Singapore: sfida tosta per i piloti

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Con ancora negli occhi la straordinaria doppietta di Charles Leclerc a Spa e Monza, il circus è pronto ad abbandonare l’Europa per l’ultima parte del mondiale che si svolgerà tra Asia e America. La prima tappa è nella città stato di Singapore, seconda stagionale in notturna. Nella città del leone dovrebbe essere la Mercedes con Lewis Hamilton a recitare la parte di protagonista. Da tenere d’occhio anche la Red Bull di Max Verstappen che, in un circuito sicuramente più favorevole alle caratteristiche della R15, vuole dimenticare gli scorsi due appuntamenti avari di soddisfazione. Malgrado l’annuncio di un paio di novità a livello aerodinamico, a Singapore la Ferrari potrebbe soffrire il tortuoso layout del tracciato di Marina Bay.

GARA MARATONA

La pista asiatica inoltre non pretende la sola preparazione ottimale delle vetture. Singapore è una sfida tosta per i piloti, in quanto devono allenare il corpo per resistere alle condizioni climatiche estreme. Nonostante la gara sia di notte l’umidità è davvero alta, trasformando l’atmosfera in una bolla infernale. La temperatura corporea nel corso della competizione arriva fino a 38º, mentre l’acqua della borraccia dei piloti diventa, dopo pochi giri, imbevibile. Per questa ragione problemi di disidratazione, come avvenne a Magnussen nel 2014, sono più che plausibili.

Singapore è una sfida tosta non solo sul lato fisico ma anche in quello psicologico, in quanto i piloti devono tenere sempre alta la concentrazione. Essendo un circuito dove è facilissimo sbagliare, per via della sua conformazione che prevede la vicinanza di muretti ad ogni curva, a livello mentale risulta stressatissima. La lunghezza della gara è la maggiore stagionale, arrivando sempre al limite delle 2 ore. Sintetizzando, si può dire che Singapore è una Monaco più lunga con le temperature della Malesia.

COME SI PREPARANO I PILOTI

Nonostante si possa pensare che la F1 sia uno sport semplice, i piloti devono allenare molto sia il corpo che la mente con duri esercizi. La parte più esercitata è il collo: questo è dovuto perché se normalmente la testa e il casco di un pilota pesano circa 6,5 kg. Se però si tiene conto di 5-6 G generati in frenata e in curva, i carichi possono equivalere a 30-40 kg. A differenza delle auto che guidiamo tutti i giorni, le Formula Uno richiedono molta forza dalla gamba sinistra del guidatore in frenata, con un conseguente sforzo ripetuto di circa 80+kg contro il pedale. Per combattere questo fenomeno, i piloti hanno bisogno del massimo grado di robustezza, stabilità e minore resistenza del corpo. È importante per un pilota condizionare spalle e collo, poiché la testa non è sostenuta da un movimento laterale e in avanti.

Singapore è una sfida tosta per i piloti, costretti, come hanno raccontato i due piloti della Toro Rosso, ad estremizzare i già duri allenamenti.

Questi gli stratagemmi studiati da Daniil Kvyat: Tutti parlano del nostro lavoro in notturna…c’è un programma da seguire e si va a letto alle 4 o alle 5 del mattino. È inusuale ma l’unica cosa davvero strana è che non avverti il jetlag. Nel corso degli anni ci siamo abituati. Farà molto caldo e ci sarà tanta umidità e ne ho tenuto conto durante il mio allenamento pre-gara. Ad esempio, sono andato a correre indossando qualcosa in più del solito: ed è stato divertente incontrare gli sguardi straniti della gente.

Al contrario Gasly si prepara così alla trasferta asiatica: “I due argomenti di cui tutti parlano a Singapore sono il caldo e la gara in notturna. Sicuramente, sono due aspetti che rendono questa gara molto più difficile ed entusiasmante. In queste settimane abbiamo modificato il mio allenamento, lavorando in condizioni più torride – indossando anche magliette e felpe – per abituare il mio corpo alla sudorazione. Ho anche trascorso molto tempo in
sauna, con il caldo secco, e in hammam, che invece produce un caldo umido con vapore”.

“Così abbiamo cercato di far adattare il mio corpo alle alte temperature ed essere quanto più pronto possibile: questo è un aspetto di fondamentale importanza, perché sarà la gara più lunga e più dura dell’anno. Il ritmo di ogni giro è serrato, ci sono un sacco di curve e non c’è tempo per prendere fiato. Ma mi piace. Adoro i tracciati molto tecnici e tortuosi in cui devi tenere il ritmo. In gara sei costretto a rimanere concentrato per due ore in condizioni estreme. Forse è la gara più difficile di tutta la stagione, ma anche la più emozionante”.

Come abbiamo potuto capire a Singapore non solo le vetture verranno messe a dura prova, ma anche la tenuta fisica e mentale dei piloti. Tutto ciò giusto per ribadire che, malgrado quello che si possa pensare, il Motorsport è una disciplina durissima da praticare. Per questa semplice ragione gli “attori principali” di questo spettacolo vanno applauditi.

Autore: Mattia Maestri @mattiamaestri46

Foto: F1, Ferrari, Marcus Ericsson, Nico Hulkemberg, Toro Rosso, Mercedes

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