GP Belgio 2019: Analisi Onboard Ferrari

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Il modo migliore per tornare dalla pausa estiva, è quello di vivere un GP in cui la Scuderia per cui si tifa, porta a casa una vittoria. Che poi questa sia la prima – se si eccettua quella del Canada per la quale a Maranello, continua a sventolare una bandiera – ne rende il sapore dolceamaro. Dolce perché è arrivata, dolce perché è arrivata da un talento cristallino che ha solo iniziato a vincere. Amara perché è arrivata tardi, in un mondiale in cui anche su una pista amica alla SF90, le cose non sono andate come previsto. Amara perché amaro è stato l’intero weekend di gara per una tragedia su cui tornerò dopo aver analizzato gli aspetti di gara. Come di consueto, quindi, benvenuti nel Last car is on the Grid del GP del Belgio dove leggeremo la gara dall’onboard delle due Ferrari.

La vittoria di Charles Leclerc

Aspettavo di titolare un paragrafo così da tanto, troppo tempo. Una gara quella di Charles in cui ha fatto tutto bene se si eccettuano due piccolissime sbavature, probabilmente figlie come ormai palese da tempo, di una vettura che sembra essere assettata per funzionare al meglio solo per pochi giri e con determinate mescole e condizioni di temperatura.

La gara di Leclerc è iniziata già al venerdì. Il monegasco, infatti, è apparso immediatamente a suo agio sulla SF90 e nonostante gli stint di gara abbiano ribadito fin dal principio problematiche ormai croniche della vettura, il suo ritmo è sembrato fin da subito migliore di quello del compagno di squadra sia sul giro secco che sul passo gara. Il capolavoro assoluto, tuttavia, giunge nel Q3. Un giro che resterà nella memoria dei ferraristi: Charles è riuscito infatti ad andare in overdrive senza perdere tempo, ma anzi guadagnandone al contrario del compagno di squadra che soprattutto nel settore centrale ha pasticciato con una vettura che non sentiva, che scodava, che non gli dava quelle sensazioni che permettono al tedesco di compiere quei “Sebastian Vettel Laps” di cui si sente sempre più la mancanza. Al contrario Leclerc è riuscito a limitare i danni nel settore centrale con delle linee che sembravano essere impossibili per la SF90 ed ha scatenato i cavalli della PU Ferrari con un assetto particolarmente scarico che ne ha ancor di più amplificato le doti nel primo e nel terzo settore. Un giro che ha fermato il cronometro a 1:42.519. Un giro che ha distaccato il compagno di squadra 748 millesimi. 7 decimi e mezzo quindi; un’eternità in questo sport. Un’eternità che ad alcuni farà comodo leggere come la dimostrazione che Sebastian Vettel sia quasi alla fase di guardarsi in giro per trovare un team di Formula 2 che lo ospiti, mentre ad altri a sottolineare come tecnicamente è ormai evidente come Seb abbia difficoltà a guidare una monoposto poco precisa al posteriore a causa di una SF90 ancora troppo sovrasterzante soprattutto in circuiti come quello belga (Front Limited) dove è opportuno privilegiare un assetto che “protegga” il treno anteriore. Personalmente penso che sottolineare le carenze tecniche della SF90 non sia un errore. È vero che alcuni lo leggono come il tentativo di spiegare la scarsa performance di Vettel ma allo stesso tempo tutto ciò non va ad inficiare le capacità ed il talento di Leclerc che, anzi, sta facendo la differenza rispetto al compagno su alcune piste, proprio grazie ad una vettura più congeniale a lui ma comunque sempre dannatamente difficile da tenere in pista in alcune fasi.

Passiamo quindi alla cronaca della gara di Leclerc: una gara facile nella strategia, una gara riuscita nell’intento della vittoria grazie ad un gioco di squadra con il compagno usato come scudiero (a causa di un ritmo non a livello per invertire le parti) in questo appuntamento. Una gara, come dicevo, costruita già al venerdì, ribadita con forza al sabato e decisa dopo La Source del primo giro e dopo la ripartenza al quinto giro.

