L’estrema coerenza di Kimi Raikkonen

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Kimi Raikkonen sfugge, da sempre, ad ogni catalogazione o luogo comune sui  piloti. Non ha mai cercato di piacere a tutti i costi, nessun atteggiamento costruito per cercare consenso: il finlandese si è sempre posto senza filtri, con un’autenticità che è diventata una cifra distintiva unica, nel panorama della F1, molto apprezzata dagli appassionati. Kimi è proprio quello che vedi: stringato, conciso, essenziale ai microfoni dei cronisti, non conosce falsità.

La maturità, unita al felice matrimonio con Minttu Virtanen e i loro due bambini lo hanno condotto verso una maggiore apertura sul suo privato, testimoniata dal account Instagram e dalla recente pubblicazione (non ancora in Italia) di una biografia ufficiale in cui racconta aspetti inediti del suo percorso umano, durante gli anni della longeva e brillante carriera nel mondo delle corse.

In una recente intervista concessa a Motorsport, il 39enne è entrato nel merito, con parole anti convenzionali che ben dimostrano l’estrema coerenza di pensiero, merce rara per cui preziosa, che lo contraddistingue. Una coerenza coniugata sia nelle scelte professionali, che nella parabola esistenziale. 

E’ proprio questa fedeltà estrema a se stesso a riportarlo nelle massima serie dopo tre anni di rally e una veloce escursione in NASCAR: capisce che non gli basta correre contro il tempo, ma che l’essenza dello sport per lui è la pista, la competizione gomito a gomito con gli avversari; avrebbe potuto accontentarsi della serie americana in cui questa dimensione è ben presente e l’aspetto relazionale con la stampa, cosa da lui mai amata, molto più blando. Invece no: Kimi non sacrifica la sua passione più vera ad un compromesso  e ritorna in F1, desideroso di dimostrare a se stesso quanto ancora possa dare.

Non rinnegare niente di sé: questa cifra torna nel libro, su cui dichiara di aver avuto la volontà di non nascondere niente su alcun tema. E non si fatica a credergli, dato che in un capitolo racconta di essere stato ubriaco per sedici giorni di fila nel 2013, non certo un aneddoto che ogni persona nota avrebbe pensato di riportare al proprio pubblico, anzi. Raikkonen invece si espone, di nuovo, senza alcuna sofisticazione o ipocrisia, rivendicando lo stile di vita dell’epoca.

Ora, non voglio di certo elogiare l’abitudine a bere o altri comportamenti sopra le righe, ma solo sottolineare l’onestà e, ancora una volta, la coerenza di un uomo dalla pubblica visibilità a cui non importa di rendere perfetta la propria immagine, ma solo reale. Un caso che non si può non stimare, specie nel tempo dei selfie filtrati, dell’artefatta “vetrinizzazione” social(e) di se stessi. 

Se si legge fra le righe, nelle parole di Raikkonen c’è la sua spinta a trovarsi, a scoprirsi attraverso un cammino individuale che sfugga all’omologazione e insegni a personalizzare la propria esperienza del e nel mondo, che è poi la chiave che accorda tutte le fasi di vita in una congruente sinfonia d’insieme.

Ora Kimi sta vivendo una nuova armonia, in cui è riuscito felicemente a coniugare la sua essenza caratteriale di base, mai tradita, alle diverse priorità dell’essere marito e padre.

E la decisione di condividere momenti trascorsi in famiglia con i fan lo dimostra molto concretamente. Esattamente come lo fa anche lo smorzare tensioni avute in passato nel 2009 con Ferrari, da cui afferma di non essersi mai sentito trattato male, di aver mantenuto relazioni all’interno del team, nonostante le normali discussioni tanto, poi, da tornare serenamente a correre per il Cavallino nel 2014.

Stesso discorso anche sul rapporto con Ron Dennis che non gradiva la sua condotta privata: Kimi è riuscito a imporre di dividere sfera lavorativa e personale, senza permettere al manager di plasmarlo su aspetti che esulassero dalla guida e dall’appartenenza al team McLaren.

La lezione che si può trarre da Raikkonen a livello di vissuto è come un equilibrio, una reale uniformità, anche se difesi con ostinazione, possano far germogliare un’evoluzione, un cambiamento che non elimina, non sconfessa, ma aggiunge, dando forma e senso più compiuti a passato e presente.

Autore: Elisa Rubertelli @Nerys__

Foto: Alfa Romeo RacingLotus

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