Hamilton vince in rimonta il GP d’Ungheria

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Campionato di Formula Uno alla dodicesima tappa stagionale. Dopo lo spettacolare Gran Premio di Germania il Circus approda in Ungheria prima della pausa estiva di tre settimane alla fine della quale si andrà tra i boschi della Ardenne per il GP del Belgio. Dopo una sessione di qualifiche tiratissima dalla quale è emerso Max Verstappen alla prima pole in carriera (centesimo pilota ad ottenerla in F1, nda), in gara si impone Hamilton che vince in rimonta il GP d’Ungheria e allunga in maniera forse decisiva su un mesto Bottas.

Vediamo nel dettaglio come si sono sviluppati i 70 giri da inanellare sul budello magiaro dell’Hungaroring. Alla partenza Max Verstappen non commette errori e sfila al comando del gruppo. Hamilton, partito leggermente meglio di Valtteri Bottas che arriva a ruote fumanti in Curva 1, tiene duro e passa di forza il compagno di squadra ben sapendo che doveva approfittare proprio allo start per mettersi in condizione di lottare per la vittoria. Il finlandese, affiancato da Charles Leclerc, danneggia l’ala anteriore in un quasi impercettibile contatto con il monegasco. Alla fine del primo giro Bottas sarà quinto, sopravanzato da entrambe le Ferrari. Da segnalare la pessima partenza di Gasly che, dopo le fasi iniziali, si trova nono alle spalle della McLaren e di Kimi Raikkonen.

Il valzer dei pit stop si avvia proprio con Bottas, al sesto giro, che entra per sostituire l’ala in colpevole ritardo considerando il ritmo che aveva dopo “il bacio” dato a Leclerc. Il 77 monta gomme hard nella speranza di ridare senso ad una gara iniziata male. Al rientro in pista il finnico è ultimo ed ha una montagna da scalare.

Al giro 10 le posizioni sono praticamente congelate, con Verstappen in controllo su Hamilton (staccato di poco più di due secondi) e le Ferrari che iniziano ad accumulare un riardo importante derivante dalle solite problematiche che la SF90 incontra nella gestione delle gomme: nel T2 e nel T3 è tantissimo il gap che la Rossa va ad “ammassare”.

Al giro 18 entusiasmante “duello fratricida” tra Kvyat e Albon col russo che ha la meglio sul giovane compagno di squadra dopo quattro curve in cui i due sono stati appaiati rischiando costantemente il contatto.

Al giro 20 ritroviamo Valtteri Bottas in quindicesima posizione incollato a Ricciardo. Nel frattempo Hamilton inizia a pressare da vicino Verstappen: distacco di poco più di un secondo con la vettura dell’olandese che inizia ad andare in crisi con le Pirelli Medium. Nel frattempo il distacco della Ferrari è di quasi venti secondi dalla testa. Altrettanto quello delle due McLaren dalle SF90. Le vetture di Woking girano in parata dinnanzi al solito, anonimo, Pierre Gasly.

Al 22° giro inizia il bluff Mercedes che fa uscire i meccanici nel tentativo di metter pressione alla Red Bull. Nel frattempo si fanno insistenti i team radio di “Mad Max” che si lamenta delle proprie gomme, soprattutto di quelle posteriori.

Al giro 26 Verstappen entra ai box con Hamilton che non lo segue. L’olandese rientra in pista davanti alle Ferrari ma in un gruppetto di doppiati.

Leclerc, al giro 28, è il primo dei ferraristi a “pittare” quando il ritardo accumulato dalla testa era siderale. Il monegasco rientra in quarta piazza alle spalle di Vettel.

Il campione del mondo in carica rientra ai box al giro 31 per montare la Hard. Verstappen si riprende la testa con un distacco di quasi sei secondi. Al momento la strategia Mercedes pare non aver pagato, a meno che non vi sia la speranza di godere di uno pneumatico più fresco nelle ultime fasi di gara. Vettel, terzo, non ha ancora effettuato la sosta. Bottas, intanto, riesce finalmente ad entrare nei punti sbarazzandosi con fatica abnorme di un coriaceo Daniel Ricciardo.