Onboard Ferrari GP Belgio

Charles, scatta infatti benissimo andando a confermare un trend in miglioramento dopo il GP del Canada. Il pilota, infatti, ormai da allora, compie diverse prove durante la partenza. Non è ormai raro vedere alla domenica prima di posizionarsi in griglia fare delle prove più sofisticate e con una procedura definita “green mode” che potrebbe essere il nome interno con cui si illustra una sorta di esercitazione che vi avevo anticipato in questa analisi

Dopo lo scatto Leclerc giunge in curva 1 in prima posizione e nonostante un sovrasterzo di potenza a centro curva (il medesimo che avrà Seb che però in quel momento si troverà pericolosamente Hamilton accanto) riuscirà a correggere e a scatenare tutti i cavalli fino a curva 5. Lì, come lui chiede prima della partenza, l’ingegnere di pista gli ricorda di spegnere il K2 utilizzato come di consueto in buona parte del primo giro ma che in un circuito come SPA è pericoloso tenere acceso oltre il primo settore (si consumerebbe praticamente tutta l’energia elettrica andando così a sbilanciare diversi giri di gara, prima di ripristinare un livello di energia di base utile a scaricare la giusta dose di elettrico nei rettilinei e recuperarlo nei tratti guidati). 

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Giunti nel secondo settore arriva la comunicazione del regime di Safety Car a causa dell’incidente di Verstappen. Xavier Marcos comunica a Charles il motivo della SC: “Verstappen crashed at Eau Rouge, but everything is fine; he jumped out of the car”. In passato raramente è capitato uno scambio simile tra Xavier e Charles ma questo weekend è stato tutto meno che normale nella tragicità di eventi che hanno forse cambiato ancora una volta, dopo il saluto a Jules Bianchi, la percezione di alcuni piloti verso i loro rivali. La risposta di Charles, infatti giunge dopo qualche secondo: “Good”. Il pilota, tuttavia, si riapre in radio per aggiungere: “I mean, good that he jumped out of the car” come a voler spazzare il dubbio del fatto che avesse risposto positivamente al fatto che Verstappen avesse avuto l’incidente. Un momento di tenerezza riscontrabile anche dal tono con cui Marcos gli risponde: “Copy, understood”. Nei tre giri dietro di SC, Marcos comunica a Leclerc di concentrarsi sulla temperatura dei freni e di tutte e quattro le sue gomme (anche qui, una crescita nel rapporto tra pilota e ingegnere. Ricordate come vi sottolineai in Germania che Leclerc dopo una delle ripartenze sotto regime di SC, si era concentrato solo sulle gomme anteriori al contrario del compagno di squadra?)

Si torna così alla gara dopo una breve parentesi di confusione a causa della SC che sarebbe dovuta rientrare sul finire del giro 3 ma che invece è stata necessaria per un altro giro a causa del ritiro di Carlos Sainz. Alla ripartenza nuovamente con K2 come di consueto, Leclerc ha gestito al meglio l’approccio di curva 18-19 ma soprattutto di curva 1. Lì il compagno di squadra commetterà un errore in frenata che quindi renderà ancora più facile la vita a Charles che si recherà fino a curva 5 con il K2 acceso senza però doversi difendere dal compagno di squadra.

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Da allora il monegasco compie ottimi giri accrescendo il distacco da Sebastian. Nel corso del giro 9 giunge lungo in curva 5 (a causa di un lieve bloccaggio del posteriore) tagliando la 6. L’incidente verrà notato della FIA che però deciderà – a mio parere correttamente – di non prendere alcuna decisione a riguardo. In questi giri il monegasco è anche parecchio impegnato con modifiche continue al differenziale, segnale di crescita rispetto all’Ungheria dove rispetto anche ai suggerimenti di Marcos, Charles non riusciva comunque a gestire i toggle utili alle modifiche, con la stessa frequenza con cui lo faceva Sebastian. 

