Leclerc critica l’asfalto di Hockenheim

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L’undicesimo round del mondiale di Formula Uno 2019 va in archivio con un’altra delusione per Charles. Il monegasco dapprima perde la possibilità di realizzare la pole per la scarsa affidabilità della sua SF90, e poi, essendo autore di un fuori pista fatale, di sfidare a tu per tu Verstappen per la conquista del Gran PremioLeclerc critica l’asfalto di Hockenheim nell’ultima parte del circuito, anche se ammette candidamene il suo errore. C’è da dire che in Germania ultimamente le gare hanno offerto un grandissimo spettacolo, sia per il layout del tracciato tedesco che per i rovesci temporaleschi, tipici della Foresta Nera dove trova ubicazione la storica pista.

Proprio ieri, come peraltro successe nella passata stagione, un violento acquazzone si abbatte in terra tedesca. Questa volta però la pioggia arriva prima della partenza, per poi riapparire a metà gara scombussolando ancor di più i piani di piloti e scuderie. I grattacapi nella gestione delle strategie per le squadre sono stati tanti, e per una volta la Ferrari è stata in grado di approfittare della situazione. I tecnici di Maranello, condividendo le scelte con entrambi i piloti, fanno centro nei momenti chiave della competizione, tutto il contrario della poderosa Mercedes che, nel giorno dei suo centoventicinquesimo compleanno nel Motorsport,naufraga letteralmente nel diluvio do Hockenheim.

Il giovane monegasco, che per il problema sofferto in Q3 alla pompa della benzina parte decimo, è autore di una gara strepitosa, capace grazie al suo grande talento, ed al giusto timing nelle soste ai box, di portarsi in seconda posizione alle spalle di Verstappen. Purtroppo per lui la gara finisce anzitempo, visto l’errore fatale che getta alle ortiche una possibile lotta con l’acerrimo rivale della scuderia austriaca. Leclerc è un ragazzo molto intelligente ed consapevole di aver spinto troppo, provocando di fatto la perdita di aderenza della sua SF90, sancendo l’inevitabile triste epilogo. Malgrado i fatti Charles resta dubbioso sulla bontà dell’asfalto nell’ultima parte del tracciato.

Purtroppo è stato sufficiente un errore per rovinare tutta quanta la gara, ed ovviamente tutto ciò è solo colpa mia. Se poi però devo aggiungere qualcosa commentando la situazione, credo che in una categoria come la Formula Uno avere un asfalto come quello che c’è all’esterno delle ultime due curve ad Hockenheim non sia il massimo. Penso che non possa esistere una situazione del genere visto che il mio errore non è stato nulla di grave”, commenta il ferrarista con volto dispiaciuto per poi aggiungere: “Quando sono arrivato sull’asfalto esterno alla pista ero ad una velocità di 60/70 Km/h e avevo zero grip. Praticamente era come se stessi guidando sul ghiaccio. É davvero un gran peccato ma quello che ho detto sull’asfalto non è certo una giustificazione al mio errore. Anzi al contrario cercherò di apprendere da questa situazione facendone tesoro”.

Charles Leclerc

Senza dubbio la maturità del ragazzo trattasi di una caratteristica insita nel giovane pilota, capace di esaltare le folle offrendo un grande spettacolo, per poi analizzare, sempre con clama e raziocinio, gli sbagli commessi. Detto questo, se da una parte è giusto esaltare le immense doti di Leclerc, dobbiamo, ancora una volta in questa stagione, annotare sul taccuino degli errori un’altra situazione spiacevole, senza la quale, molto probabilmente, Charles avrebbe potuto lottare per la vittoria.

Autore e Foto: Alessandro Arcari@BerrageizF1

2 Commenti

  1. Errore spiacevole, ma nello stesso punto è uscito il pluridecorato Hamilton, Hulkenberg, Sainz, quindi non pivelli della Formula Uno, un po’ come appena 2 curve prima stampo’ al muro una fetta del suo mondiale un certo Sebastian Vettel… Se tanto da tanto…

  2. L’asfalto terribile è quello della via di fuga che, essendo dedicata a gare di accelerazione, è molto bituminoso e adesivo su asciutto, ma diventa una saponetta non drenante se piove. Non sono a conoscenza di differenze fra curva 16/17 e le curve precedenti del motodrom per quanto riguarda l’asfalto della pista (e relativo potere drenante). Certo se da una parte ci lamentiamo che le vie di fuga che perdonano qualsiasi errore (come in Francia e USA) non premiano i più bravi e mortificano lo spettacolo, poi non possiamo lamentarci se una via di fuga è impraticabile…

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