Digione vive

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Nella mia onorata carriera da professionista del divano, ho assistito a parecchi GP e ad un bel po’ di lotte in pista. Certo, con questa F1 moderna basata sul politically correct, le battaglie si sono affievolite e ridotte a delle scaramucce, tanto da farci vivere di nostalgia e di ricordi. Nel mio ultimo articolo avevo fornito, per cosi dire, la soluzione (per quanto la mia opinione possa valere qualcosa) a questo annoso problema: riportare l’uomo al centro dell’azione. Domenica abbiamo assistito a ciò che avevo suggerito: è bastato lasciare liberi i piloti ed abbiamo vissuto un intero GP in apnea… Digione vive.

A dire il vero, quello che abbiamo visto dovrebbe essere la routine e soprattutto (è bene specificarlo), erano manovre (sebbene eccezionali) comunque nella norma, considerando le monoposto ed i piloti che le conducono. Come già detto più volte, poiché l’attuale F1 si è imbalsamata da tempo, ecco che la normalità diventa eccezionalità! Detto questo, da qualche parte si dovrà pur iniziare: ben venga lo spettacolo al quale abbiamo assistito.

Quindi, guardiamo con fiducia al duello rusticano tra Lewis e Valtteri, dove quest’ultimo ha dimostrato, innanzi tutto alla squadra, che non ci sta più a fare il gregario. Il finlandese ci ha letteralmente fatto alzare dal divano, con quella manovra in cui si riprende la posizione che tanto aveva faticato per conquistare al sabato. Manovra decisa e dura che, forse, nemmeno il re nero si aspettava. E sicuramente non se lo aspettavano nemmeno ai box, obbligati così a ricorrere ad una strategia alternativa. In seguito, la gestione magistrale delle gomme da parte di Lewis e la safety car hanno fatto il resto.

Lewis Hamilton - British Gp 2019

Ad essere sinceri, considerando lo scenario visto negli ultimi GP, ho creduto che la direzione gara sarebbe intervenuta per la durezza del duello. Invece, forse, in federazione si sono resi conto che i piloti che si cimentano tra una curva e l’altra sono professionisti, il cui mestiere è proprio quello di lottare nei limiti della correttezza sportiva. Se con Bottas ed Hamilton abbiamo avuto un assaggio di cosa significa mettere l’uomo al centro della scena, con il mai domo Charles Le Clerc abbiamo avuto la prova che forse la F1 vuole realmente cambiare. 

Il monegasco aveva un conto aperto, dall’Austria, con l’olandese prodigio. Charles velatamente è stato accusato di essere stato un pò troppo arrendevole nei confronti di Max in terra di Stiria. Io dico che il pilota Ferrari è stato corretto e molto bravo; cosi bravo da costringere Max alla manovra che tutti conosciamo. Quindici giorni dopo, il monegasco ha dimostrato a tutti che se è solo una questione di cattiveria e carattere allora non c’è che da chiedere: tutto il mondo del motor sport è stato accontentato, offrendoci il duello dell’anno e, molto probabilmente, quello che vedremo negli anni a venire.

Ciò che più mi ha colpito di questa lotta è il fatto che sono stati lasciati liberi di duellare. Ruota a ruota, sportellate, staccate al limite, mai scorretti, mai cattivi… puro agonismo. Cosi come per il duello Bottas Hamilton, ero convinto che gli arcigni e ligi commissari sarebbero intervenuti. Invece niente: solo il piacere di goderci la lotta tra le due giovani promesse. C’è da dire che è veramente presto per cantare vittoria. 

La libertà di lotta che abbiamo visto domenica a Silverstone è figlia di quello che è successo nell’ultimo mese. Il Canada ha dato via libera all’escalation regolamentare che ha castrato spettacolo e sport; spettacolo che non si è voluto interrompere in Austria. Di certo la federazione non se l’è sentita di intervenire nel duello tra Charles e Max in Inghilterra, sia perché non sarebbe stato giusto nei riguardi del monegasco e sia perché cosi sarebbe stata evidente la difformità di giudizio. Il mio (e non credo solo il mio) auspicio è che la governance della F1 si sia resa conto che, per avere puro spettacolo, basta lasciare liberi di esprimersi questi professionisti, senza ricorrere a nessuno artificio.

British Gp 2019

Chi mi legge sa esattamente cosa intendo. Proprio su queste pagine ho citato che l’unico regolamento che deve essere attuato è quello della passione e del sentimento. Non credo che in pista ci siano scriteriati, semmai professionisti che sanno benissimo cosa devono fare. La battaglia a cui abbiamo assistito domenica, in Inghilterra, si va ad aggiungere a quella collezione di lotte che la F1 del passato ci aveva spesso abituato ad avere. Non a caso, il duello tra i due giovani talenti ha ricordato il duello di Digione vive a 40 anni esatti. Sebbene in telecronaca sia stato fatto un commento alquanto infelice, evidentemente dettato dal troppo entusiasmo del momento, io mi sento di affermare che proprio perché ci sono state lotte come Digione possiamo apprezzare ancora di più battaglie come quelle tra Charles e Max.

Mi pare evidente che il termine di paragone si debba riferire solo dal punto di vista agonistico. Andare oltre, nel confronto, non solo sarebbe un inutile esercizio mentale, sarebbe anche una perdita di tempo, considerando i diversi contesti storici e la diversa tecnologia utilizzata. Ben venga la libertà di espressione da parte di coloro i quali ogni domenica si calano in macchina per conquistare il loro sogno. Auguriamoci che chi deve applicare il regolamento abbia appreso la lezione. Per tenere vivo lo spettacolo, per avere “una, cento, mille Digione”, l’uomo deve ritornare protagonista dello show.

Autore: Vito Quaranta – https://twitter.com/quaranta_vito

Foto: FerrariMercedes

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