Nel giro 10, Xavier Marcos chiede a Charles quanto vuole che venga modificata l’incidenza dell’ala anteriore durante la sosta. Charles risponde che vuole un click di ala in meno (che da informazioni nell’ultimo periodo, dovrebbe corrispondere a -0.25 gradi). Nel giro successivo dicono a Charles che sono ancora sul piano A e di fornire lo stato di usura gomma. Leclerc gira il maneggino solo di un click indicando quindi un’ottima usura fino a quel momento. 

La gara del monegasco prosegue indisturbata: fa segnare un giro veloce alla quattordicesima tornata e viene informato nel giro 16 che il momento di spingere perché Seb è ai box. Gli comunicano inoltre che è prevista al termine proprio del 16 la sua sosta. Dopo qualche tornata, tuttavia, dal muretto fanno sapere a Charles che resteranno ancora in pista fuori dato che il distacco da Hamilton è di oltre quattro secondi. È utile sottolineare che il concentrarsi su Hamilton piuttosto che su Vettel sia il primo di molti altri segnali, che le posizioni in pista erano state già definite nella primissima fase di gara, grazie al migliore passo del monegasco rispetto al tedesco a alla track position di Leclerc sia in partenza che alla ripartenza. Un mondiale in cui a Ferrari serviva soltanto vincere e non incartarsi su chi doveva farlo col rischio (parecchio concreto date le successive fasi di gara) che tra i due litiganti avrebbe goduto Hamilton alla fine. Nel giro 17, segnalano il buon gap con Hamilton (circa 4 secondi) che deve rimanere tale (“We need to control this gap”) ed autorizzano una miscela più performante (MIX 3). Leclerc continua a mantenere quel ritmo e viene chiamato ai box al giro 21. Sul “rettilineo” che porta alla bus stop gli viene indicato che all’uscita sarebbe stato dietro a Sebastian ma di non preoccuparsi perché tutto sarebbe andato bene alla fine della gara. Per chiarezza vi riporto il messaggio dell’ingegnere: “You will be out behind Sebastian. Everything will be fine for the end of the race. Box, now, box”.

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Durante la sosta Charles passa dalle gomme Soft (C3) a quelle Medie (C2). Ritorna in pista e Marcos gli comunica il distacco con Vettel aggiungendo: “You’re on the fastest strategy” segno questo, che era chiaro che esistesse una strategia più veloce ed una più lenta. Quella più veloce la aveva Leclerc – a mio parere – per i motivi espressi poco su. Leclerc si trova quindi in quarta posizione (secondo virtualmente) con le due Mercedes davanti con ancora la necessità di fare i pit stop. Pit stop che arriveranno nei due giri successivi. 

A quel punto, ormai secondo, dal box gli indicano di tornare ad una miscela più convenzionale, altro segno (se servisse) che superare Vettel sarebbe stata una manovra tranquillamente organizzata. Colpisce anche che a tutte queste comunicazioni, Charles non dia mai risposta: io ci leggo la consapevolezza che a prescindere che la strategia fosse a suo sfavore o a suo vantaggio, questo GP si corresse per portare la prima vittoria alla Scuderia.

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Giungiamo così al giro 26: a Leclerc viene indicato di passare alla mappatura SOC conservativa 7 per ricaricare l’ibrido: contestualmente gli viene comunicato che Sebastian lo lascerà passare in quel giro. Leclerc tenta così di avvicinarsi il più possibile nel settore 1 senza riuscire. Come scopriremo nel dettaglio nell’analisi di Seb, sarà lui a spingere il più possibile nel secondo settore per non rallentare Charles con “scia negativa” nel guidato, così da farsi riprendere nel terzo settore offrendo una scia (I give him a tow) che lo aiutasse ad avvicinarsi senza che nessuno dei due perdesse molto. Sul rettilineo del traguardo, così Seb alzando completamente il piede in uscita dalla 19 (ho quantificato circa 3 secondi), lascia passare Charles che torna così in prima posizione.

