Max Verstappen va alla guerra

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Per essere un gran pilota, talvolta, non basta avere spiccate doti di pilotaggio. Sono diversi i fattori che contribuiscono alla definizione della cifra totale di chi studia da campione del mondo. Tra questi c’è sicuramente la sfera psicologica, l’abilità a saper sublimare le proprie capacità tecniche. Ma anche l’attitudine a mettere pressione sull’avversario. Proprio in questo senso vanno lette diverse dichiarazioni che Verstappen sta rilasciando su chi la Formula Uno attuale la sta dominando senza che qualcuno o qualcosa riesca ad arginarlo, ossia Lewis Hamilton. Max Verstappen va alla guerra contro il britannico per mettere in atto una strategia ben precisa mirata a sovvertire il reame dell’inglese.

L’olandese è un uomo dal carattere ardimentoso. Lo dimostra in pista e nelle interviste. Nei giorni passati, ad una rivista inglese, ha lanciato bordate degne di un assalto pirata. “Il miglior pilota del Mondo non è Hamilton” ha tuonato “Mad Max“. “Nel paddock ci sono altri piloti che avrebbero potuto replicare le prestazioni di Lewis“.

Parole velenose che celano, un po’ maldestramente, una precisa strategia pressoria che, stando a quanto visto la settimana scorsa a Budapest, non hanno minimamente intaccato le certezze del campione del mondo in carica. Il ventunenne di Hasselt dal piede pesante e dalla lingua sciolta non ha lesinato provocazioni svestendo del tutto i panni del diplomatico: “Hamilton ha vinto tanto grazie alla macchina che ha avuto“. Banalità evidente alla quale è seguita un’altra stoccata: “In questi anni [Hamilton] non ha subito la pressione dei propri compagni di squadra tant’è che avrebbe dovuto vincere anche il titolo 2016 che gli è sfuggito per problemi tecnici (rottura del motore a Sepang, nda)”. “La verità è che – ha sentenziato l’alfiere della Red Bullnessun compagno di squadra è stato all’altezza di Lewis“.

Da quest’utima affermazione, a ben vedere, emerge una sorta di contraddizione: Hamilton non ha mai goduto di contratti che formalizzassero la sua posizione di prima guida. Il suo status se l’è sempre guadagnato in pista, talvolta imponendosi, talvolta perdendo il duello. Quindi è grazie alla sue forze che si è garantito la supremazia nel team. Anche negli ultimi anni quando la Mercedes ha condotto le danze. E non può esserne fatta una colpa a chi, in pieno declino McLaren, seppe fiutare l’aria che cambiava andando a siglare un contratto con la squadra che di lì a poco avrebbe iniziato a dettar legge.

La strategia comunicativa scelta da Max è strana, forse un po’ cervellotica: potrebbe magnificare l’avversario per rendere le sue vittorie più grandi, come fa Nico Rosberg da anni. Lui invece lui tira dritto perchè è un tipino intrepido ed ha il fuoco nelle vene. Verstappen, in pratica, ha deciso di ingaggiare un guerra a mani nude col rivale avendo la convinzione di vincerla. E’ chiaro che l’onta dell’Hungaroring abbia segnato il pargolo di Jos che ha mal digerito l’arrembante e convincente vittoria di un un pilota che non si è voluto limitare al compitino – leggasi secondo posto in chiave mondiale – ma che ha voluto dare una manifesto segnale ai naviganti: qua comando ancora io!

E Lewis cosa fa? Come risponde alle provocazioni? Per ora se ne resta immobile, silente. Sornione incassa con maestria il jab, pronto a sferrare il contrattacco. Che ha la forma del sesto titolo mondiale. Non proprio robetta da pilota qualsiasi.
Max Verstappen va alla guerra. Vediamo se Hamilton raccoglie il guanto di sfida.

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto:
Alessandro Arcari – @berrageizf1
Mercedes
Red Bull

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