Verstappen tra aggressività e razionalità

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L’acquisto di maggior solidità di Red Bull per la stagione 2019 non è qualcosa, nonostante la crescita di Honda, arrivato dall’estrno del team, ma la nuova maturità acquisita da Max Verstappen. L’olandese è il primo pilota della storia della F1 in grado di unire, a soli 21 anni, estrema giovinezza anagrafica ad esperienza pluriennale nella massima categoria del motorsport, esordì infatti a 17 anni nel 2015 su Toro Rosso. Una combinazione potenzialmente esplosiva per il futuro in ottica mondiale, sempre se il figlio di Jos potrà fare affidamento su una vettura vincente. A questo proposito, diverse illazioni si sono rincorse dopo la conferenza stampa piloti pre GP d’Austria, in cui l’olandese ha dichiarato di non voler arrivare ai 30 anni senza poter lottare per la vittoria; chiaramente, l’affermazione a Spielberg ha ribaltato questo argomento, ora si parla, al contrario, delle ambizioni del trio Verstappen-Red Bull-Honda. 

Il GP d’Austria è assolutamente rivelatore di tutto ciò: Max dopo l’errore commesso in partenza che lo ha lasciato fermo sulla piazzola, ha combinato fermezza e furore in modo perfetto, con una lucidità estrema sino alla vittoria finale. Il contatto con Leclerc non ha usato danni a nessuna delle due monoposto (fino a poco tempo fa, era l’opposto se ci si toccava con lui), ma sopratutto, se ne si analizza la genesi, è chiaro come e quanto l’olandese abbia studiato Charles prima di portalo a termine. Una fase, questa, che in lui era quasi del tutto assente: quando un avversario era “a tiro”, si buttava riflettendo poco, pagando e facendone pagare le conseguenze, mettendo cattiveria ed istinto agonistico davanti a tutto; ora, invece, media con la razionalità e il ragionamento.

Un’altra gara che può essere portata ad esempio del nuovo Verstappen è Monaco: deve essere stato frustrante restare incollato ad Hamilton con il successo a pochi centimetri nelle stradine strette e tortuose del Principato per così tanti giri, eppure lo ha fatto senza colpi di testa che avrebbero compromesso anche la seconda posizione, cercando di estenuare da dietro il cinque volte campione del mondo, inducendolo all’errore.

Conseguenza di questa nuova mentalità, più solida, è anche la considerazione delle parole di Verstappen nel paddock: si percepisce che viene attribuito loro un maggior valore, il fatto non ci siano state altre “mattane” in pista mette il suo talento in primo piano e lo rende più stimato da tutti, colleghi e giornalisti; sta studiando da leader. Questo, nonostante Max continui ad essere una voce fuori dal coro: sul recente affaire canadese, infatti, è stato l’unico, sempre in conferenza stampa al Red Bull Ring, a dire di non considerare una buona idea l’istituire un collegio fisso di commissari.

Autore: Elisa Rubertelli – @Nerys_ Foto: Aston Martin Red Bull Racing – @redbullracing

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