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Nel giro 29, aggiornano Charles sulla lotta dietro tra Seb e Lewis; Marcos tornerà ad aggiornarlo nel giro 32 comunicandogli che ora dietro di lui c’è proprio Lewis che ha superato Sebastian e che il distacco tra il monegasco e l’inglese è di 6.4 secondi. Il distacco si mantiene pressoché stabile fino al giro 39. Dal giro 40, invece, il distacco inizia a scendere sotto ai 4 secondi. Leclerc (mi pare non inquadrato dalla regia internazionale e non riproposto da replay) commette un errore in curva 1 (il secondo dei due errori di cui parlavo in apertura). Un bloccaggio dell’anteriore destra non molto dissimile a quello avuto da Sebastian Vettel alla ripartenza dopo la SC. Nel giro 41, viene autorizzata così una mappatura Spark più aggressiva dato che il gap si riduceva ed era ormai prossimo ai 3 secondi.

Hamilton continua a guadagnare ma non a sufficienza per superare Charles. All’ultimo giro, inoltre, a Charles viene autorizzata la mappatura SOC 1 per scaricare completamente tutta l’energia elettrica senza andare quindi a rigenerare ed allocare energia nelle batterie. Ciò permetterà alla vettura di raggiungere la fine del Kemmel Straight, senza DRS ed in modalità Race (quindi non Push da qualifica) a 333km/h.

Giungerà così sul traguardo vittorioso. La prima vittoria di un Gran Premio di Formula 1, la prima vittoria in Ferrari, il pilota più giovane a vincere nella storia della Scuderia.

Qui il suo team radio dolceamaro.

La gara di Sebastian Vettel

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Una gara più difficile quella di Sebastian Vettel. Più difficile per il suo ritmo sulla pista belga con una SF90 contro la quale ha remato in diverse situazioni di gara. Vettel è partito in seconda posizione alle spalle del compagno di squadra e al via il suo scatto è stato buono fino all’arrivo in curva 1. Lì è stato affiancato da un ottimo Hamilton che prende l’interno non lasciando spazio al tedesco che in quel momento ha anche uno snap a centro curva (sovrasterzo di potenza derivato dal tanto angolo di sterzo necessario alla sottosterzante SF90 per chiudere bene curva 1). Lo snap è molto simile a quello che qualche metro più avanti stava avendo anche Charles Leclerc, ma quello di Vettel è aggravato proprio dal fatto che Lewis lo costringe a prendere la via di fuga.

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Sebastian perde così completamente la corda della curva e si sposta all’esterno della pista per rimettere le gomme dritte e poter ritornare a dare gas. In questa fase è particolarmente fortunato / abile nel non perdere la macchina soprattutto a causa dei salsicciotti posti al confine della pista che attraversa in maniera pesante e scomposta quando lascia la pista, e di nuovo in malo modo nel ritornare in pista davanti a Bottas.

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Perde così la posizione su Hamilton. Riesce tuttavia a mettersi immediatamente dietro all’inglese nella discesa che porta a Eau Rouge. In quella fase (dove la pista raggiunge la maggiore depressione prima della salita) Seb è davvero veloce ed è costretto ad alzare il piede. Ciò è evidente anche dalla camera car di Bottas che “inquadra” la macchina di Seb con i LED del recupero di energia accesi. La SF90 di Vettel, quindi, percorre Eau Rouge e Radillon, prende per qualche metro la scia sul Kemmel Straight e si affianca ad Hamilton superandolo agevolmente (considerando il carico di benzina, la mappatura di partenza di entrambe le vetture, e il fatto che stava comunque lottando contro una Mercedes). 

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Arriva la comunicazione di SC anche per lui. Dopo qualche curva considerando che Adami non aveva aggiunto altro, Seb si apre in radio chiedendo: “Is everybody ok?”. Adami risponde di sì, che Verstappen è andato contro le barriere ma è tutto ok ed è già sceso sulle sue gambe dalla vettura. 

