Silverstone, che gara!

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La Formula Uno nell'era del complotto

La pista dove tutto è iniziato (primo Gran Premio del primo campionato di Formula 1) ha offerto uno spettacolo che vorremmo vedere sempre: una gara con tante battaglie ruota a ruota. Ed il fatto i che protagonisti siano stati i piloti in pista e non i commissari di gara ci fa ben sperare per il futuro: magari si è finalmente compreso che bisogna lasciarli correre, ‘sti piloti!

I due ragazzini terribili, Verstappen e Leclerc, se le son suonate anche stavolta. L’olandese ha ormai da tempo dimostrato di essere maturo, spietato, affamato. Leclerc ha stupito per velocità, determinazione e per l’estrema bravura nel difendere la posizione: il monegasco, nelle sue manovre atte a “spezzare” le accelerazioni dell’avversario, ha ricordato il miglior Alonso. Mostruoso il passo gara di Hamilton, che agguanta anche il giro più veloce all’ultima tornata, con gomme vecchie. Raggiunge le 80 vittorie in carriera e si porta a quota 11 dal record di Schumacher. Vedere l’inglese affrontare alcune curve, in primis Maggotts e Becketts, metteva i brividi: sembrava un alieno rispetto a Bottas, che pure ha la sua stessa vettura.

Abbiamo assistito, poi, all’ennesima “vettelata”: Sebastian, ancora una volta durante un corpo a corpo, commette un errore che compromette gravemente la sua gara (oltre che quella di Verstappen). Ormai sembra un Maldonado qualunque. Mi chiedo come la Ferrari giustifichi a se stessa l’enorme ingaggio del tedesco a fronte di errori indegni per un pilota che si fregia di 4 titoli mondiali. Per quel che concerne i valori messi in campo dai team, l’ex aeroporto inglese dice che Mercedes è ancora di un’altra categoria, che Ferrari sembra ormai retrocessa a terza forza di questo mondiale, superata da una RedBull sempre più consistente, che Renault e McLaren fanno progressi, che Haas comincia pericolosamente a imitare le prestazioni della Williams.

Il tracciato britannico racconta anche un’altra, importantissima, cosa: su un circuito vero, con curve da pelo sullo stomaco, con vie di fuga in ghiaia, con punti dove poter interpretare più traiettorie, i piloti più bravi fanno la differenza e danno spettacolo. Che lo si tenga ben in mente quando arriverà lo spettro di un nuovo Tilkodromo.

Autore: Mauro Mondiellohttps://twitter.com/mauro_mondiello

Foto: Aston Martin Red Bull- @redbullaracing

2 Commenti

  1. Vorrei fare i complimenti a Vettel e Verstappen per quanto accaduto a fine gara. Seb che cerca Max, Max che porge la mano a Seb ancor prima che il primo la proponga. A prescindere dalla sequenza incredibile di errori di Seb (che comincia in Germania lo scorso anno… speriamo finisca lì quest’anno…), a prescindere dalle meravigliose battaglie tra Max e Leclerc, è questo gesto finale di entrambi che è bello: finita la battaglia, da Uomini veri, ci si chiarisce (a prescindere dal danno, fatto e subito) e ci si stringe la mano. Onore a entrambi.
    Per il GP: pista vera, battaglia vera, anche tra i 2 marziani (o mercedesiani?) lì davanti. Speriamo che Ferrari e RedBull trovino la via tecnica giusta per contrastare i teutonici. Complimenti alla Honda, che ha tenuto botta alla Ferrari per le velocità massime, davvero incredibile a dirsi, fino a poco tempo fa anche e solo a pensarlo.

  2. Il commento su Ferrari è del tutto opinabile (lo scrivente la vede così), ma per me e una stronzata fatto stà che Leclerc ha sverniciato entrambe le Red Bull con una vettura che con queste gomme non è sicuramente al top ma il motore quando serve dà quella forza in più che ha fatto commettere a Verstappen in Austria quel sorpasso irregolare perchè altrimenti non ci sarebbe riuscito: la Red Bull rimane terza.

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