Lo strano primo settembre della vittoria rossa in Belgio.

0

Lo strano primo settembre della vittoria rossa in Belgio.

E’ uno strano primo settembre quello in cui una Rossa torna, finalmente, alla vittoria. Non è una vittoria di cui si può pienamente godere e gioire. C’è il lutto dei giorni prima (la morte di Hubert) a mettere sopra tutto il Circus un velo di tristezza. C’è la consapevolezza di una vittoria ottenuta per le qualifiche, il gioco di squadra e la particolare tipologia del circuito. Sulle prestazioni in gara le Mercedes avrebbero vinto. Come al solito.

C’è la consapevolezza di una vittoria che è giusto un contentino, meritato certamente e su un palcoscenico unico, ma che non cambia di una virgola il dominio plumbeo delle frecce grigie. Il Mondiale è ormai dal 2014 roba di quelli là. Dominio meritato.

La Ferrari è solo una comparsa, non si sa quanto (è un mio tarlo questo pensiero), non compiacente.

Il primo progetto targato totalmente Binotto (come gestore di squadra) si è rivelato un flop. Progetto forse troppo ambizioso. O forse la Ferrari non ha ancora i mezzi (intesi nel globale) per dare davvero filo da torcere agli anglo-tedeschi. Chi lo sa. Vedremo nel futuro.

Un pensiero su Hubert e la morte nell’automobilismo. Negli anni Settanta la morte aleggiava su ogni singola gara. Poi, via via che gli standard di sicurezza sono stati elevati, è diventato sempre più difficile vedere incidenti mortali (per fortuna). Ma non giriamoci attorno: gli sport motoristici sono pericolosi. O li aboliamo o mettiamo in conto che purtroppo ogni tanto qualche atleta morirà mentre sta facendo ciò che più ama.

Anthoine Hubert

Leclerc. Voto: 9 1/2. Un po’ se stesso, un poco Lauda (molti lo paragonano al compianto pilota austriaco). Non ha sbagliato un colpo. E’ arrivata la prima, meritata vittoria. Almeno in questo caso possiamo parlare di giustizia poetica. Luca dal Monte (l’autore di “Ferrari Rex”, biografia definitiva su Enzo Ferrari) dice che Charles è un predestinato. E quindi non può essere diversamente.

Vettel. Voto: 10 e lode. Sapeva di non poter aspirare alla vittoria. Con il ritmo in gara espresso dalle frecce d’argento o si giocava di squadra o si regalava l’ennesimo acuto agli anglo-tedeschi. Vettel ha fatto il suo, e si è “sacrificato” come un Bottas qualsiasi. Con la differenza che lui non è un “Bottas”. Per questo il suo supporto alla causa rifulge maggiormente.

Scuderia Ferrari. Voto: 10. E’ stata una prova corale, finalmente, di velocità di pensiero e azione, come raramente si è visto negli ultimi due anni e mezzo. O si faceva così o, facendo lottare i due galli, si faceva rivincere il re nero. Tertium non datur.

Hamilton. Voto: mastino. Come sempre. 

Bottas. Voto: modalità fedele scudiero (complice il rinnovo del contratto fresco fresco?). Senza infamia e senza lode.

Mercedes. Voto: 8. Complice il fatto di avere lunghissimi rettilinei, la W10 non ha potuto mostrare, soprattutto in qualifica, le sue doti cannibalesche. Ma anche a livello strategico il team non è parso del tutto impeccabile. Forse ha anche pesato la paura per l’affidabilità delle nuove PU. Uno dei capolavori di Todt e della sua “formula risparmio”.

Mad Max. Voto: è tornato il “casinaro”? Ma no, dai. Sapete che io non sono un super estimatore del Vesrtappen (per quanto gli riconosca i crismi del campione), ma statisticamente l’errore di Max rientra perfettamente negli errori che tutti i piloti, anche i grandissimi, possono compiere. E poi c’è il problema conclamato della difficoltà di partire nel modo migliore con il motore Honda.

Albon. Voto: Però!

Villenueve e i simulatori. Voto: 10. Ha totalmente ragione il nostro. I piloti si disabituano al rischio passando molte più ore al simulatore (o ragno, o come diamine si dice) che correndo davvero. Ma questo è l’andazzo deciso da Todt. E avallato dai team.

P.S.: messaggio personale. Speriamo che Biagio da lassù dia una mano alla Ferrari nei prossimi gran premi per gioire “veramente”, dopo questo strano settembre. Magari ci mette una buona parola per avere, alla fine della fiera targata 2019, più di un gran premio in carniere. In pochi capiranno questa frase. Va bene così.

Autore: Mariano Froldi@MarianoFroldi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui