Analisi Ferrari SF90: Una vettura sbagliata che non piace a Vettel…

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Analisi Ferrari: Una vettura sbagliata che non piace a Vettel…

Premetto che, nonostante gli studi e le informazioni in mio possesso, tutto quello che segue è amalgamato alle mie impressioni ed a miei giudizi totalmente opinabili. Cercherò di essere più lineare e meno ingarbugliato possibile, giustificando tutti i miei pensieri giacché una tesi è fantasia se non ci sono prove a riguardo. 

Partiamo dall’inizio…

La Ferrari SF90 ha cominciato malissimo perché di fondo “paga” quanto meno 2 errori pesanti, realizzando una vettura sbagliata. Dico due perché non è possibile pensare che solamente l’aspetto aerodinamico possa pregiudicare il corretto funzionamento progettuale di questa vettura. Mi spiego meglio. L’osservazione che più spesso è quella legata alla bassa quantità di carico aerodinamico nella parte anteriore che, oltre a non mandare correttamente in temperatura le gomme, crea un notevole sottosterzo durante la guida

Tutto questo è giustissimo, quantomeno prima che iniziassero i vari aggiornamenti per cercare di sistemare questo problema. Tuttavia, in piste ad altissimo carico, dove aumentando l’incidenza dell’anteriore si sarebbe dovuto vedere un netto miglioramento della performance della vettura, tale incremento in realtà non c’è stato. O meglio è arrivato solo in parte. Tutto ciò è chiaro sintomo che anche dal punto di vista meccanico/telaistico in realtà qualcosa non funzioni correttamente. Possiamo quindi definire la faccenda come un semplice principio di sovrapposizione degli effetti: di 2 errori uno viene parzialmente colmato ma le difficoltà rimangono. A questo punto, se la vettura nasce con difetti simili, si ottiene sottosterzo e un’incapacità combinata di mandare correttamente in temperatura gli pneumatici. E non solo! Dobbiamo mettere in preventivo di avere, a lungo termine, un’usura maggiore rispetto ai tuoi diretti avversari

Ferrari SF90 – Test Barcellona 2019

Il motivo per cui Ferrari abbia scelto questa strada dell’efficienza aerodinamica a tutti i costi è possibile immaginarlo ma, attualmente, non è cosa certa. C’è chi parla di motore “sotto-performante” rispetto a Mercedes, con i tecnici italiani che hanno cercato una compensazione sulla velocità di punta con un coefficiente di penetrazione migliore dato dalla maggiore efficienza. Dall’altra parte c’è chi semplicemente sostiene che è stata una scelta progettuale fatta prima dell’inizio del mondiale su carta, non aspettandosi di trovare un diretto competitor con una filosofia progettuale totalmente opposta, capace di ottenere un grande vantaggio della scelta fatta. Ci aggiungo (a rilettura) che Ferrari potrebbe anche aver male interpretato i dati sulle gomme, producendo quindi una vettura sbagliata sotto questo aspetto. In questo senso trattasi di cosa grave…visto che come dico spesso in questa Formula Uno occorre gestire bene le gomme e avere affidabilità. Sulla seconda non mi soffermo per non sparare sulla croce rossa vettura sbagliata, per l’appunto.

Prendendo atto di tale problema a questo punto si ha la necessità di dover intervenire per risolverlo e, a mio personale giudizio, esistono due possibili strade percorribili. 

La prima consiste nel modificare sostanzialmente il progetto iniziale della vettura che, oltre a prevedere costi di operazione estremamente alti, contempla un tempistica troppo lunga per poter essere messa in atto. La seconda, strada peraltro più facilmente percorribile, contempla il mantenimento della filosofia progettuale in atto, andando a correggere in qualche modo i difetti alla base. In questa maniera parliamo di una soluzione più rapida e meno costosa a patto che le dovute correzioni del caso possano porre rimedio a queste problematiche da un punto di vista fisico, finendo per proporre inoltre un progetto che riesca ad essere migliore, nella sua totalità, rispetto a qualsiasi altro competitor. 