Continua così una comunicazione continua sulla necessità di mettere in temperatura di esercizio gomme e freni. Arriva poi anche per Seb il momento di confusione nel quale non si capisce bene se la safety car sia terminata o meno. Adami gli conferma che la SC starà fuori ancora, ma Seb non è particolarmente convinto della cosa sia perché Leclerc davanti accelera, sia perché i pannelli LED della pista non riportano alcun aggiornamento. Adami lo rassicura dicendo che la comunicazione è avvenuta negli istanti immediatamente antecedenti al loro team radio. 

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Si arriva così alla ripartenza. Seb ha una buona uscita dalla bus stop ma commette un errore in curva 1 andando pesantemente al bloccaggio (ripetuto per tentare l’”ABS manuale”) dell’anteriore destra.

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Nuovamente, quindi, Charles prenderà una buona distanza dal tedesco che rimarrà in seconda posizione (nonostante l’errore, infatti, Hamilton non riuscirà a sferrare alcun attacco).

Seb prosegue quindi la sua gara su un passo gara sufficiente per stare davanti alle Mercedes ma non buono come quello del compagno di squadra. Adami durante il giro 9 gli riferisce dell’errore di Charles in curva 5, chiedendogli di fare attenzione in quel punto. Nel giro 12, inoltre, gli chiede di prestare attenzione alla sequenza di curve 5, 6 e 7 per migliorare in quella sezione, suggerendo anche una modifica al DIF MID.

Arriviamo così al giro 15: a Sebastian viene chiesto un aggiornamento sull’incidenza dell’ala anteriore e viene richiamato ai box. Seb dapprima comunica di volere -3 click di ala ma ormai prossimo alla bus stop opta per -4 click.

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Il tedesco si ferma così per montare un nuovo set di medie nel corso del 16 e torna quinto in pista.

Nel corso del giro successivo arriva alle spalle di Norris e sul rettilineo del Kemmel Straight con l’ausilio di DRS, K1 Plus e batterie cariche svernicia a 348km/h il pilota della McLaren senza problemi.

Al termine del sorpasso il tedesco passa dalla modalità SOC 6 utilizzata in gara, alla 7 per tornare a caricare la parte elettrica. Adami si apre in radio per comunicare che sono già davanti ad Hamilton nel caso faccia il pit stop e che è loro opinione, che tutti quanti andranno lunghi con il primo stint. È evidente quindi (come poi confermato nel dopo gara) che dal muretto della Ferrari fossero consapevoli che fermare Vettel per fare l’undercut era l’unico modo per evitare che lo facesse prima una Mercedes. Il muretto ci aveva visto giusto dato che in quella fase ad Hamilton viene detto di fare pit stop se Vettel non si fosse fermato. La mossa di Ferrari in quella fase, quindi, è stato “fare la prima mossa” in una gara in cui sia Ferrari che Mercedes correvano con due punte nelle prime quattro posizioni.

Nel giro 19, Vettel viene invitato a ripassare alla modalità SOC 6 e di iniziare a curarsi delle sue gomme. Si trova infatti davanti a Hamilton virtualmente con sette secondi di vantaggio. Lo informano inoltre che Charles è ancora in pista e non ha effettuato la sosta. Al giro 22, Sebastian viene informato che Charles ha fatto il suo pitstop ed è dietro di lui di 5 secondi. Lo informano inoltre nel giro 23 che anche Hamilton ha fatto la sua sosta e che al giro 24 la farà anche Bottas. Così accade e Vettel si trova quindi in prima posizione. Gli suggeriscono di passare ad una modalità MIX 8 più leggera segnalandogli che mancano 19 giri alla fine della gara e che per il momento le gomme si stanno comportando bene.

Si arriva così al giro 26. Prima di Eau Rouge Adami comunica a Vettel: “Let Charles by this lap because of the undercut”. Gli viene quindi chiesto di far passare Charles (su un’altra strategia) perché Sebastian ha potuto passare il compagno di squadra solo perché ha fatto undercut su di lui: nuovamente chiaro che domenica si sia corso prima di tutto per la Ferrari. Sebastian sul rettilineo del Kemmel, chiede quindi i tempi di Bottas in quel momento. Dal box gli rispondono che Bottas è sui tempi di Hamilton. È interessante qui notare, come Vettel sia già ampiamente consapevole che a breve verrà superato da Hamilton e si interessa infatti a chiedere il passo di Bottas per capire se avrebbe rinunciato sia alla terza che alla quarta posizione. 

