Il “pagellone” di metà stagione

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Il mondiale di F1 è arrivato esattamente a metà stagione. Come al solito il Gp d’Ungheria fa da preludio alla pausa estiva, periodo nel quale le fabbriche devono restare chiuse per due settimane. Quindi c’è tempo per ricaricare le batterie prima di una seconda parte di campionato che si preannuncia interessante. Ma è anche il momento per fare un bilancio su come sono andate queste prime 12 gare. Per alcuni è ottimo, per altri abbastanza buono, per qualcuno veramente pessimo. Ecco il “pagellone” di metà stagione.

Facciamo questo gioco anche noi: diamo i voti ai team e ai piloti come se fossimo a metà anno scolastico per vedere chi ha fatto bene i propri compiti, chi invece rischia la bocciatura e chi rischia di essere rimandato a… settembre.

MERCEDES 10: Stagione a dir poco fantastica per il team anglo-tedesco, iniziata alla grande con ben 5 doppiette nelle prime 5 gare e proseguita con 10 vittorie in 12 gare. Dominio assoluto dovuto anche ad una W10 veramente fantastica, con l’unica pecca data dal fatto che la monoposto soffre troppo il surriscaldamento dei motori, cosa che le impedisce di esprimere il proprio potenziale quando fa abbastanza caldo. L’unica macchia stagionale è stato il Gp di Germania totalmente disastroso. Per il resto una sinfonia senza sbavature.

HAMILTON 9: Si dimostra ancora una volta il più forte di questa epoca ed è ad appena a 10 gare dal record di vittorie di sempre di Schumacher. Riesce a vincere anche quando la sua macchina non sembra in giornata (vedi Bahrain). Peccato per l’orribile GP di Hockenheim, condotto non “alla Hamilton”. In qualifica non sembra più il cannibale di una volta ma alla domenica non ce n’é per nessuno. Vede il 6º titolo.

BOTTAS 6: Inizio fantastico il suo, domina a Melbourne e fa il bis a Baku. Tant’è che fa credere che può battagliare per il titolo contro il suo compagno di squadra. Invece, dal Gp di Spagna, sparisce completamente, non riuscendo nemmeno ad approfittare delle giornate storte dell’inglese a Spielberg e Hockenheim. Probabilmente saranno le sue ultime gare in Mercedes.

FERRARI 3: Doveva essere l’anno dell’assalto definitivo al titolo mondiale, invece si ritrova a secco di vittorie dopo 12 gare. La macchina è competitiva solo sui circuiti che presentano parecchi rettilinei, ma quando può vincere ci si mette di mezzo la scarsa affidabilità o l’errore umano. Insomma, un disastro, col team che dà l’idea di accettare questa condizione e di essere nel pallone. Si pensa già al 2021?

VETTEL 6: Abbiamo ancora a che fare con la versione 2018 del pilota tedesco, quello pasticcione in pista. Getta al vento due possibili vittorie (Bahrain e Canada) per due errori durante il duello con Hamilton, cosa che si ripeterà a Silverstone con Verstappen. Ha avuto parecchie difficoltà ad adattarsi alla SF90. Comunque, nelle ultime due gare, è sembrato in ripresa, speriamo che continui su questa strada.

LECLERC 7: Tutto sommato buona stagione d’esordio per il Monegasco sulla rossa: già alla seconda gara è in pole e dominana il Gp prima che la sua macchina si rompa; così come in Austria dove stavolta è uno scatenato Verstappen a negargli la gioia della prima vittoria. Il giovane fa sognare, anche se commette troppi errori pesanti come nelle qualifiche di Baku o in gara ad Hockenheim dove ha gettato al vento il risultato grosso. Ma è giusto che sbagli: sarà tutta esperienza. Da migliorare assolutamente la gestione delle gomme.

RED BULL 8: Solita stagione del team austriaco: partenza a rilento (anche se subito sul podio a Melbourne) per poi trovare la quadra e sviluppare la macchina sempre più fino a giocarsi la vittoria e candidarsi al titolo il prossimo anno. È seconda forza in pista, ma non può dimostrarlo in classifica per colpa di Gasly.

