I marziani di Silverstone

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Ogni forma di vita al Gran Premio d’Inghilterra è stata distrutta definitivamente dalla superiorità extraterrestre… I marziani di Silverstone. Attenzione a Lewis Hamilton che ha seriamente cominciato il conto alla rovescia al record di Michael Schumacher. Mentre Bottas, pur avendo fatto la fine di Barcellona dopo una lotta iniziale bella e vera col team mate, ieri qualcosa di meglio l’avrebbe meritato.

Dietro di loro l’inferno.

Una gara che è stata piena zeppa di lotte e contro lotte. I marziani di Silverstone sono anche Verstappen e Leclerc a lasciare un altro segno nella testa dei tifosi, a marcare una differenza importante nei rispettivi team. Merito tecnicamente parlando della Red Bull che manda segnali forti e chiari di aver ingranato nella comprensione degli pneumatici, specialmente i più duri, grazie al lavoro di sviluppo come al solito azzeccato. Trattasi della squadra che più cresce nell’arco dell’anno, una cosa che da molti anni non cambia. I miracoli che frettolosamente si dicono provenienti dalla Honda in realtà sono il frutto di quello che Ferrari non riesce più a fare, almeno in allungo, quando il tracciato richiede di compromettere la vettura cercando di tirar su una coperta che resta purtroppo corta.

Però è vero, bisogna dargli atto, che i giapponesi non cambiano più i motori come bere un bicchier d’acqua. Di conseguenza le penalità sono diventate un ricordo. Per onestà dobbiamo dire che Max, frenato fino allo sfinimento da un ‘enorme’ vendicativo Leclerc e poi colpito dietro da Vettel, avrebbe finito molto più avanti e non tanto lontano dai Mercedes, unico ad avere potenzialmente un passo dignitoso in rapporto al team campione del mondo.

Demerito della Ferrari che ritarda gli sviluppi attesi. In realtà ciò che si attendeva era un “benedetto” fondo che finalmente potesse funzionare, oltre all’aggiunta di altre parti meccaniche le quali peraltro solo in parte hanno ricevuto la delibera per il decimo appuntamento mondiale. È davvero complicato capire se la direzione intrapresa sulla carta darà i risultati attesi nella realtà. Manca un anello fondamentale per il funzionamento della SF90. Possiamo notare che i piloti (almeno guardando Leclerc) si ritrovano oggi una vettura con più performance nello sfruttamento delle gomme nel giro singolo, ma difficile da gestire sulla distanza.

Questo da quel che vedo trova una spiegazione, almeno in parte, nel miglioramento realizzato nell’inserimento in curva della SF90, a scapito però della trazione e dell’interpretazione del posteriore. Da qui la chiarissima difficoltà di Vettel nel trovare ciò che gli serve nel giro secco e le difficoltà nel passo. Charles, che di suo non ama il ‘sottosterzo obbligatorio’ richiesto oggi su queste F1, riesce a sopperire e adattarsi meglio tirando fuori il giro buono ma non può bastare. Non sarà sufficiente in Germania e neanche dopo, soprattutto pensando che i marziani di Silverstone sono pronti a ripetere la sfavillante prestazione. In Ferrari se non si arriva velocemente ad una quadratura, che permetterà anche di ricominciare a progredire oltre che aggiustare, saranno guai.

C’e poi da ricordare che la storica scuderia italiana non è stata affatto fortunata anche quando aveva la chance di vincere, figuriamoci con questi chiari di luna se può pensare di accaparrasi dei successi soffrendo ancora di questo un “male oscuro”. Red Bull ad esempio ha individuato e risolto molte delle sue lacune congenite, disponendo addirittura di un rake di base svantaggioso più accentuato.

Mi aspetto comunque un click che migliori un po’ la situazione sbloccando il potenziale della SF90, che per varie ragioni poteva ma non è riuscita a dimostrare fino ad ora. Personalmente stimo e do molto credito alle placide rassicurazioni di Binotto, essendo sicuro che per l’andamento del campionato saprà bene cosa fare. Tuttavia risulta altresì corretto ricordare che pur godendo di enorme fiducia senza i risultati quest’ultima non è mai illimitata per nessuno. Credo abbia capito quanto e dove intervenire quindi vedremo quali decisioni, non tutte nelle sue mani, ci attendono nei prossimi mesi…

Autore: Giuliano Duchessahttps://twitter.com/GiulyDuchessa

Foto: Alessandro Arcari – @berrageizf1 – Ferrari@ScuderiaFerrari

1 commento

  1. In riferimento a RB e Honda: vorrei far notare che Gasly e Verstappen non perdevano sul lungo, nemmeno quando Vettel e Leclerc aprivano l’ala mobile (una dannazione dello sport…). Segno evidente che, sulla distanza, la Honda può assicurare cavalli (sarà un motore più parco degli altri, pur senza perdere troppo in potenza?). Se la RB azzeccherà ulteriori aggiornamenti e il motore Honda promesso per Monza (così leggo da stampa specializzata nipponica) manterrà fede alle promesse, non la vedo bene per la Ferrari, ma solo per lo sport (vedesi lotte con Mercedes e non solo tra Mercedes…).

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