Sebastian Vettel – Ferrari SF90 – Italian Gp 2019

Aggiungo che, l’ipotetica scelta di prendere la prima strada al posto della seconda, non garantirebbe comunque la possibilità di poter vincere un mondiale. Infatti, questo tipo di operazione, significherebbe bloccare qualsiasi tipo di aggiornamento sulla macchina corrente, dedicando tutti gli sforzi alla creazione di una nuova vettura. Tutto ciò comporterebbe l’introduzione della versione ottimizzata senza disporre delle dovute garanzie sulle tempistiche, tenendo quindi in conto che, a quel punto, gli avversari potrebbero gestire la situazione (e il vantaggio nel mondiale) e vincere comunque.

Detto questo, Ferrari a mio giudizio ha scelto la seconda strada. Giusta o sbagliata che sia lo scopriremo probabilmente grazie alla monoposto del 2020. Di fatto, il principale miglioramento messo in atto durante la stagione, è stato quello di spostare il carico aerodinamico maggiormente verso la zona anteriore, riducendo conseguentemente il sottosterzo. Questo  provvedimento però non è stato comunque in grado di colmare totalmente il problema nella gestione degli pneumatici.

Ho letto che gli appassionati di Vettel dichiarano che il tedesco si trova molto meno a suo agio con una vettura scarica al posteriore. Come giustamente qualcuno ha fatto notare, ci si chiede per quale motivo Ferrari non abbia assecondato le richieste del primo pilota, ma bensì abbia favorito il secondo. Ora, fermo restando che non possiedo alcun tipo di informazione su come Leclerc gestisca un posteriore più o meno scarico, dobbiamo inevitabilmente notare come Charles stia performando, dal momento del passaggio di carico più verso l’asse anteriore, molto meglio del proprio compagno di squadra

ala posteriore Ferrari SF90

Facciamo però attenzione. Se non ricordo male dal punto di vista cronologico, prima della modifica al carico fu introdotta sulla SF90 una differente versione di alettone posteriore. Ora, poiché non possiedo una galleria del vento e non sono un calcolatore, non sapendo peraltro risolvere equazioni di Navier-Stokes a mente o comunque in forma analitica (ci sarebbero centinaia di migliaia di dollari ad attendermi se cosi fosse), non so effettivamente dire se questa azione potesse essere un preludio allo spostamento del carico per aiutare Vettel nella transizione, o un’azione per limitare l’effetto che lo spostamento avrebbe generato.

A parte questo discorso sull’ala posteriore dobbiamo anche focalizzarsi sull’erronea partenza concettuale della Ferrari SF90, che ha di fatto prodotto una vettura sbagliata. A mio giudizio il problema non poteva essere corretto a lunghissimo termine modificando totalmente la filosofia progettuale, ma bensì doveva essere migliorato in tempi brevi (e ancora ce n’è da fare) a basso costo, gettando le basi per la vettura dell’anno prossimo. Tutto ciò si dovrebbe ottenere indipendentemente dal pilota che, a mio parere (ci tenevo a precisarlo), deve saper adattarsi alla vettura più di quanto non sia vero il contrario, soprattutto in questi casi progettuali nella Formula Uno moderna.

Non metto in dubbio che Vettel abbia fatto degli errori. Io stesso l’ho criticato pesantemente per quelli commessi con una macchina estremamente performante come quella del 2018. D’altronde ritenevo che la SF71-H fosse alla pari della W10 per almeno tre quarti di stagione, dove peraltro si divisero le vittorie indipendentemente dal circuito nel quale si trovavano. 

Parlando poi di Monza, rimprovero il comportamento di Sebastian più nell’incauta ripartenza dopo il testacoda che sull’errore stesso. Questo perché, a mio giudizio, Vettel sente la pressione di dover immediatamente recuperare all’errore fatto. Questa situazione lo ha penalizzato molto nel 2018, spingendolo a sbagliare ancor più gravemente per la foga di rimediare ad errori più piccoli fatti precedentemente. Gran parte dei passi falsi commessi nel 2019, così come il decadimento prestazionale di Vettel da qualche Gran Premio a questa parte, lo associo molto di più ad una costruzione della vettura modificata, rispetto alla sua guida

