“Ad agosto la F1 chiude… “

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“Ad agosto la F1 chiude… “

Come sapete ho il malvezzo, se così si può dire, di ricorrere a citazioni latine. Non lo faccio per dare sfoggio di cultura (una citazione non dà certo il patentino di persona acculturata), ma perché quelle citazioni hanno una storia e una “sentenziosità” che sono la loro bellezza. Quelle frasi restano scolpite attraverso i secoli per giungere sino a noi. Quelle latine, poi, hanno il vantaggio di essere estremamente concise, e questo le rende ancora più belle.

Dio acceca chi vuole perdere, o Dio fa impazzire coloro che vuole rovinare. in latino “Quos deus perdere vult, dementat prius”. La frase è stata cristianizzata ma ci arriva dal mondo pagano. Prima c’era Giove. Ma non cambia di una virgola la sua sostanza.

Spesso penso che tale “motto” ben si adatti alla attuale Formula Uno, alle sue incredibili ed intrinseche contraddizioni. Aggiungo: “spesso il diavolo si nasconde nei particolari”, ecco un’altra frase ben nota. Cioè, le cose piccole dicono del resto.

Va bene, vado al sodo:

Kimi Raikkonen

Ad agosto, da diversi anni, niente Formula Uno.

Lo ripeto. Ad agosto niente Formula Uno. Per essere precisi, quest’anno dal 4 agosto (finito il Gp di Ungheria) le factory di tutti i team devono chiudere i cancelli. Poiché la FIA vive di burocrazia, per dettaglio possiamo dire che dal 2014 la cosa è stata addirittura normata con apposito articolo del regolamento sportivo (21.8), ma la prassi è stata introdotta nel 2009

Il motivo? Una sorta di gentleman agreement fra le squadre per far riposare piloti e uomini e, naturalmente, poi, il consueto mantra di mister Todt: risparmio.

Vediamo. Ad agosto.

Cioè, quando potenzialmente molte persone godono di un periodo di ferie e potrebbero andare a vedersi un Gran Premio con le ricadute anche televisive di tale evento… la Formula Uno impone e si auto-impone la chiusura delle “fabbriche” del motorsport.

E’ come quel sindaco di un comune che vive di turismo che, per risparmiare, taglia qualsiasi cosa della programmazione turistica nel momento più importante per far girare l’economia e poi si lamenta perché i turisti non vengono più. E’ ridicolo vero? Se non si investe si decresce. E’ una ferrea legge economica. Che poi, francamente, lo sanno tutti che in realtà i top team continueranno a lavorare di soppiatto. Quindi il tutto è condito da una straordinaria ipocrisia

Tra l’altro giova ricordare che, finito il Mondiale, a parte i tecnici c’è un bel periodo in cui meccanici e staff di ogni team hanno il tempo per riposarsi (c’è tra l’altro il divieto di test in pista). Certo, meno che in passato, visto che la stagione si è allungata progressivamente da 16 a 21 GP, ma comunque per almeno due mesi abbondanti la Formula Uno va in letargo.

Insomma… sì, Dio fa impazzire coloro che vuole rovinare.

Autore: Mariano Froldi@MarianoFroldi

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