L’armonia orchestrale della Formula 1

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Tanto tempo fa, in una delle mie notti di “studio matto e disperato”, mi sono imbattuto in un meraviglioso documentario ambientato all’interno della fabbrica di Frank Williams. Un film girato a cavallo della stagione ’92/’93 di Formula 1, dove si vede un arrembante Alain Prost assistere alla costruzione della sua auto con la quale avrebbe vinto il suo quarto ed ultimo titolo mondiale.

Tra le tante cose che mi colpirono di quel documentario, una fra tutte fu la scena finale: la FW15C che gira all’Estoril con un bellissimo pezzo di musica classica a fare da sottofondo. E’ stato quello l’incipit di questo articolo. Ho fatto svariate ricerche, e alla fine ho scoperto che l’adozione del Preludio della Carmen, brano usato sul podio dopo ogni gara, è stato adottato solo nella seconda metà degli anni 90. Non ci sono molte informazioni attendibili in merito, ma secondo alcuni questa scelta, voluta da Ecclestone, starebbe a simboleggiare le varie situazioni “dell’arena”: dall’incitamento della folla, alla celebrazione della gloria del successo. 

Ed è qui che lo sport torna ad essere metafora di vita: le monoposto solo ad un occhio inesperto posso sembrare fragorose, in realtà sono, al pari di un’orchestra sinfonica, un armonia di elementi che vanno all’unisono, dirette dal direttore d’orchestra: in questo caso il pilota stesso, o il team principal. Sono meccaniche che si fondono, dopo un lavoro scrupoloso, in una melodia unica che non sarebbe possibile se tutti gli elementi non fossero accordati e ben oliati.

La Formula 1 è rock, come sono rock i violinisti, i fiati, i tamburi e l’orchestra tutta, che senza l’un l’altro sarebbero solo pezzi di ferro e carbonio, mai in grado di mettere assieme, appunto, l’armonia perfetta.

Buona visione…

Autore: Filippone Furioso – Foto: Formula Uno

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