Al giro 35 la gara si accende: Hamilton, dopo aver recuperato cinque secondi in tre giri, s’incolla al talento olandese e si mette in zona DRS. Lewis ci prova all’inizio del giro 36 in fondo al rettilineo con Verstappen che si salva anche grazie ad Albon che gli consente di aprire il DRS. Il campione del mondo non molla e resta in modalità cacciatore. Al giro 38 altro tentativo con una Racing Point a tirare la scia all’olandese.

Duello rusticano al giro 39 con Hamilton che affianca Verstappen e assaggia la via di fuga. L’inglese rientra in pista incollato ma desiste e si rimette ad inseguire da presso. Ora lo spettacolo e l’adrenalina la fanno da padroni.

Vettel si ferma al giro n°40. Pit stop non perfetto per il montaggio della gomma Soft. Come aveva anticipato Mattia Binotto le due Ferrari hanno effettivamente sparigliato la strategia. Il tedesco rientra alle spalle di Leclerc, come da copione. A seguire Sainz, Gasly, Norris, Bottas risalito in nona posizione e Ricciardo a chiudere la zona punti. Nel frattempo Verstappen mette un po’ di spazio tra sé ed Hamilton.

Al giro 48 Bottas ritorna ai box per rimontare le gomma a banda gialla. Il finnico è ora dodicesimo. Dopo poco è tempo di seconda sosta anche per Hamilton che, a sorpresa, monta le Soft quando era ad un solo secondo dal talentino olandese.

Nel frattempo Bottas si sbarazza delle Toro Rosso e si porta in zona punti. Al giro 52 il finlandese sorpassa Perez per la nona piazza e Grosjean si ritira per problemi alla sua monoposto.

A dieci giri dalla fine Hamilton si trova staccato di dodici secondi dalla testa. La strategia a doppia sosta per ora non ha pagato anche se il britannico ha preso ad inanellare giri veloci a raffica. Ma è solo una sensazione poichè, a cinque giri dalla fine, le gomme di Max Verstappen sembrano esser defunte. Il campione del mondo in carica è infatti è a tre secondi: in cinque giri il 44 ha mangiato ben nove secondi all’olandese.

Al giro 66 l’aggancio. Si rinnova il duello rusticano tra i due che, al giro 67, ha il suo epilogo: l’olandese deve alzare bandiera bianca dinnanzi ad un Hamilton determinato come raramente si è visto. Il britannico passa all’esterno un Verstappen che accenna ad una reazione infruttuosa. Al giro successivo Verstappen decide di fermarsi per montare le medium.

Nel frattempo Vettel agguanta Leclerc e lo passa per un podio meritato. Anche se la gara delle Ferrari è da dimenticare quasi del tutto perchè evita l’onta del doppiaggio per una manciata di secondi.

Hamilton vince per la settima il Gp d’Ungheria e posa una pietra tombale sulle velleità iridate di Valtteri Bottas che deve accontentarsi di un mesto ottavo posto. Lewis è tornato in grande stile dopo il deludente appuntamento tedesco. Il mondiale piloti è più vicino che mai. Così come il record di trionfi di Michael Schumacher che dista solo dieci vittorie.

Il giro veloce, con relativo punto, va a Max Verstappen che arriva secondo. Terzo è Sebastian Vettel. L’Hungaroring ci dice che la Red Bull è ormai la seconda forza in campo, con la W10 che si conferma essere una bestia da gara più che da qualifica. La Ferrari ha molto lavoro da fare durante la pausa perchè il distacco preso a fine gara è stato oggettivamente troppo grosso.

Hamilton vince in rimonta il GP d’Ungheria. Qualcuno sarà in grado di arginare il britannico a nove gare dalla fine?

A seguire l’ordine d’arrivo:

Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1 – @F1

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