Meravigliosa Monza

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I segreti di Charles Leclerc…
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari

Ci sono emozioni che devi contenere, far freddare, prima di poterle anche solo commentare. E poi ci sono quelle che devi liberare quando invece sono ancora bollenti. Questo è il caso di Monza. Meravigliosa Monza alla quale abbiamo assistito ieri. Una gara decisamente da spiriti bollenti, sia che il tifo fosse dalla parte di Lewis Hamilton e della Mercedes sia che fosse dalla parte di Charles Leclerc e della Ferrari

Una gara intera passata con il monegasco e il re nero divisi da meno di un secondo. Una freccia rossa che in rettifilo è stata assolutamente imprendibile, neppure col drs, tanto da far aprire Lewis in radio con una richiesta netta: “give me more power, man”. Una bandiera nera e bianca, un warning dai commissari ed uno via radio dal box a fare da sfondo ad un duello rusticano, meraviglioso, divino. Una sfida consumata tra il presente ed il futuro della Formula Uno

Charles Leclerc – Ferrari SF90

Charles sapeva che vincere anche a Monza avrebbe significato molto per lui, soprattutto a livello di posizionamento all’interno del team nei confronti del compagno (o nemico?) Sebastian. Inoltre il monegasco era coscio che trionfare in Italia avrebbe donato agli uomini del Cavallino una fiducia extra, una positività in più in una stagione difficilissima, in cui si è raccolto certamente meno di quanto questa SF90 avrebbe permesso. E così è stato. Charles ha vinto…e lo ha fatto tenendo testa ad Hamilton come forse solo Verstappen avrebbe potuto. 

Leclerc ha messo in campo ogni risorsa possibile, ha spremuto ogni cavallo, ogni bullone e ogni fibra di carbonio dalla sua rossa, andando anche oltre i limiti della pista, in alcune occasioni. Ha giocato d’astuzia il 21enne quando arrivato lungo alla prima variante ha preso la via dei “salsicciotti” neri e gialli piuttosto che fare lo slalom tra le frecce di polistirolo (come avrebbe invece fatto Hamilton qualche giro più avanti perdendo di fatto la posizione su Bottas). Per una volta tanto siamo a commentare una Ferrari che al muretto lavora perfettamente, in contrapposizione ad una Mercedes che invece sbaglia, montando le gomme meno performanti sia su entrambe le frecce d’argento.

Lewis Hamilton – Mercedes W10 – Charles Leclerc – Ferrari SF90

Una gara bella e sincera, che ha visto vincere il pilota che meglio ha saputo lavorare nel corso di tutto il week-end. Una pole position, quella di sabato, ottenuta non senza qualche polemica, una partenza ieri perfetta ed una gestione gara magistrale. Bellissimo vedere Mattia Binotto abbracciare ogni ragazzo del box dopo il podio ed esclamare, a chi lo stava intervistando: “stiamo lavorando per realizzare qualcosa di unico nei prossimi anni”. Insomma, in questo fine settimana non ce ne è stato per nessuno. Era giusto che andasse così. E così è andata.

Mi sono sinceramente emozionato al canto dell’inno di Mameli prima dello start, con un coro femminile meraviglioso incorniciato dal sublime passaggio delle frecce tricolori. Uno spettacolo unico al mondo quello che Monza sa offrire. Al suo livello possiamo mettere solo la 500 miglia di Indianapolis e la 24 ore di Le Mans. Come se questa gara fosse un evento a sé, staccato da un campionato che comunque di circuiti e climi fantastici ne offre molti: Monaco, Spa, Suzuka, solo per citarne alcuni. Ma gli italiani, con i loro mille difetti, forse sanno aggiungere un tocco di cuore come nessun altro al mondo sa fare. 

