A casa loro…

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Il GP di Gran Bretagna segna il decimo appuntamento della stagione su ventuno totali, giro di boa del mondiale. Un Gran Premio, quello in casa inglese sempre molto sentito e che ha fatto la storia della Formula Uno. La prima gara iridata del mondiale (vinta da Ferrari) si tenne proprio a Silverstone: ex pista d’atterraggio “riciclata” in circuito (un gran bel circuito), negli anni rimaneggiato e ammodernato. Nonostante le modifiche, il fascino del circuito non è stato affatto intaccato e le sue curve rappresentano sempre una sfida per i piloti.

Considerando che fino ad ora, in ogni circuito “vecchia scuola” ci siamo sempre divertiti, non ho motivo di dubitare che anche domenica prossima assisteremo ad un gran bel spettacolo. Sia perché la corazzata anglo/tedesca (assieme a Red Bull, Williams e Racing Point) corre praticamente in casa, sia perché la stessa AMG vorrà far dimenticare presto la debacle austriaca. Senza dimenticare che soprattutto Lewis (pilota di casa per eccellenza) vorrà assolutamente lavare l’onta che ha dovuto subire l’anno scorso.

La Ferrari era un vero incubo per la corazzata teutonica: veloce su ogni circuito, si presentava in terra inglese con il pronostico che non la dava per sfavorita. La battaglia inizia già al sabato, con Lewis e Seb che danno spettacolo a suon di giri veloci. Vettel sembrava indemoniato, un tutt’uno con la sua SF71H e nel suo ultimo tentativo strappa la pole e un tempo sul giro irraggiungibile per tutti…per tutti tranne il re nero. Lewis entra in una sorta di trance e, spinto dalla folla che lo sostiene, fa un giro in apnea, la perfezione in terra; si prende la pole, a casa sua, per soli quaranta quattro millesimi…il suo stesso numero di gara. La folla è in delirio e i ferraristi masticano amaro; ma come si suol dire, i punti si fanno la domenica, si dice.

Infatti, il giorno della gara, al via, Lewis vanifica la pole conquistata il giorno prima (il re nero ha perso un mondiale contro Rosberg nel 2016 con le sue partenze fallaci) e Seb ne approfitta prontamente. I colpi di scena non finiscono li: infatti il pilota anglo caraibico si tocca con Raikkonen (che verrà penalizzato con dieci secondi…figuriamoci…), venendo risucchiato dal gruppo. Il resto del GP è una corsa disperata contro il tempo per cercare di recuperare la prima posizione.

Il tedesco della Ferrari ha un ritmo troppo forte per Lewis e nemmeno le due safety car nulla possono contro Vettel (questa volta lui) in trance agonistica, che taglia il traguardo pronunciando la famosa frase “A casa loro”. Lewis, uscito dalla macchina va via da tutto e tutti (la storia è un continuo ripetersi evidentemente) per poi presentarsi alla premiazione davanti ad un deluso pubblico inglese e un raggiante pilota tedesco. Seb conquistò una vittoria importante, che avrebbe potuto taglia le gambe e fiaccare la concorrenza. Era solo l’anno scorso, eppure la Ferrari sembrava avviata al ritorno al successo (nonostante i punti persi per strada fino a quel momento).

Era una rossa fortemente competitiva, sebbene in seno alla scuderia stessa malumori e veleni crescevano sempre di più per poi sfociare nella scellerata condotta di Monza. Com’è stato possibile per la scuderia Ferrari passare da pretendente al titolo ad inseguitrice affannata? Come si è giunti, a distanza di un solo anno, a non aver vinto ancora un GP e addirittura a subire l’onta di essere a zero vittorie persino rispetto al motorista giapponese della Red Bull?

Dubito che domenica assisteremo ad una vittoria rossa (non si sa mai). Resta il fatto che, almeno una volta, anche noi ferraristi abbiamo vinto a casa loro.

Buon GP a tutti…

Autore: Vito Quarantahttps://twitter.com/quaranta_vito

Foto: Alessandro Arcarihttps://twitter.com/BerrageizF1

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