Leclerc: Spa-Francorchamps è mitica…

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La Scuderia Ferrari si presenta al tredicesimo appuntamento mondiale con tanta voglia di riscatto convinta, anche grazie alle peculiari caratteristiche della propria monoposto, che qui in Belgio possa finalmente esprimere al meglio la sua competitività. Spa-Francorchamps è da sempre uno dei Gran Premi più iconici di tutto il calendario di Formula Uno capace, grazie alle sue curve ed i suoi lunghi rettilinei incastonati tra i boschi delle Ardenne, di regalare uno spettacolo assoluto.

Tra i piloti del Cavallino regna l’entusiasmo nell’approcciarsi al prossimo round, come confermano le parole di Charles Leclerc mentre si avvicina l’appuntamento belga.

Spa-Francorchamps è una pista mitica nel mondo del Motorsport, essendo una delle più belle inserite nel calendario del campionato di Formula 1. È quindi particolarmente piacevole riprendere proprio su questo tracciato l’attività di pista dopo la pausa estiva. Fa sempre impressione rendersi conto di quale velocità siano in grado di sviluppare in curva le attuali vetture.

Credo che su poche piste come questa la percezione sia così chiara, e mi riferisco soprattutto alla esse in salita Eau Rouge: la prima volta che arrivi qui e la guardi ti colpisce per quanto è stretta e ripida. Ebbene, sull’asciutto siamo in condizione di farla in pieno, nonostante la compressione e altri aspetti la rendano particolarmente impegnativa per il fisico, specie nei primi giri. Passaggio dopo passaggio il collo s’adatta, il tuo cervello la assimila e diventa una curva come le altre, da sfruttare in pieno in funzione del resto del giro, ma resta una sequenza unica”.

Il giovane talento della Ferrari, dopo aver spiegato dettagliatamente come approcciare la mitica curva del circuito di Spa, ricorda come l’attenzione nella guida in qualsiasi punto del tracciato sia fondamentale a livello cronometrico:

“L’Eau Rouge non è la sola curva impegnativa che si trova a Spa-Francorchamps, e proprio per questo è importantissimo non sbagliare nulla nei punti chiave, per massimizzare la prestazione al primo tentativo in qualifica. Il giro è particolarmente lungo e doverne abortire uno rischia di farti saltare i calcoli di tempo che hai pianificato”.

Autore: Alessandro Arcari@BerrageizF1

Foto: Ferrari

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