VEESTAPPEN 10: Da Monaco 2018 è completamente un altro pilota e in questo mondiale lo sta dimostrando: stagione fantastica, l’unico ad interrompere il domino Mercedes con due vittorie, mai andato fuori la top 5. Ad oggi è l’unico che può tenere testa ad Hamilton. Il presente e il futuro sono suoi.

GASLY 0: Imbarazzante. Non mi viene altro termine per commentare la sua stagione. Se la Red Bull si ritrova dietro di 44 punti alla Ferrari è soprattutto colpa sua. Mai sul podio, risultato migliore un 4º posto arrivato per grazia divina (leggi contatto Vettel-Verstappen a Silverstone), sempre lontanissimo da Verstappen, tant’è che viene da chiedersi se il team austriaco quest’anno corra con una sola macchina. Sempre più alla canna del Gas-ly.

MCLAREN 8: La sorpresa della stagione: finalmente riesce a risollevarsi dalla cenere e tornare nelle posizioni che più le competono. Team in continua crescita, 4ª forza del mondiale sia in pista che nella classifica. L’unica pecca della stagione è l’aver visto la sua ex PU Honda vincere due GP e andare a podio con la Toro Rosso.

SAINZ 8: Stagione bella la sua, partita in sordina ma poi ricca di risultati pesantissimi, come i due quinti posti nelle gare di Germania e Ungheria. Primo tra chi non guida una macchina da top team. Peccato che sia abbastanza sottovalutato, soprattutto nel suo paese.

NORRIS 7: Finalmente una ventata d’aria fresca in F1: il pilota ha un ottimo talento (ma questo già si sapeva) e una spiccata simpatia che non guasta mai. È un debuttante ma corre da veterano. Ci farà divertire, in tutti i sensi.

TORO ROSSO 8: A punti in 9 gare su 12; 5º posto nel costruttori e secondo podio della propria storia dopo quello fantastico di Monza 2008: per la scuderia di Faenza questa prima metà di stagione è andata oltre alle più rosee aspettative. Speriamo che possa continuare così.

KVYAT 7: “Torpedo” oramai è solamente un brutto ricordo: al russo ha fatto bene l’anno di pausa forzata ed è tornato con tutta un’altra testa e motivazione. Giornata di gloria al Gp di Germania con il suo 3º podio di carriera. Un pilota ritrovato.

ALBON 7: Arrivato in punta di piedi e senza test in F1, sta disputando un ottima stagione senza errori e con tanti risultati utili, riuscendo a tenere testa al compagno più esperto Kvyat. In crescita costante.

RENAULT 3: La situazione del team Francese ricorda quella della Ferrari. Se non addirittura più complicata: il team dispone di due ottimi piloti, la macchina però è poco competitiva e la squadra è allo sbando, con il TP Abiteboul che incolpa i due driver dei scarsi risultati. E i primi rivali (la McLaren che è un loro team cliente) prendono il largo…

RICCIARDO 5: Se il GP di Monaco ’18 è stata la svolta in positivo della carriera di Vestappen, per l’australiano, da lì in poi, è andato tutto male: ha voluto abbracciare la causa Renault ma al momento non ha ricevuto i risultati sperati. Lui è sembrato da subito un pesce fuor d’acqua. Dell’italo-australiano che si conosceva non c’è ne traccia. Tira a campare aspettando la chiamata di un top team. Che non è detto arrivi…

HULKENBERG 5: Non sfigura nel confronto con uno come Ricciardo, ma anche per lui vale il discorso dei troppi errori. Il più grave quello ad Hockenheim, dove ha buttato via un possibile podio.

ALFA ROMEO 7: Buona la stagione dell’ex team Sauber: è sempre stabilmente in zona punti o almeno a ridosso. Dopo il periodo di sbandamento tra Spagna e Canada (le uniche tre gare dove l’Alfa non è mai arrivata a punti), con gli aggiornamenti portati da Simone Resta, dal Gp di Francia, è in ripresa. Peccato per la penalità in Germania che ha fatto perdere 12 punti pesantissimi al team svizzero.

