Perché la F1 è costretta a cambiare

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Todt va alla guerra sul “Budget cup”

Non è una domanda come vedete, ma una certezza. Sempre meno sono giorni che ci dividono dall’ora X, in cui, team , FIA e Liberty Media, dovranno finalmente prendere una decisione sul nuovo regolamento tecnico e sui nuovi patti economici (ex patto della concordia). In soldoni, stabilire come saranno le vetture e come si spartirà la torta della F1 da 913M $.  Si doveva decidere entro giugno se ricordate, ma la dead line è slittata ad ottobre per ulteriori consultazioni. 

In questo quadro si inseriscono tanti e tali fattori capaci di spostare equilibri economici e politici, e di conseguenza sportivi. Per fare un esempio Renault f1 sembrerebbe al momento in corsa con molti investimenti, anche se in realtà non risulta abbia un contratto con la F1 oltre il 2020. Sicuramente è intenzionata a restare ma non a tutti i costi. Il team francese ha sofferto perdite più alte di attese , dovute alle mancanze di risultati in pista.

Renault, malgrado sia il terzo costruttore ufficiale in F1, fatica a rimanere davanti a McLaren (alla quale peraltro vende i propulsori), esattamente come succedeva gli anni passati con Red Bull. Nel precedente patto, Bernie Ecclestone, offrì un accordo vantaggioso per il rientro dei francesi in F1, in una fase, quella del 2015, in cui era in trattativa tramite Goldman Sachs per il takeover con Liberty Media

Tornando alla grande torta della F1, ciò che va discusso è la budget cap. Il 48% dei ricavi al momento è destinato a Mercedes Ferrari e Red Bull. È chiaro che questo sistema non va incontro alle scuderie minori, ne a team come Renault, che dovrà decidere come restare e se restare. 

Proprio in questi giorni il team transalpino ha testato i famosi pneumatici con cerchi da 18”, raccogliendo dati importanti che poi dovrà condividere. Probabilmente non si tratta di un gran vantaggio, visto che le gomme definitive saranno testare solamente il prossimo anno, quando tutti metteranno a disposizione un muretto per Pirelli. Un segnale contraddittorio. Lo sta facendo per rispondere ad un progetto vincente a lungo termine, o per piazzarsi al meglio in caso di uscita ed essere molto appetibile? Sono solo ipotesi ma il gioco si farà duro. Regole-risultati sportivi-soldi sono le tre chiavi necessarie ad aprire la stessa porta. 

Tenete presente che le entrate della F1 attualmente sono ben sotto le attese. Questo perché gli spettatori, nonostante un trend che registra un aumento agli autodromi, dal 2008 sono scesi globalmente del 30%. E considerate anche che, viste le scadenze con le 5 più importanti Pay Tv nel 2020 (tra cui Sky Italia e Globo Brasile), la situazione si farà molto calda. Il lancio di F1TV sembra non essere in grado di compensare la diminuzione delle entrate, rendendo nervosi gli azionisti. Per la partita che si gioca c’è solo un tema, rendere la F1 più attraente possibile, non perdere i costruttori storici. 

In questo senso Ferrari sa di essere estremamente forte. È chiaro che a Maranello nessuno paventerebbe un campionato alternativo. Minaccia ‘Montezemoliana’ di altri tempi. Ma è normale che il suo peso specifico nei momenti di transizione diventa enorme, potendo giocare molto bene le sue carte in fatto di regole tecniche. Mattia Binotto dovrà farlo, anche perché è stato uno dei motivi importanti per cui gli hanno affidato il ruolo di Team Principal. Non a caso si è espresso contro la standardizzazione. Sul fronte economico invece saranno direttamente i vertici a trattare. 

Dunque la F1, non sappiamo ancora come, cambierà volto, mutando probabilmente anche il modo di vendersi. Ecco perché è assolutamente cruciale per Liberty Media negoziare accordi, che possano permettere allo show di far risalire la curva degli utenti. Le nuove regole saranno figlie di una battaglia serrata tra le differenti forze in campo. Unico obiettivo attirare nuovi sponsor per fare più Gran Premi possibili, per poi vendere meglio i diritti.

Perché la F1 è costretta a cambiare?

C’è un gap da recuperare, al tempo stesso ci sono team ‘strutturali’ per la F1 da accontentare. In poche parole, quel che sembrerebbe essere certo, è che nei prossimi anni non ci si potrà davvero permettere il classico ciclo vincente e noioso…

Dati concessi da Forbes. Si ringrazia Christian Sylt – @FormulaMoney

Foto: FIA

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