Consapevole che probabilmente avrebbe perso entrambe le posizioni, Seb risponde ad Adami nel settore centrale, che avrebbe dato la scia a Charles nel settore finale. Questo è mia opinione sia stato fatto così da far guadagnare a Charles già qualche decimo rispetto ad Hamilton ed inoltre avrebbe dato la possibilità a Sebastian di accodarsi nel primo settore così da stare quanto più vicino possibile. Sebastian esce così da curva 19 dopo aver dato la scia a Leclerc nell’ultimo settore, e alza il piede per lasciare sfilare il compagno di squadra.

Giunto sul Kemmel Straight, Vettel dovrà alzare il piede ben prima del punto di staccata dato che era sensibilmente più veloce del compagno di squadra. 

Prima di questa manovra Adami aveva comunicato a Seb che Hamilton si trovava 7 secondi dietro di lui. Dopo la manovra il primo aggiornamento che Riccardo dà a Vettel è che ora l’inglese si trova a 4 secondi da lui.

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Seb si riapre di nuovo in radio chiedendo se faranno un nuovo pit stop. Adami dice a Seb che in pista dovrà lottare con Hamilton. L’obiettivo quindi è chiaro. Man mano che però Hamilton si avvicinava (con il ritmo col quale lo faceva) Seb si apre preoccupato in radio dicendo: “He’s gonna walk all over us”. Il pensiero di Seb, quindi, si sposta per un momento su Charles a mio parere. La frase detta da Seb può essere tradotta infatti con: “Sta venendo a prenderCI”. Quell’”US” usato da Seb, quindi, a mio parere si riferisce proprio ad entrambe le Ferrari. Stessa cosa notano in diretta i commentatori inglesi David Croft e Martin Brundle. Adami risponde di lottare con Hamilton e che poi andranno fino alla fine. Dubitano dal muretto che il problema sia nelle gomme (nell’usura in sé) e pensano che il tedesco stia remando contro la sua SF90 solo a causa del bilanciamento.

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Giungiamo così ai giri 31 e 32: Hamilton è sempre più vicino a Vettel che tenta di difendersi e rallentare il pilota inglese che aveva nel mirino non solo lui ma anche il monegasco. L’azione di disturbo di Vettel portata avanti dal giro 28, termina proprio al 32 quando Hamilton completa il sorpasso con DRS sul Kemmel Straight. Alcuni hanno paragonato l’atteggiamento di Vettel a quello dell’anno passato di Bottas, da molti criticato. Personalmente penso che le differenze sostanziali siano due (e mi limito alle sostanziali…). La prima è stata chiamare spesso fuori dalla lotta Bottas, quando ancora aveva buone chance di battere il proprio compagno di squadra non per una terza o quarta posizione nel mondiale ma per vincerlo quel mondiale. Quest’anno la Ferrari non è una macchina da mondiale: serviva solo portare a casa almeno una vittoria. Il secondo è la pulizia con cui un’azione di disturbo viene fatta. C’è differenza tra l’ingaggiare una lotta rallentando un pilota mentre si è su una strategia più lenta ma spingendo comunque al massimo, rispetto invece a rallentare un pilota nel settore guidato di una pista dove non è possibile superare (facciamo Sochi, ad esempio?) per poi spingere il pedale del gas con motore in modalità overtake nei rettilinei. Non si tratta di santificare l’azione di un pilota solo perché vestito di rosso o di screditarne una che si è alfredizzato per una stagione. Si tratta di fare paragoni usando il buon senso.

