GP Germania: riflettori su Vettel

0

Com’era lecito aspettarsi, sia per i temi cogenti che per il trovarsi in terra tedesca, tutte le attenzioni si sono risversate su Sebastian Vettel nella conferenza stampa riservata al piloti. Presenti anche Nico Hulkenberg del team Renault, altro driver di casa, Kimi Raikkonen, Alfa Romeo e Carlos Sainz McLaren. GP Germania: riflettori su Vettel. Vediamo.

Iniziamo con le dichiarazioni di Vettel, incalzato dai giornalisti sulle difficoltà con la SF90, il suo futuro, le proprie motivazioni e sull’ultimo, complicato, anno solare.

“La macchina mi dà a volte sensazioni migliori ed altre peggiori; dopo la prime gare il quadro è stato più chiaro su cosa ci mancasse, non siamo competitivi come vorremmo, ma la direzione intrapresa è quella giusta. Certo, è fondamentale comprendere a cosa sia dovuta questa incostanza: stiamo provando tantissime varianti e anche quelle a volte incidono positivamente ma non sempre, comunque il quadro non è così drammatico rispetto al passato, niente a cui non ci possa adattare, insomma.

Chiaramente il punto di riferimento sulla velocità pura è Mercedes e lo resta, perché con Red Bull ci alterniamo sullo stesso livello; l’unica difficoltà dimostrata da Mercedes sinora è arrivata da piste in cui il degrado delle gomme è maggiore, come è accaduto in Austria.

Per me non è un fardello fatto di pressioni correre per la Ferrari, ma un privilegio. L’obiettivo mio e del team è tornare a vincere, l’annata fino ad adesso non è andata come volevamo, specie rispetto alle due precedenti, ma la direzione intrapresa è quella giusta: sappiamo che l’ambiente della F1 fatica ad usare una visione prolungata e lungimirante, ma fa parte del gioco.

Certo che voglio vincere, farlo qui a casa sarebbe speciale, Hockenheim è molto vicina al mio luogo di nascita, tanti amici verranno a vedermi, ma bisogna essere realisti: non parto di certo favorito, ma ho comunque un’opportunità.

Ho 32 anni, non so di certo adesso se correrò ancora a 40 come Kimi e, se l’aveste chiesto a lui alla mia stessa età, di sicuro non sarebbe stato in grado di dirvelo; molto credo dipenderà da come andranno i prossimi anni con i cambi di regolamento. Adoro gareggiare in F1, la motivazione è alta nel cercare di raggiungere l’obiettivo che mi sono dato con Ferrari; questi due aspetti, la determinazione e il piacere che provo nel correre, determineranno quanto resterò nella massima serie.

Ho commesso errori e fra questi alcuni sono stati più grossi: quando succede, sono io che mi metto sotto pressione, non l’esterno, proprio perché con me stesso sono in grado di valutarne l’entità e il peso, sono il più grande giudice di me stesso, per me è il modo più onesto di lavorare, è sempre stato così”.

Umanamente e professionalmente degne di nota le parole che Vettel e Raikkonen si riservano a vicenda, una lezione di rispetto ed affetto veri, merce rara e preziosa nell’ambiente.

Kimi: “Non ci manchiamo anche se non siamo più compagni di squadra, perché eravamo già amici prima e lo stiamo ora. Vettel non è cambiato: resta un pilota molto veloce ed ho sempre appezzato la sua onestà.”

Sebastian: “Anche se visti con gli occhi della gente, da fuori, sembriamo diversi, io e Kimi in realtà ci somigliamo molto: abbiamo gli stessi valori e, se siamo sempre andati d’accordo, è anche perché non c’è mai stato nessun gioco politico fra noi.”

Restiamo a Raikkonen che fa un piccolo bilancio della prima parte della stagione, risponde sulle differenze fra il passare da in un top team ad un altro di centro classifica e chiarisce sul suo futuro:

“All’inizio è stata un’incognita capire cosa non andasse dopo le gare negative, poi ci siamo ripresi, abbiamo un po’ migliorato ma resta difficile riuscire a valutare quanto in percentuale di potenziale complessivo della vettura sia sfruttato al meglio, di certo resta ancora tanto lavoro da fare. E’molto positivo che ogni weekend il team porti pezzi nuovi, non è una cosa semplice per una squadra di centro classifica.

Per me, alla fine, a parte partire più indietro, nel lavoro il quadro complessivo non è tanto diverso dallo scorso anno, in più qui ho ritrovato persone con cui lavorai già ai tempi della Sauber, forse ho un po’ più di tempo libero che uso per la famiglia, ma il resto in F1, nei suoi riti di interviste e nei suoi tempi, resta lo stesso.

Per ora non ho alcun programma dopo Alfa Romeo e il contratto di due anni che mi lega a loro.”

Carlos Sainz riflette sui progressi constanti della sua squadra:

“Non mi sarei aspettato di essere davanti alla Renault, siamo felici di combattere con loro, sono un ottimo avversario, ma a questo punto dobbiamo guardare ancora più avanti, verso i top team, per come stanno andando le cose. Non esiste un segreto per migliorare così tanto, è una combinazione di equilibri fra duro lavoro e sviluppo della macchina. Il mio desiderio è quello di staccarci dall’estrema vicinanza di valori che ci sono ora a centro griglia, forse non sarà un obiettivo raggiungibile quest’anno, ma il prossimo sì. Posso dire che i progressi di questa stagione sono molto figli della decisione presa lo scorso anno di concentrasi, visti i risultati estremamente negativi, di abbandonare l’evoluzione della vettura 2018 a beneficio di quella per il 2019.”

Niko Hulkenberg:

“A Silverstone ho avuto un problema elettrico, i meccanici non potevano intervenire, c’era il rischio di una scossa; è stato frustrante, sono stati punti mancati. Non siamo del tutto soddisfatti di questa prima età di stagione, abbiamo avuto difficoltà con l’affidabilità, non siamo ancora a posto con lo sviluppo della vettura. Penso comunque sia molto probabile che resterò qui anche nel 2020.

Ad ottobre proveremo in anteprima i nuovi pneumatici Pirelli ma non credo potrà essere chissà quale vantaggio, specie se non verrà comunicato quale tipo di mescola sia e perché a rotazione li proveranno anche gli altri team.”

Siamo in Germania, naturale chiedere ai due piloti di casa la percezione della F1 qui e quale potrebbe essere l’apporto di un eventuale approdo di Mick Schumacher nella serie:

Vettel: “Il boom della F1 in Germania è coinciso con l’era di Michael Schumacher, il pubblico tedesco però è molto sincero e, di certo, alcune decisioni prese di recente non hanno aiutato la popolarità del nostro sport qui in Germania.

Su Mick, non è giusto paragonarlo troppo al suo papà perché l’epoca e le vetture sono diverse, bisogna giudicarlo dandogli tempo; è un ragazzo gentile, mi auguro abbia l’opportunità in futuro di correre in F1, riportando entusiasmo, sarebbe una grande sfida per la Germania.”

Hulkenberg: “Mick ha bisogno di tempo, spero ce la faccia ad arrivare in F1, la sua presenza sarebbe linfa per il gradimento della F1 nel nostro Paese”.

Fin qui le parole, da domani la pista;

Prove libere 1: ore 11;
prove libere 2: ore 15

Autore: Elisa Rubertelli @Nerys_
Foto: F1 – @F1

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui