Vettel e un anno di errori…

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Lo sport, come la vita, in molte occasioni sa spesso essere davvero crudele, incurante di tutto e tutti. I drammi, sportivamente parlando, sono all’ordine del giorno soprattutto quando l’ingranaggio si inceppa, qualcosa che in Ferrari sembra essere oramai cronico. La completa latitanza della dirigenza italiana, dopo la triste ed improvvisa scomparsa del compianto presidente Marchionne, collima con le prestazioni sciorinate in pista, incapaci di soddisfare un pubblico, quello ferrarista, particolarmente ingordo di vittorie. La riflessione odierna, scaturita da una telefonata con un collega della carta stampata, non a caso si intitola “Vettel e un anno di errori…”, volendo simbolicamente (e non solo) ripercorrere la carriera del “paperino rosso” durante l’ultimo anno solare.

Ebbene si… il prossimo fine settimana saremo ad Hockenheim. Ancora una volta. Tra i ricordi dello scorso week-end tedesco, oltre alla memorabile doccia fatta sotto il podio per la subitanea tempesta perfetta, resta vivo nella mia mente, come in quella di tutti gli appassionati della F1, il crollo psicologico di Sebastian Vettel. Il tedesco in realtà era riuscito a crearsi una situazione favorevole, comprendente di tutti i crismi per trasformare quella giornata in una di quelle da “raccontare ai nipotini”. La SF71-H volava lungo il tracciato “mozzato” da Tilke e compagnia bella – io, detto tra noi, preferivo quello con i lunghissimi rettilinei alternati da chicane lente, il tutto raccordato dal Motodrom – lasciando presagire il trionfo in casa dei tedeschi di un tedesco, ma di rosso vestito. 

Vettel e un anno di errori...

Non credo serva ricordare lo svolgimento dei fatti dopo che la pioggia decise di erigersi a protagonista assoluta, cambiando di fatto, da metà gara in poi, le sorti del Gran Premio. Piuttosto, reputo maggiormente opportuno focalizzarmi sulle conseguenze di un errore, forse stupido e banale, ma che raffigura l’ampia esiguità caratteriale dimostrata dal pilota di Heppenheim. Se proprio volessimo vedere la faccenda in maniera più ampia, disponendo di un quadro generale dello scenario, le “leggiadre piroette” realizzate da Sebastian durante i corpo a corpo dell’ultimo anno solare risultano diverse: Italia, Giappone, Stati Uniti e Bahrain gli scenari dei balletti in rosso, con Hamilton, Verstappen e Ricciardo partner della messa in scena.

A mio modo di vedere, in tutti quanti gli episodi sopracitati, la costante che accomuna gli eventi è l’ansia “circostanziale” del tedesco, abile nel “disinnescare” la propria destrezza. Diro di più. A conti fatti, risulta talmente evidente il ruolo che Sebastian assume in queste occasioni, che definisce con ottusa chiarezza uno “status quo” oramai ben radicato nella testa del 4 volte campione del mondo. Questa condizione mentale, nella quale Vettel “cade” ogni qual volta che le temperature si alzano, assume contorni di certezza deplorevoli, manifestando quell’immobilismo oramai atavico che definisce il pilota.

In altre parole, cercando di metterla giù più chiara, Sebastian Vettel non è più quello di prima. O forse, semplicemente, abbiamo scoperto che, se messo sotto estrema pressione (il 2014 ne è prova lampante) non possiede le skill adatte per contrastare tale stress. Non mi è mai piaciuto (francamente non riesco proprio ad esserlo) assolutista nella vita, e proprio per questo sono sempre curioso di conoscere opinioni altrui, per poi confrontarmi dialetticamente, se necessario, difendendo anche con forza il mio punto di vista. 

Potremmo quindi tranquillamente aggiungere, trattandosi di una riflessione a freddo, se fossimo in mala fede o puntigliosi, molti altri sbagli rispetto a quelli menzionati durante la stesura del pezzo. Tuttavia, in questo particolare caso, resto sereno nel mio “giudizio”. 

Vettel è bollito?  Non credo proprio…

Vettel è scarso?  Non lo è mai stato…

Vettel non ha talento? Niente di più falso…

Vettel commette tanti errori? È un dato di fatto. 

Autore: Alessandro Arcari – @BerrageizF1

Foto: Ferrarihttps://twitter.com/ScuderiaFerrari

6 Commenti

  1. Sebastian va in crisi appena ha un compagno veloce. Ha fatto il fenomeno con Webber e con Raikkonen in pensione. Con Ricciardo ne ha prese talmente tante che è dovuto scappare. Ora sta soffrendo Charles e si vede perché sta guidando male. Soprattutto in qualifica.
    Non parliamo poi di tutti i duelli persi contro Hamilton e Verstappen.

    • Perfectly agree, ma non è l’unico nella generazione di piloti “più recenti”, arrivati in F1 forse troppo giovani (sì,la generazione seguente, Verstappen Leclerc ecc. per intendersi, è arrivata ugualmente giovane, ma già più scolarizzata in ottica F1, e parrebbe che questa tecnica di allevamento paghi). La domanda finale che manca all’articolo è “Vettel è così forte come dicono 4 titoli mondiali?” …la risposta purtroppo probabilmente è no. Hamilton non è imbattibile, ma neanche battibile così

  2. Che Hamilton ha sbagliato tanto quando cercava di superare i limit del mezzo per i compagni stuzzicanti come Alonso, Button e Rosberg vedo che si dimentica. Vettel va in crisi quando perde la fiducia nella squadra. Quando la squadra era pro Ricciardo o pro Raikkonen, perchè Monza e dopo questo hanno mostrato, o pro Leclerc con pezzi non funzionanti e errori o richiami al box nei momenti errati si è sentito tradiTo. ..a macchine cambiate Hamilton aveva un titolo e Vette avrebbe già superato Schumacher. La Migliore Ferrari da quando è arrivato prendeva 30 secondi a corsa in 75% dei GP…

    • Bella questa. Hamilton, fatti alla mano, ha battuto Alonso ALL’ESORDIO! Rosberg è stato schiantato sempre, anche nell’anno in cui ha vinto il titolo. Hamilton perse solo per problemi tecnici continui. Però la vettelina media fa finta di non ricordare. Con Button non mi pare abbia preso chissà quale cappotto.
      Vettel va oltre il limite per sopperire ai problemi della macchina? Un quattro volte WC dovrebbe sapere quale è limite evitando di girarsi come un fesso ad ogni occasione.

  3. É fácil bater recordes quando se tem o melhor carro. Difícil é se restabelecer quando tudo ta dando errado. Vettel, acredite em seu potencial e dê uma resposta aos que te depreciam.

  4. Da tempo ho vista Seb sbagliare , buttare al vento …..vittorie , e Nel Rapporto con Charles , dal ruolo di sconfitto passare a quello di aiutante del piu veloce compagno….un modo x spostare l’attenzione

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