Sebastian Vettel – Ferrari SF90

Aspettarsi più prestazione dal tedesco durante il 2018 era lecito, mentre quest’anno, sommando una vettura sbagliata alle modifiche apportate alla monoposto che hanno svantaggiato Sebastian, spiegano facilmente la situazione. Tuttavia mi riservo di non dire la parola “preteso”, perché da uno sportivo non si deve pretendere nulla, come da qualsiasi persona in generale, essendo un concetto molto differente. Qualsiasi atleta cerca di sfoderare la propria prestazione al meglio delle sue capacità. In questo senso non siamo noi a prendere le decisioni sul futuro di questo determinato individuo (di qualsiasi sport si tratti), e quindi non ha senso, in modo violento o cattivo, attaccare o insultare l’operato di tale persona. Anche se per qualcuno può risultare legittimamente auspicabile la sostituzione del tedesco per migliorare il gruppo ed il pacchetto a disposizione, ciò non toglie che un 4 volte campione del mondo non diventa improvvisamente incapace di fare ciò per cui ha vinto così tanto

Concludo dicendo che non bisogna guardare a chi avrebbe fatto meglio o peggio. Come dico sempre non si hanno dati (l’ubiquità, per quanto santificati siano dall’una o dall’altra parte, i vostri idoli ancora non ce l’hanno) per provare e confutare ciò. E siccome una tesi, per essere ritenuta valida, deve essere per prima cosa provata, il dire “non puoi negarlo” non funziona. Bisogna solo cercare di ottenere il meglio da quello che si ha, lottare per migliorarlo, e nel caso fare di tutto per cambiarlo.

Non siate “vettelini” o “leclercherini”, siate semplicemente ferraristi se tifate in rosso. Ma soprattutto siate buoni sportivi in generale.

Autore: Formula Humor@FormulaHumor

Foto: Alessandro Arcari @BerrageizF1

12 Commenti

  1. Una sola osservazione: perché la RedBull riesce sempre a correggere i suoi progetti in corsa e la Ferrari riesce sempre a rovinarli? Sarà che l’approccio ingegneristico è diverso e, sostanzialmente, sbagliato?

  2. Complimenti per il bellissimo articolo, ho scoperto un sacco di cose…. Ti faccio i miei complimenti sei una persona super competente continua così! Spero di vedere presto altri tuoi articoli

  3. Io ho trovato sconvolgente la qualifica dell’Ungheria, dove la vettura Ferrari usciva dalla finestra di temperatura nel terzo settore, se faceva il secondo al massimo delle proprie possibilità. Si capisce che non è solo una questione di “carico” assoluto.

  4. Per me la Sf90 e’ competitiva. Altrimenti Leclerc non avrebbe vinto. Inoltre il motore e il kers hanno dimostrato una gran potenza e gran velocita’ pura. Dunque ottimo lavoro dal team ferrari e ottimo Leclerc nello sfruttare la monoposto. Le Mercedessono state sconfitte a monza sul campo.

  5. Dopo una vettura 2018 da mondiale non riesco ancora a capire come abbiano fatto per arrivare a questo disastro. Spero che non andranno avanti con questa filosofia l’anno prossimo, anno e stagione buttata….

  6. Ma dalla distanza a me sembra che la SF90 sia stata quella di quest`inverno a Barcellona. Quella che il motore faceva uno spiffero una volta al giro e la sospensione abassava il retro nel lungo rettilineo. Quella macchina là, no perdeva un eternità nel terzo settore rispetto all`ultima W10 come sei mesi dopola SF90 presentata in campionato. Purtroppo il motore della prima si è rotto e anche la sospensione.

  7. Bellissima analisi, solo vorrei puntualizzare a proposito delle equazioni di Navier-Stokes che non esiste una soluzione analitica, e un sistema di eqauzioni differenziali alle derivate parziali. Per risolvere questo tipo di equazioni, o si fanno delle ipotesi semplificative e quindi eliminazione di variabili con una possibile soluzione analitica, o si fa uno studio CFD agli elementi finiti magari usando una delle tecniche numeriche conosciute o si ricavano sperimentalmente i dati in galleria del vento

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