Triangolazione di mercato

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Col Gran Premio del Belgio ritorna l’attività in pista dopo quasi un mese di riposo forzato. A riavviarsi non saranno solo le power unit, ma anche il mercato piloti che entrerà nella sua fase più bollente. Una danza fatta di incastri e spostamenti è pronta a partire per fissare tutti i tasselli di una stagione 2020 che non è poi così lontana come possa apparire. Con Ferrari e Red Bull apparentemente complete nelle rispettive line-up (mai dare nulla per scontato in F1), il sedile caldo è quello della Mercedes che, tramite Toto Wolff, aveva lanciato segnali non troppo rassicuranti sulla permanenza a Brackley di Valtteri Bottas. Il dirigente austriaco aveva però riferito che sarebbe stata un’estate di analisi e riflessioni. Dalle quali, pare, sia scaturita una decisione che potrebbe essere formalizzata proprio nel teatro di Spa Francorchamps. Una triangolazione di mercato in chiave 2020 sta quindi per realizzarsi.

Esteban Ocon scruta il suo futuro che potrebbe essere lontano dalla Mercedes

La montagna, alla fine, ha partorito il proverbiale topolino. O almeno così pare stando ad alcune indiscrezioni che giungono da oltralpe. Bottas potrebbe rimanere in Mercedes. E, visto come si erano messe le cose per il ventinovenne di Nastola, sembra quasi una bomba di mercato. Il destino di Valtteri, spentosi dopo un inizio di mondiale da incorniciare, pareva appeso ad un filo. Ma poi il vento è girato e la permanenza a Brackely, per la quarta stagione, è diventata molto più di una semplice possibilità. Due fattori alla base di una scelta che potrebbe essere ufficializzata a breve:

  1. Matrimonio Ocon – Renault. Toto l’aveva promesso al francese. Un anno sabbatico passato tra simulatore ed eventi per gli sponsor e poi il ritorno alla pista. A quella seria, fatta di week end pieni e duelli ruota a ruota con gli altri protagonisti del Circus. Ma non aveva specificato con quale team. Dopo avergli fatto sognare la promozione accanto a Lewis Hamilton sembra che ora stia perorando la causa del fido Esteban in chiave Renault. Certo, il team diretto da Abiteboul non se la passa bene come la Mercedes, ma è pur sempre un costruttore ambizioso che intende scalare velocemente le classifiche, come dimostra l’ingaggio di Daniel Ricciardo. La soluzione sarebbe tra l’altro gradita al talento di Evreux che potrebbe rilanciarsi senza eccessive pressioni in una squadra che, a differenza della Stella a Tre Punte, non gli chiederebbe di vincere gare. Un matrimonio in salsa bianco-rosso-blu che potrebbe celebrarsi a breve con la benedizione di “padre Toto” che ha lavorato per piazzare un pilota cresciuto nel mondo Mercedes ma che, evidentemente, non è stato reputato all’altezza di sedere nella nascente W11.
  2. Questioni tecnico-ambientali. Evidentemente, alla fine, è prevalsa la voglia di stabilità. Valtteri è un uomo dall’indole mansueta. Mai una polemica, raramente una dichiarazione aggressiva, accettazione totale delle imposizioni del team quando la classifica era ormai compromessa. Insomma, il perfetto compagno di squadra di un pilota ambizioso e con tratti da cannibale quale è Lewis Hamilton. Magari Ocon avrebbe potuto spezzare degli equilibri, magari avrebbe minato la serenità come accadde quando i rapporti tra Hamilton e Rosberg divennero più tesi di quelli tra USA e URSS in seguito alla Crisi dei Missili di Cuba. Eventualità da scongiurare con ogni forza.
    Ma v’è, forse, anche una questione tecnica alla base della scelta di Wolff. E a questo punto di James Allison. Me lo faceva notare il nostro PJ in uno scambio di vedute su Twitter: Bottas e Hamilton sono piloti molto simili sul versante fisico: 1,74 per l’inglese, 1,73 per il finnico. E Ocon? Parliamo di un mastodonte di 186 centimetri! Una massa non indifferente da piazzare in un alloggiamento di un telaio studiato per due piccoletti. Un team come è quello anglo-tedesco cura ogni dettaglio. In maniera maniacale. E un differenza d’altezza così pronunciata potrebbe essere qual fattore che ha ha salvato Bottas dall’esilio, concedendogli un’altra possibilità, forse l’ultima della sua carriera, per lottare per vincere un mondiale.
Nico Hulkenberg In Renault. Ancora per poco?

Abbiamo parlato di Bottas e di Ocon, ma per chiudere il triangolo di mercato serve una terza figura. L’identikit risponde al nome di Nico Hulkeneberg. Il tedesco non dovrebbe restare col cerino in mano. Anche perchè la sua lunga militanza in Formula Uno, con annesso bagaglio tecnico e d’esperienza, lo rende appetibile ai team che vogliono puntare su un pilota affidabile. Magari per crescere. Ed è proprio il caso della Haas alle prese con una quasi sicura e totale rimodulazione della propria coppia. Nico rappresenterebbe più di un’opportunità e pare che patron Gene e Gunther Steiner stiano seriamente pensando – e flirtando – col driver di Emmerich. Che, è bene ricordarlo, non ha ancora potuto godere della gioia di un podio, confermandosi recordman di partenze senza assaporare il gusto dello champagne.

Pochi giorni ancora e lo scenario dovrebbe schiarirsi. La triangolazione di mercato, che a sua volta attiverà un ulteriore effetto cascata, dovrebbe compiersi. O magari quelle su riportate sono semplici congetture che nascono e muoiono quando i motori restano in silenzio per tanto tempo. Vedremo.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Valtteri Bottas, Renault F1, Mercedes AMG F1

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