“Michael furente”

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Quando Alessandro Arcari mi chiese di scrivere la rubrica “LA STORIA SIAMO NOI” per raccontare gli avvenimenti storici della Formula Uno, accettai perché sapevo che, prima o poi, sarebbe giunto il GP del Belgio e avrei potuto raccontare quello che successe tra Schumacher e Coulthard. Ed eccoci qui. Correva l’anno 1998 ed il GP delle Ardenne risultava già decisivo ai fini della classifica iridata. Va infatti ricordato che, all’epoca, i punti venivano assegnati solo ai primi sei e non ai primi dieci… quindi si parlava di “punti pesanti” . Mika Hakkinen era in testa alla classifica generale e Michael era li: ad un tiro di schioppo, come si suol dire.

La partenza avvenne sotto la pioggia e senza l’ausilio della safety car, cosa che oggi giorno sembra quasi inconcepibile. La differenza tra la F1 di prima (e mi riferisco comunque ad una F1 moderna, sebbene siano passati vent’anni da allora) e quella di oggi, a mio giudizio, è tutta qui: prima si correvano rischi, e soprattutto era tutto vero. Oggi invece sembra tutto “telecomandato” e paradossalmente, sebbene la sicurezza dal 1998 ad oggi sia aumentata in maniera esponenziale (per fortuna aggiungerei), per il “politically correct” e soprattutto per il “bene” dello show televisivo, i piloti vengono “protetti” come fossero bebè. Purtroppo il risultato, è si uno show, solo che somiglia ad uno show tipico americano: cioè il wrestling.

Ad ogni modo, la partenza fu fin troppo vera. Infatti, alla staccata della prima curva si registrò uno dei tamponamenti a catena più disastrosi (anche per il numero di monoposto coinvolte) che la storia della F1 ricordi. Tanto è vero che fu necessario una secondo start, sempre con pioggia. In questo bailamme di ripartenze, chi più di tutti ne pagò le conseguenze fu Hakkinen: alla ripartenza venne centrato da Herbert e fu costretto al ritiro.

Ai fini della classifica, questo significava riaprire il mondiale se Schumacher avesse vinto. Infatti, il tedesco non si lascia pregare e dall’ottavo giro prende il comando del GP fino a quando, nove giri dopo, non succede l’inimmaginabile: Michael deve doppiare un Coutlhard “ferito”. Dovrebbe essere una formalità per il kaiser che sebbene si trovi in una nube di acqua, sollevata dalla monoposto dello scozzese, imposta la traiettoria ai fini di “chiudere la pratica” del doppiaggio.

Michael Schumacher Ferrari – Spa-Francorchamps 1998

Fu in quel momento che David commise quello che, cinque anni dopo ammise, e cioè rallentare “di mestiere”, approfittando delle condizioni meteo avverse e del fatto che aveva difficoltà con la macchina, facendosi tamponare da un incolpevole Schumacher. La scena è rimasta nell’immaginario collettivo: la Ferrari emerge dalla nube d’acqua su tre ruote.

Il tedesco raggiunse i box mestamente. Solo che non era finita li. Un furente Michael sgattaiolò fuori dalla monoposto e spintonando letteralmente tutti quelli che cercavano di fermarlo, si diresse verso i box Mc Laren, per far capire a David come la “pensava”. Solo la folla di meccanici avversari impedì al tedesco di avvicinarsi allo scozzese!

Cosa sarebbe accaduto oggi giorno? Allora, i commissari non trovarono nessun riscontro da poter utilizzare per incriminare Coulthard. Oggi, considerando come il regolamento è redatto e soprattutto come viene applicato, sono sicuro che lo scozzese avrebbe avuto ben altre conseguenze. Cosi come il gesto di Michael (comprensibile dopo tutto): siamo sicuri che oggi non avrebbe avuto ripercussioni?

Come dicevo prima, era una F1 vera, genuina; una F1 non teleguidata. Il mio augurio è che, chi governa “la giostra” capisca che questi uomini devono essere lasciati liberi di esprimersi. Per darci uno spettacolo vero. In piloti come Charles Leclerc e Max Verstappen ripongo molta fiducia… un po’ meno nel sistema di governance della F1.

Intanto, il mondiale riparte là dove la Ferrari, proprio l’anno scorso, colse l’ultima (perentoria) vittoria con Sebastian Vettel. Chissà se le Ardenne porteranno ancora bene alla rossa…

Buon GP a tutti.

Autore: Vito Quaranta – @quaranta_vito

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