Le paure celate di Toto Wolff

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Toto Wolff, team principal Mercedes AMG

Le paure celate di Toto Wolff

Da una più che tangibile possibilità di doppietta al “solo” terzo posto di Leclerc. Ecco la fotografia del fine settimana russo della Ferrari. Sochi, per per il sesto anno consecutivo, è testimone dello strapotere Mercedes. Eppure, stavolta le premesse per far abdicare sua maestà c’erano tutte, sfuggite poi di mano in un lampo. Il problema alla parte ibrida, patito durante l’outlap dalla SF90 di Sebastian Vettel, innesca l’effetto domino.

Improvvisamente, la domenica del Gran Premio di Sochi passa dalle tinte accese rosso Ferrari a quelle grigie Mercedes. Se poi, tra le varie considerazioni da fare, mettiamo nel carniere la strategia degli italiani beh…il quadretto si completa. La Safety Car, provocata proprio dalla vettura numero 5 di Sebastian, regala un pit stop “agevolato” alle frecce d’argento. 

Leclerc, unico superstite di Maranello, si ritrova quindi a sandwich tra le due W10. Il monegasco, per sua decisione personale, preferisce dotare la sua monoposto delle stesse coperture dell’avversario. Il ragionamento ci sta, non fa una grinza. Magari però, pensandolo il giro prima, Charles poteva godere dell’extra grip delle Soft nuove, senza perdere la posizione su Bottas.

Le paure celate di Toto Wolff
Charles Leclerc dietro Valtteri Bottas dopo la Safety Car

E Toto? Da pessimista assoluto nella giornata di sabato, si trasforma nel primo sostenitore della casa di Stoccarda. Il team principal, perorando la causa Mercedes, si mostra raggiante. La tristezza sul propio volto lascia spazio al fragore delle sue emozioni. Nessuno se lo aspettava, ma l’ennesima doppietta è servita…

Non so se possiamo chiamarla fortuna. Tempo fa qualcuno sosteneva che è meglio essere fortunati che impegnarsi molto”, commenta Toto riferendosi ad una delle celebri frasi di Enzo Ferrari. “Nel mondo del Motorsport la fortuna a volte aiuta, mentre in altre circostanze va contro. Ci prendiamo questa vittoria anche per la nostra strategia. Il piano era andare lunghi sperando in una Safety che poi è arrivata. Il mio pessimismo era alimentato dalla grandissima velocità della Ferrari in qualifica. Abbiamo guadagnato una vittoria che loro hanno perso” commenta il boss di Brackey.

I meriti della Mercedes sono sotto gli occhi di tutti. L’evidente harakiri Ferrari pure. Le strategie, fondamentali in Formula Uno, fanno parte della categoria, e come tali vanno tenute in gran considerazione. A mio modo di pensare però, leggendo tra le righe delle parole di Wolff, si nota il preciso atteggiamento pensato dal team di Brackley per la gara di Sochi.

Sperare in un evento esterno capace di ribaltare il risultato, significa ammettere di non aver le forze per poter farlo da soli. Questo punto, fondamentale per il prossimo futuro, è riassunto dalla chiosa finale del manager austriaco. Toto, con fare piuttosto preoccupato, esprime lo stato d’animo dei “grigi” sulle prestazioni delle ultime gare.

“Dobbiamo cercare di fare qualcosa per capire dove stiamo sbagliando. Al momento è decisamente la cosa più importante”.

Le paure celate di Toto Wolff
Toto Wolff, team principal Mercedes

Il 2020 non è poi cosi lontano, con un regolamento che non si discosterà dall’attuale. In questa fase dell’anno stagione, si studiano le soluzioni per la nuova vettura, spesso testate sulla monoposto attuale. Terminare la stagione con una superiorità tecnica può significare presentarsi alla prossima con un vantaggio prestazionale. L’attuale “appannamento” dei tecnici di Brackley,vistisi superati in prestazione pura dalla SF90, preoccupa Toto. Ecco perché, malgrado l’ennesimo campionato vinto, le paure celate di Toto Wolff emergono…

Autore e foto: Alessandro Arcari@berrageizf1

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