Ferrari spettatrice non pagante

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Ferrari spettatrice non pagante a guardare da lontano, molto lontano.

Guardare un grande gara di Lewis e Max. Per la prima volta quest’anno si è sentita nell’aria quella sottilissima tensione che sapeva di ‘sfida vera’, per riaprire, in un modo o nell’altro, la corsa al titolo. Non l’hanno decisa i piloti, nel senso che sono stati entrambi totalmente impeccabili, quanto piuttosto ciò che il pacchetto globalmente poteva dare. Il campione del mondo ad armi pari non è riuscito a passare Max, che si è difeso in maniera esemplare, e allora il box dopo qualche calcolo ha deciso. Il rischio del pit è stato dettato dal non avere nulla da perdere visto che le Ferrari erano lontanissime, indubbiamente più del previsto.

Tornato sotto, il campione in carica ha passato l’olandese con grande facilità. Questo anche perché i consumi ottimali della PU tedesca hanno permesso una performance costante della W10 per tutta la gara. Lewis torna a volare in classifica. Diciamo che chiude il primo tempo col mondiale ipotecato avanti di 3 gol. Potrà perderlo solo lui, anche se non si capisce bene come. 

Giornata no per Bottas che alla lunga sta soffrendo. Tenere Lewis dietro, a qualunque costo, era l’intento; ma ha rimediato solo un contatto con un ‘negligente’ Leclerc che ne ha penalizzato l’intera gara. Scivola a 62 punti dal compagno e ne mantiene solo 7 su Max. Si fa un po’ critica la sua posizione, anche dopo le poco rassicuranti parole di Toto Wolff, che sembra aver cominciato la manovra sostitutiva, prendendola nemmeno troppo alla lontana. Probabilmente Valtteri già sa: il suo futuro in F1 dipende sempre da quello che di buono potrà ancora dimostrare. Il suo animo da team mate lo aiuterà nel caso a trovare facilmente un altro sedile (Renault?). Sembrerebbero infine svaniti i dubbi sull’efficacia degli aggiornamenti Mercedes, anche se lo stesso Toto Wolff ha parlato di dover ancora trovare per la qualifica. Il cosiddetto ‘fine tuning’. 

Ferrari spettatrice non pagante dicevo, ma si sapeva. Del resto è toccato a tutti esserlo, dipende essenzialmente dal tracciato. La vettura è la stessa della Germania con qualche altra modifica, e lì la velocità non mancava per niente, per lo meno sull’asciutto. 

Certo a Budapest si è andati vicini al doppiaggio. Preoccupa molto, in questo senso, Singapore. I problemi ormai noti della SF90 ricordano in piccola parte quelli della W08, velocissima ma inguaribile sui tracciati dalle curve lente. Il problema però non è più di tanto l’Ungheria, ma il non aver sfruttato i punti di forza andando al time out estivo con un risultato che pesa, emotivamente, come un macigno. 

Quanti Gp poteva vincere? Quattro, con molta fortuna anche cinque. 

Per questo da Maranello dovranno tornare ancor più concentrati. Speriamo ulteriori aggiornamenti, per lo meno di motore. Non deve svanire la fame di arrivare al successo perché, dopo le ferie, ci saranno due piste tra le più congeniali alla SF90. A patto di non fare altri errori, e parlo sia di affidabilità che di piloti, saranno due appuntamenti prestigiosi dove si può e si deve far bene per cercare una vittoria ormai da mesi rimandata. 

A Spa e a Monza non ci sono deroghe, attendiamo la Ferrari protagonista.

Autore: Giuliano Duchessa – @GiulyDuchessa
Foto: Alessandro Arcari@BerrageizF1

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