RAIKKONEN 8: Buonissima la stagione del finlandese sempre presente sul pezzo. Sta portando a casa tantissimi punti e sta lavorando alacremente per la causa Alfa Romeo. È secondo nel mondiale degli altri. La stoffa c’è ancora nonostante l’età avanzata.

GIOVINAZZI 5: Va bene il non correre da due anni, va bene che ha avuto parecchie disavventure e molta sfortuna nel suo cammino, ma il parziale di 31 a 1 in favore del finlandese comincia a diventare abbastanza pesante per il pilota di Martina Franca. All’Alfa Romeo mancano soprattutto i suoi punti. Speriamo in una seconda parte migliore.

RACING POINT 5: Quasi quasi si stava meglio quando si stava peggio: quando il team si chiamava Force India e aveva poco budget riusciva sempre a sfornare ottime vetture che gli permettevano di giocarsi il ruolo di 4ª forza del mondiale. Ora che i soldi ci sono (grazie a Stroll padre) a mancare è proprio la competitività della vettura. Troppo spesso sono lontani dalla zona punti e nemmeno la versione B portata in Germania è riuscita a migliorare queste prestazioni, al di là del 4º posto di Stroll ad Hockenheim.

PEREZ 5: Da uno come lui ci si poteva aspettare di più. Più volte ha vinto il confronto interno con Stroll ma si ritrova dietro al canadese nella classifica piloti. Vediamo se si riprende.

STROLL 5: Difficilmente è a livello di Perez, qualche volta ci viene da chiederci perché corra in F1. Un voto in più per la fantastica gara in Germania, ancora una volta si dimostra un pilota in grado di emergere nelle gare pazze.

HAAS 2: Ad inizio anno il team americano fece tanti proclami, ma durante la stagione si è perso tra sviluppi errati, piloti che si autodistruggono e polemiche con Pirelli e sponsor. Una bomba ad orologeria pronta ad esplodere da un momento all’altro.

MAGNUSSEN 3: Pilota sempre falloso, buono solo a fare danni soprattutto al compagno di squadra. Poco rispetto per il team in cui lavora. Almeno qualche volta porta a casa i risultati.

GROSJEAN 2: Discorso simile a quello del danese, con la differenza che lui porta a casa risultati ancor più scarsi (solamente 3 volte a punti). Almeno imparasse ad uscire dalla pit senza far danni…

WILLIAMS 1: Come i punti fatti in questo mondiale. La situazione del team inglese è imbarazzante: in ritardo sulla tabella di marcia fin dai test, alle prime gare i piloti erano costretti a girare lontano dai cordoli perché non avevano i pezzi di ricambio. Magra consolazione: almeno le prestazioni stanno migliorando.

KUBICA 6: Le prende da Russell, quasi sempre chiude il gruppone ma quando veramente conta l’esperienza è in grado di portare a casa un punticino d’oro. Comunque la sua è una favola e in qualsiasi modo finirà sarà sempre una bella storia da raccontare.

RUSSELL 6: È nettamente più veloce di Kubica, il confronto interno è tutto dalla sua parte ma, incredibilmente, è l’unico pilota con ancora 0 punti in carniere. Il potenziale l’inglese ce l’ha ed anche grande, peccato che la monoposta non gli permette di fare belle figure. Speriamo che non faccia la fine di Wehrlein (ottimo pilota che non ha mai avuto una macchina per mettersi in mostra e si è ritrovato fuori dal mondo della F1). Nel frattempo sufficienza sulla fiducia.

Il “pagellone” di metà stagione è finito, buone vacanze a tutti. Ci rivedremo a Spa!

Autore: Mattia Maestri – @mattiamaestri46

Foto:
Alessandro Arcari _ @berrageizf1
F1 – @F1

1 commento

  1. Avrei dato di più a Giovinazzi: spesso è stato sacrificato con la strategia per permettere a Kimi di prendere più punti del normale. Questo spiega il pesante distacco.

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