Steiner vuole una F1 più equa

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Sarà per il suo accento un po’ stravagante, sarà per i modi franchi e schietti, sarà per qualche team radio nel quale rimbrottava pubblicamente i suoi piloti come un maestro fa alle scuole elementari con l’alunno pasticcione, fatto sta che ogni dichiarazione di Gunther Steiner non passa inosservata. E soprattutto non risulta mai banale. Dopo la parole saettanti nei confronti di Pirelli, rea di aver fornito un prodotto poco “leggibile” alla maggioranza dei team, oggi il team principal italiano in forza alla Haas mette nel mirino direttamente i padroni del giocattolo, ossia Liberty Media. Steinr vuole una F1 più equa che genererebbe, come automatica conseguenza, quello spettacolo cui oggi si assiste in maniera sporadica e spesso estemporanea.

Il motivo del contendere è, dunque, come fare ad avere costantemente gare coinvolgenti, non soporifere. Ciò che Steiner contesta, in parole semplici, è la mancanza di una visione d’insieme e di lungo periodo atta a risolvere la vera problematica alla base di quella che molto definiscono “Formula Noia“. “Il Gran Premio di Francia – ha esordito l’altoatesino – è stato deludente in termini di spettacolo offerto al pubblico. Dopo quella gara ne abbiano avute quattro più movimentate e divertenti. Ma ciò non deve distoglierci dalla questione centrale: non bastano quattro gare spettacolari per ritenere il problema risolto per sempre. Per evitare il ripetersi si gare noiose serve dell’altro, serve ridurre il gap tra le vetture in pista“.

Steiner, in effetti, fotografa alla perfezione la questione: la spettacolarità non deve essere una cosa sporadica, bensì un elemento sistematico, peculiare. E per riuscire nell’opera è necessario che le vetture non esprimano tra di esse distacchi tali da vedere i primi della classe doppiare il resto del gruppone. Come si arriva a questo? Non è semplice, non esiste una formula magica che cambia una dinamica ormai sedimentata. L’obiettivo di Stenier è quello di lavorare in maniera efficace sulle regole che verranno introdotte dal 2021. Quello è il passaggio che non bisogna sbagliare, pena il perdere l’ennesimo treno buono verso un necessario ricompattamento delle forze in campo.

Ma non è l’unico argomento che secondo il team principal della Haas va affrontato nel breve periodo. Altra questione fondante per la futura F1 è quella relativa al budget cap. E questo tema è parecchio spinoso dato che le visioni dei top team non collimano con quella delle scuderie di fascia media e bassa che, tra l’altro, si vedono fornire le power unit proprio dai costruttori che dominano in pista e nelle stanze dei decisori. Ancora Steiner: “Introdurre un limite di spesa è una priorità per rendere questo sport più equilibrato. E’ su questo che dobbiamo lavorare e concentrare i nostri sforzi“.

Facile a dirsi, molto più complesso a realizzarsi considerati gli interessi politico-finanziari in ballo. Le valutazioni del primo collaboratore di Gene Haas sono sacrosante: la sperequazione economica – e dunque tecnica – è una male ai fini dello spettacolo. Questo lo comprendono i tifosi ma anche i plenipotenziari degli stessi team. Ma quello che sfugge ai più, anche se è lapalissiano, è che le squadre che oggi conducono le danze potrebbero perdere la loro posizione di dominio se non potessero reagire alle difficoltà tecniche con massicce iniezioni di danaro. Perchè immettere valuta per rendere un progetto tecnico vincete equivale ad attivare un moltiplicatore finanziario che fa crescere in maniera esponenziale i ricavi commerciali.

A tal proposito andrebbero ricordate le parole di Toto Wolff che sottolineò, non più di un mese fa, che la stagione dei trionfi Mercedes ha portato a Stoccarda cifre iperboliche in termini di fatturato. Dunque non è semplice arrivare al giusto compromesso tra interesse particolaristico e bene generale di questo sport. La partita si sta giocando proprio su questi sottili e fragilissimi equilibri. E Gunther Steiner ne è ben conscio.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: Haas, F1

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