E allora diventa tutta una emozione, una gioia, un coro dall’inizio alla fine. Poi se vince una rossa, per noi tanto meglio. Oggi, a 9 anni di distanza dalla vittoria di Alonso, giunge quella di Charles Leclerc, il predestinato. Monza è meravigliosa, ed è un bene di questo sport che il rinnovo sia arrivato e per ben 5 anni (anche se per simili ambienti il rinnovo andrebbe fatto “fino alla fine del mondo”). Meravigliosa Monza, davvero non ci sono parole migliori per descrivere questo ambiente, il suo clima e la sua tifoseria.

Charles Leclerc – podio Monza 2019

Tutto meraviglioso, quindi. Ma Insomma, mica tanto. Piove e tuona dalle parti del box n. 5.
Proprio non ci voleva, in una giornata come questa, una prestazione tanto brutta da parte di Vettel. Come purtroppo spesso gli capita, un errore relativamente banale, un testacoda, si tramuta per lui in qualcosa di devastante. Perché lo sbaglio già da solo gli sarebbe valso perdere una quindicina di secondi e qualche posizione. Ma tutto sommato sarebbe ripartito, con le gomme forse neanche da sostituire, e avrebbe potuto costruire una rimonta. Invece no, Sebastian va in testacoda in un punto dove la ripartenza è cieca. Tenta la fortuna rientrando in pista pregando che non sopraggiunga nessuno. Ma così non si fa neanche ai videogiochi. 

Il rischio di farti male e far male a qualche collega o addirittura al pubblico è troppo alto. E puntualmente il povero Vettel subisce la sorte peggiore, centrando Stroll, distruggendo l’ala anteriore e prendendo una più che lecita penalità di 10 secondi Stop & Go. Gara finita per lui, che porterà la macchina al traguardo sperando solo in una Safety Car che possa ricompattare il “gruppone” e dargli qualche chance di finire nei primi dieci. Povero Vettel, dicevo. Di certo non di portafoglio, visto che è il secondo pilota più pagato in F1 dopo Lewis (per ora). Ma sicuramente per condizione mentale. 

Dispiace vederlo così, succube di un compagno che catalizza ormai tutte le attenzioni del pubblico (e chissà, forse anche del team). Vietato dimenticare le meravigliose emozioni che Sebastian ha regalato ai tifosi del Cavallino dal 2015. I tifosi di rosso vestiti, ahimè, hanno in troppi il brutto vizio di dimenticare in fretta. Ma non voglio fare nessuna polemica, per carità. Voglio piuttosto ricordare che il quattro volte campione del mondo, venuto in Ferrari per realizzare il sogno di riportare al Cavallino il titolo, ci ha messo la faccia, l’anima e il cuore in questo progetto. Ha ottenuto delle vittorie meravigliose ed ha sicuramente aiutato a ritirare su una squadra che dopo il 2014 era ai limiti inferiori della prestazione agonistica. 

Sebastian Vettel – Ferrari Sf90 – Lance Stroll – Racing Point RP19

Gli è stata offerta una macchina in grado di vincere il mondiale nel 2018. Sebastian non ce l’ha fatta, collezionando errori importanti, tutti a favore dell’avversario Lewis. Vietato puntare il dito: se non riesci, si ringrazia, si saluta e si volta pagina. Non siamo in tribunale, nel quale si deve per forza trovare un colpevole. Rimango convinto, come già scrivevo qualche mese fa, che l’era di Vettel in Ferrari sia conclusa. Ma non perché ora si punti tutto sul giovane Charles. Quanto piuttosto perché Sebastian ha perso quella tranquillità e quella passione per la Formula Uno che sono stati i suoi ingredienti principali delle vittorie più belle. Credo per lui che un altro anno in questa categoria sarebbe addirittura deleterio, nel continuo tentativo di emersione da una situazione negativa che non sembra più alla sua portata. 

Ma questo, naturalmente, è solo il mio pensiero. Chi vivrà, vedrà. E intanto che viviamo, godiamoci questa meravigliosa, entusiasmante, fantastica giornata di Motorsport. E questa meravigliosa Monza.

Da incorniciare nella cornice migliore!

Grazie Monza, grazie Lewis, grazie Charles e grazie F1!

Autore: Federico Vicalvi

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