Binotto lancia la sfida in vista di Monza

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Non nasconde la soddisfazione Mattia Binotto nel commentare una vittoria tanto attesa e desiderata. La Ferrari si approcciava al Gran Premio del Belgio coi i galloni, inediti, della grande favorita. Ma a Maranello non sempre sono riusciti a concretizzare il vantaggio che palesavano su piste amiche; vantaggio dovuto ad una monoposto che massimizza l’efficienza aerodinamica a scapito del carico complessivo. In Baharain quella che sembrava una comoda vittoria si è trasformata in un incubo a tinte rosse consumatosi in due momenti: Vettel che si gira nel “corpo a corpo” con Hamilton e Leclerc che vede sfumare il trionfo a causa di una power unit traditrice, quando il vantaggio sul campione del mondo in carica era ampio e rassicurante. Altre occasioni, oltre a quella succitata, sono state sprecate in questo 2019. Vedasi Canada e Austria. Dunque non era scontato che la Ferrari capitalizzasse comodamente quella supremazia che si ipotizzava potesse avere prima del Belgio e che dovrebbe rifar capolino anche a Monza. Stavolta tutto è andato per il verso giusto e, grazie anche ad un gioco di squadra perfetto, la SF-90 ha potuto cancellare l’onta dello zero nella casella delle vittorie. Di questo ed altro ha parlato il team principal elvetico alla fine di un weekend sportivo nel quale la gioia si è inevitabilmente dissolta nel dolore di un paddock scosso per la tragica scompara di Anthoine Hubert.

Leclerc festeggia la vittoria a Spa nel ricordo di Anthoine Hubert

Sono contento per Leclerc, per la squadra e per i nostri tifosi” ha esordito il numero uno della scuderia Ferrari. “E’ stata una gara lunga e difficile. Abbiamo sofferto al muretto e sono certo che anche i tifosi da casa lo abbiano fatto ma l’importante era potare a casa il risultato“.

Binotto è poi andato immediatamente sul tema caldo della gara, ossia la gestione dei piloti che ha consentito di tenere a freno la perentoria rimonta di Hamilton che, all’ultimo giro, s’era fatto minaccioso negli specchietti di Leclerc: “Sono felice di come sia stata gestita la strategia tra i due piloti. Seb ha avuto il merito di aver giocato di squadra. Abbiamo dovuto fermarlo presto, altrimenti gli avversari avrebbero fatto un pit stop anticipato passandoci davanti. Rallentare Hamilton era importante ed è questo uno dei motivi per i quali Seb si è fermato prima“.

Binotto, quindi, svela che il quattro volte campione del mondo è stato sacrificato in nome del bene della squadra che ha potuto così ottenere un trionfo allontana-crisi. Una decisione che Vettel, trasformatosi in ciò che Bottas fu per Hamilton nella passata stagione a Monza, ha accettato di buon grado ma che potrebbe sancire una sorta di switch organizzativo in seno al team. Va ricordato, infatti, che proprio il TP nativo di Losanna, a inizio anno, aveva ben formalizzato le gerarchie, con un Leclerc dichiarato apprendista e spalla di Vettel che avrebbe dovuto dare l’assalto al titolo. Questa visione pare essere mutata. Seb non si trova troppo a suo agio con questa vettura che non abbonda in carico posteriore ed ha una spiccata incapacità a gestire, specie in gara, le temperature delle gomme.

Leclerc sembra essere più comodo coi suoi “ferri del mestiere” e, negli ultimi tempi, sta dimostrando questo feeling a suon di prestazioni più consistenti di quelle del compagno, specie al sabato. Naturale che un team assetato di vittorie non possa fare sconti, decidendo di sacrificare, nella circostanza, il pilota di punta in nome di una più alta ragion di stato. Naturalmente Binotto è conscio del fatto che Vettel è pronto a ritornare alla carica per riprendersi un posto al sole: “Seb scalpita, ci tiene, ha voglia di vincere. Ha fatto un primo stint ottimo poi le gomme sono crollate. Avrà le sue chance da qua a fine anno, ne sono certo“. E Monza potrebbe essere l’immediato jolly che il tedesco potrebbe giocarsi su quel tracciato che gli ha dato la prima grande gioia della carriera.

Vettel si congratula con Leclerc dopo il suo primo trionfo in carriera

Naturalmente Binotto ritorna anche sulla cavalcata trionfale di Leclerc. “Charles è andato molto forte per tutto il weekend, un po’ come avvenne in Bahrain. Quando riesce a trovare il bilanciamento giusto, quello che non stressa le gomme a causa della sua aggressività, è sempre molto veloce. Charles era determinato a portare a casa questa vittoria che ha voluto anche per Anthoine al quale era molto legato. Si vedeva sin dal mattino che era molto convinto di ottenere un risultato importante da dedicare al compagno col quale correva nei kart. Tornando alla gara – ha continuato l’ingegnere – abbiamo riscontrato che l’usura delle gomme di Leclerc non era troppo elevata, il problema era il degrado che arrivava improvvisamente. Portare a casa il primo posto è stata un’iniezione di morale per noi e per i tifosi“.

Un carico di fiducia in vista di quello che è il GP di casa che sarà aperto da una serie di eventi per ricordare il novantesimo anniversario della fondazione della scuderia. “Celebreremo i 90 anni in Piazza Duomo che speriamo sia gremita proprio per rinvigorire l’ambiente. Per Monza le aspettative sono molto alte, non ci nascondiamo. Ma dobbiamo essere bravi a mantenerle basse. Monza è un’altra pista di motore e di rettilinei, forse ancora più idonea alla caratteristiche della nostra vettura“.

Per l’occasione i tecnici motoristi di Maranello porteranno in terra brianzola la terza specifica annuale del V6 ibrido: “Monteremo la nuova unità, ma dobbiamo stare attenti all’affidabilità poichè abbiamo visto che, a volte, introdurre un nuovo motore può rappresentare un rischio (il riferimento è all’episodio che ha visto l’appiedamento di Giovinazzi nel sabato belga, nda). La nostra prima preoccupazione è proprio quella di portare un materiale che non abbia problemi“.

Charles Leclerc in azione sulla Ferrari SF-90

Un ambiente Ferrari che, come si desume dalla parole di Binotto, s’è notevolmente rinvigorito dopo una vittoria che non salva una stagione condotta sotto le attese, ma che comunque rappresenta una salvifica boccata d’ossigeno. Monza è un’immediata occasione per bissare la gioia di Spa Franchorchamps confermando la SF-90 come la vettura di riferimento quando la velocità di punta conta più delle percorrenza in curva. Magari è il turno di Seb per salire sul gradino più alto del podio, circostanza che non si manifesta da ben 21 gare. Sempre che i cannibali della Mercedes non tirino l’ennesimo tiro mancino alla Ferrari dinnanzi al pubblico amico.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Ferrari, Leclerc

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