la situazione si fa seria.

Prima di tutto ci tengo a sottolineare che tutte le squadre lavorano duramente per ottenere dei vantaggi – ha esordito il team principal italo-svizzero – Noi ci siamo impegnati duramente per migliorare la nostra power unit che, prima dell’introduzione dell’ibrido, era di certo la migliore del lotto. Se adesso siamo nuovamente davanti alla concorrenza è solo un motivo d’orgoglio. E’ un peccato leggere ciò che si scrive su internet e sui giornali. Anche perchè, in passato, altro team hanno avuto vantaggi motoristici e nessuno gli ha dato la colpa“. Cosa che, se proprio vogliamo essere onesti, non è accaduto dato che Mercedes, ad esempio, è stata spesso accusata di usare illegalmente l‘olio lubrificante per rendere più pimpante la miscela aria-benzina.

Binotto non si dice affatto preoccupato del parere della FIA perchè in Ferrari sono sicuri della conformità dei sistemi: “Il problema è degli altri, non il nostro. La FIA vede i dati della telemetria di tutti e può constatare la conformità al regolamento del nostro motore. E’ qualcosa che gli addetti fanno ad ogni gara – ha sottolineato il dirigente ferrarista – e non vi sono segnalazioni nè lamentele da parte loro“.

L’ingegnere ammette candidamente che la Ferrari abbia un vantaggio sui tratti rettilinei ma spiega che tale condizione dipende non solo dalla power unit, ma anche da un concetto aerodinamico atto a massimizzare le velocità di punta: “Abbiamo un vantaggio di motore, è vero. Ma non è così grande come la gente crede. Abbiamo la vettura che non genera il maggior carico aerodinamico. Questo spiega perchè non siamo così veloci in curva. Avendo meno carico abbiamo naturalmente meno drag e questa cosa ci avvantaggia sui rettilinei. Quindi la maggiore velocità non dipende dal motore” ha tuonato Binotto. Che puntualizza ulteriormente: “Abbiamo fatto progressi sia sul versante motore che sull’auto aumentando il carico aerodinamico per avvicinarci ai nostri avversari. Ormai è chiaro che la nostra supremazia non piaccia ai rivali, ma noi non incolpiamo gli altri perchè sono più rapidi in curva. Loro usano un trucco per fare ciò? No, come noi non usiamo trucchi per essere così veloci in rettilineo. La differenza – ha chiuso Binotto risiede esclusivamente in tipologie di progetto diverse“.

Binotto tuona: "Non temiamo per il reclamo, il nostro motore è regolare"
Nicholas Tombazis

Una difesa accorata quella del ferrarista che allontana voci ed illazioni che negli ultimi tempi si sono fatte un po’ troppo roboanti. Ovviamente Maranello non deve far conto solo con giornalisti e soloni del web perchè la Red Bull non si è limitata a accusare a mezzo comunicato, ma ha fatto un accesso formale agli organi di controllo. Che per ora tacciono. L’attesa, dunque, è tutta per la risposta di Tombazis che dovrà mettere – acclarando la conformità della PU Ferrari e sancendone l’illegalità – una pietra tombale su una polemica che si trascina da troppo tempo. E anche in questo caso registriamo i tempi pachidermici di risposta della FIA. Un qualcosa che non fa bene al motorsport perchè alimenta un chiacchiericcio spesso senza fondamenta solide.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Ferrari, F1

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