Strali percentuali (prima parte)

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Si fa un gran parlare, in questi giorni, del fatto che Hamilton sia ad un tiro di schioppo dal record di vittorie di Schumacher. Ma che valore ha un record del genere? I numeri non dicono molto se non vengono contestualizzati, analizzati, rapportati.

Mi spiego: è poco sensato confrontare due piloti solo in base al numero di vittorie, perché i campionati a cui ha partecipato Schumacher non contemplavano 21 gran premi come quelli attuali. E’ più sensato fare un confronto rapportando il numero di vittorie al numero di gran premi disputati.

Ebbene, percentuali alla mano, Lewis Hamilton ha già battuto Michael Schumacher. Il tedesco ha corso 307 gran premi, totalizzando 91 vittorie: fa 29,64%. L’anglo-caraibico, attualmente, su 239 gran premi ne ha vinti 80: fa 33,47%.


Però, prima che folli folle inferocite comincino ad accusarmi di sacrilegio e di blasfemia (da qui “strali percentuali”) per aver anteposto Lewis a Michael, vorrei evidenziare che entrambi, in questo valore percentuale, vengono sonoramente battuti da altri piloti: Jim Clark, per esempio, arriva al 34,72%; Juan Manuel Fangio, addirittura, al 47,06%. Certo, altra epoca, altre corse…

Tornando ai nostri giorni, chi è, tra i piloti in attività, quello che più si avvicina ad Hamilton?

Strali percentuali (prima parte)

Sicuramente Sebastian Vettel: con 229 gran premi e 52 vittorie, arriva al 22,71%. E dopo? Dopo, numericamente parlando, il vuoto: Kimi Raikkonen 6,95%; Max Verstappen 6,59%; Daniel Ricciardo 4,38%; Valtteri Bottas 3,91%…

Freddi numeri, si potrebbe obbiettare. Dati oggettivi, si potrebbe rispondere.

Come intuibile dal titolo, questo articolo avrà una seconda parte che analizzerà lo stesso valore percentuale per quanto riguarda i team. E le sorprese, garantito, non mancheranno. Strali percentuali…

Autore: Mauro Mondiello – @mauro_mondiello
Foto: Ferrari

2 Commenti

  1. Numeri importanti, ma non viene mai preso in considerazione che Schumacher ha si 91 vittorie però ottenute con 68 poles. Questo secondo me rende onore alla grandezza e alla capacità di vincere pur non partendo primo in griglia.

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