Tornando alla gara, Seb continua a chiedere il passo di Bottas e chiede inoltre ad Adami se pensa sia ancora meglio continuare a proseguire senza fare un ulteriore pit stop. Adami gli risponde che se riuscirà a tenere Bottas dietro di lui, sarà la scelta giusta rimanere fuori. Gli suggerisce inoltre un cambio di differenziale MID. Seb comunica quindi a Riccardo: “Let me see this lap” per valutare come la macchina si comportava.

Arriva tuttavia in curva 15 e la macchina ha uno snap improvviso in percorrenza di una curva veloce dove di solito si era sempre comportata bene (era stato spesso instabile in uscita dalla 14). La virgola che compie è difficilmente visibile da un fermo immagine (si nota appena che è intraversato) dato che la camera onboard è attivata inquadrando il posteriore della vettura, ma guardando il video è particolarmente evidente come il pilota venga colto all’improvviso da un sovrasterzo inaspettato dato il poco angolo di sterzo (le posteriore, insomma, non avevano assolutamente più grip).

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Seb infatti si apre in radio immediatamente dopo aver stabilizzato la vettura indicando la necessità di fare il pit stop subito in maniera insistente. Adami infatti non risponde subito ma lui alla bus stop richiama nuovamente il muretto comunicandogli che si sarebbe fermato. Adami risponde che sono pronti a riceverlo. Ripassa così alle gomme soft nel giro 34 e chiede la situazione del giro veloce. Nel giro 35 lo tenta per la prima volta andando lungo in curva 5 (evita il bloccaggio forte preferendo tirare dritto). Completa così il giro veloce nel giro 36.

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Avvengono poi tre comunicazioni che mi hanno lasciato pensare. Nel giro 40 Adami chiede a Seb: “BS +1 Test”. Gli chiede quindi di fare un giro variando un parametro relativo alla frenata (Brake Shape). Nel giro 41 si riapre dicendo: “Try BS +2”. Nel giro 43 poi: “DIF MID +2 Test”. In pratica gli ultimi giri di Sebastian (ormai lontano dal vertice e col giro veloce in tasca) vengono utilizzati da Ferrari per fare test! Come a tentare di approfittare anche della gara, pur di tentare di capire meglio come una modifica al brake by wire o al differenziale MID possano comportarsi in relazione alla finestra di temperatura, all’usura o alla raccolta dati di altri sensori attivi sulla vettura durante il GP. Una vettura, insomma, davvero ben lontana da essere decifrata.

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Nel giro 43 Seb chiede comunque se sia il caso di riprovare un giro veloce. Cambia quindi modalità di motore per tentarlo nel caso qualcuno potesse sfilarglielo proprio all’ultima tornata con minore carico di benzina, ma giunto al settore 2, l’incidente avuto da Giovinazzi costringe tutti ad alzare il piede; ciò permetterà a Seb di conservare il giro veloce registrato nel giro 36 chiudendo un lungo GP in quarta posizione.

Qui il suo team radio.

#RacingForAnthoine

Fin dai primi paragrafi ho parlato di weekend difficile, di vittoria dolceamara per Charles e vi ho rimandati ad un paragrafo di chiusura. Il paragrafo è questo ma, senza troppa retorica, voglio solo ricordare il giovane pilota che ha perso la vita in gara lo scorso sabato. Voglio farlo con un ciao.

Autore: Alex Brunetti – @deadlinex

13 Commenti

  1. Great analysis, Alex. Your work gives us fans a different perspective on the race and how drivers manage their challenges mechanically, physically, emotionally and mentally. It has truly enhanced my experience of the race weekends.

    Keep up the great work. Your work has not gone unappreciated. Thank you.

  2. Grazie dell’articolo sempre interessante. Ora però, almeno su mobile, il sito fa sempre resfresh da solo ogni tot ed é una pena dover ritrovare il punto dove si viene interrotti….

  3. Come oramai d’abitudine,
    attendo sempre la tua rubrica prima di dare giudizi su qualsiasi gara:
    senza è impossibile avere un quadro abbastanza completo.
    Un GRAZIE davvero sentito.

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